Giocatori fantastici e dove trovarli: l'Ajax scala l'Europa League

L'Ajax ha stupito tutti: ha agguantato la semifinale di Europa League nei tempi supplementari grazie ai golden boys e alle piccole rivoluzioni introdotte da Bosz.

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L'Ajax di Bosz è una squadra di giocatori fantastici, sta scalando l'Europa League e attirando l'attenzione di tutti fuori dai confini nazionali. La squadra di Amsterdam ha chiuso l'era De Boer senza traumi e si trova al secondo posto in campionato e in semifinale di Europa League

Sembra lontano l'avvio stentato, con l'eliminazione ai preliminari di Champions League subita dal Rostov, che ha piuttosto annichilito i ragazzotti rampanti dell'Ajax, facendoli ripiegare in Europa League. I 6 anni di De Boer sono stati rimpiazzati da Peter Bosz e il suo calcio meno spettacolare sulle fasce ma più incline a convergere al centro (ne è prova una pazzesca vena realizzativa dei suoi centrocampisti), senza tradire la filosofia dei Lancieri: 4-3-3, ali giovani, scoppiettanti e di sicura prospettiva.

In campionato, prima della sconfitta di misura contro il PSV, non perdeva dall'11 dicembre. Ora è a 4 punti dal Feyenoord che ha battuto al ritorno (e con cui ha pareggiato in casa) e tra le mura amiche, nella leggendaria Amsterdam Arena, non conosce sconfitta dal 20 agosto in tutte le competizioni. Contro lo Schalke i supplementari hanno detto Ajax, dopo i 90 minuti schiacciati dai gol in avvio di ripresa dei tedeschi, grazie ad una prova di cuore, dispendiosa. Ma quali sono i segreti della squadra di Bosz? 

Ajax, Peter Bosz: l'uomo che fa diventare giusto il momento sbagliato

Partiamo proprio da lui, dall'allenatore dell'Ajax Peter Bosz. Curioso, destino vuole che i suoi maggiori successi da giocatore li abbia colti proprio con la maglia del Feyenoord. Proprio questo aveva fatto storcere il naso ai tifosi puristi dell'Ajax, anche perché Bosz è stato anche direttore tecnico dei rivali, portandogli giocatori importanti (come Roy Makaay). Ha saputo allontanare i fischi che ancora aleggiavano nell'Amsterdam Arena nel crepuscolo della gestione De Boer grazie ad un gioco verticale, con piccole modifiche alla consolidata struttura di gioco che tutta l'Ajax ha, dai pulcini fino alla prima squadra. La cessione di Milik al Napoli, che avrebbe fatto imbestialire un santone indiano, gli ha fatto scegliere Kasper Dolberg, e mai intuizione fu più felice, come vedremo più tardi. Guida una squadra giovane, giovanissima, tra le più young and beautiful di tutta l'Europa League.

Con Bosz l'Ajax controlla il possesso palla, sposta l'attacco posizionale verso il centro del campo e sfrutta i grandi piedi delle due mezzale, Klaassen e Ziyech, oltre al tradizionalissimo gioco sugli esterni (che con De Boer era diventato un pochino ossessivo e pedante). Proprio l'inserimento di Ziyech, veramente troppo sottovalutato, è stato una piccola ma grande idea di Bosz. In questo modo Klaassen si può appoggiare sui piedi più talentuosi in circolazione (quelli di Ziyech), e può buttarsi in mezzo a riprendersi il pallone, sfruttando le sue grandi doti sotto porta. Fa diventare giusto il momento sbagliato: è arrivato dopo uno scudetto perso in maniera dolorosa, con la cessione di Milik sul groppone e un po' di sana diffidenza campanilistica. Ora lancia l'Ajax verso il titolo e nello stesso tempo ne rispolvera i fasti europei. Non male per un ex Feyenoord, no?

L'allenatore dell'Ajax Bosz osserva la sua creatura
L'allenatore dell'Ajax Bosz ha sempre una faccia guardinga, anche quasi alla fine dell'Europa League

Il muro difensivo: "Young is Beautiful"

La difesa dell'Ajax è orfana del portiere Cillessen, andato a svernare al Barcellona (un trasferimento francamente di difficile spiegazione se non in Alice nel Paese delle Meraviglie), ha trovato in Onana, 21enne camerunense, un sostituto non sempre all'altezza ma piuttosto affidabile (forse è il vero e proprio punto debole della squadra). Il pacchetto arretrato ha salvato l'Europa League dell'Ajax nella persona di Viergever, terzino sinistro che prende il posto di Sinkgraven. La storia di Daley Sinkgraven è particolare: è un'ex ala dx, almeno all'Heerenveen. Poi, dopo l'arrivo all'Ajax a gennaio dello scorso anno, è stato trasformato in terzino sinistro, una specie di miracolo da nozze di Cana per ovviare alla sovrabbondanza di ali veloci e tecniche dei Lancieri.

Ha subito un brutto infortunio al ginocchio, ed ecco la genesi del gol di Viergever, suo sostituto, di cuore e grinta. Al centro il colombiano Davinson Sanchez offre lettura di qualità e una buona prestanza fisica, affiancato da De Ligt, un altro prospetto davvero interessante. 17 anni, gioca come un veterano: purissima scuola Ajax, come Veltman a destra, che è ai Lancieri da quando ha 7 anni, buona tecnica e velocità, oltre ad essere uno dei più bravi di testa in Eredivisie. Pensate che l'età media della difesa dell'Ajax è di 22,56 anni: una follia, se non fosse che è l'Ajax, baby. Young is beautiful. Tra l'altro, nota a margine, è la miglior difesa del campionato olandese (21 reti subite, come Feyenoord e PSV): sarà anche young, ma prende pochissimi gol. E ha entusiasmo, come si può evincere dalla foto qui sotto. 

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Il centrocampo: "Non è Rio De Janeiro ma c'è un clima fantastico"

Probabilmente la forza dell'Ajax, nome mitologico che richiama proprio uno degli eroi greci dal destino più triste, ma più forti in senso proprio (Aiace Telamonio), sta nei piedi dei 3 di centrocampo che Bosz ha scelto e sguinzagliato a far danni fino alle mura difensive avversarie. Descrivere Davy Klaassen è complicato, difficile. Dovreste provare a chiedere agli osservatori del Napoli, della Lazio e di mezza Europa: ne sanno davvero molto, di Klaassen, visto che è uno dei top player che stanno facendo la differenza in questa stagione dei Lancieri. La sua ascesa segue di filato quella di Eriksen: Frank De Boer lo sceglie per la selezione A1 proprio per sostituirlo quando sale in prima squadra.

Il talento di Klaassen, che ha scalato tutta la trafila giovanile dell'Ajax, è subito lampante: gol dopo 1' di gioco al debutto, fa subito vedere il suo marchio di fabbrica, i gol, la visione, l'intelligenza. Un giocatore pronto, che è diventato perno della nazionale olandese e capitano dei Lancieri, per cui l'Ajax avrebbe rifiutato un'offerta di poco inferiore ai 20 milioni del Napoli. Perché lo valuta molto, ma molto di più. Classe '93, ha già vinto 3 campionati olandesi, e in Eredivisie è andato sotto i 10 gol solo in una stagione. Nell'ultima ne ha fatti 13 (bottino che farebbe felice un attaccante) e in questa ha già raggiunto quota 13, il che vuol dire che rischia di stabilire un nuovo record. Sfrutta alla perfezione gli spazi d'inserimento che creano le ali dell'Ajax. Qui sotto ne fanno le spese quelli del PSV, monito per la gara di domenica. 

Attacco totale: figli delle stelle e future stelle 

Partiamo da Amin Younes, perché questo tedesco classe '93 è il classico folletto dribblomane che fa sgranare gli occhi ai tifosi, e sempre i tedeschi nello Schalke ne sanno qualcosa. Si è preso di diritto la titolarità perché rispetto alle altre ali lui salta SEMPRE l'avversario. Non vogliamo esagerare, ma per lui l'uno contro uno è semplice come lo sarebbe un lento battimuro per un ragazzino qualunque. Ha una specie di istinto folle, che lo porta a cercare spesso di resettare l'equilibrio avversario. Preso ad una cifra irrisoria davvero, il suo valore ora vola più in alto, grazie ai suoi 12 assist tra campionato ed Europa League. Deve essere una specie di direttiva di Bosz il cercare meno la soluzione personale, per far segnare gli altri, soprattutto le due mezzali e la punta. Con Bosz cerca spesso lo scambio ravvicinato con la punta centrale, di cui stiamo per parlare.

Younes dell'Ajax esulta per il gol segnato contro lo Schalke
Qui Younes ha appena realizzato di aver fatto un gol troppo importante contro lo Schalke

Diciamolo subito: Kasper Dolberg verrà venduto a peso d'oro dall'Ajax. Lo giura John Steen Olsen, uno che ha scoperto solo Ibrahimovic, Fischer e Eriksen. 19 anni, biondo come Gesù direbbe De Gregori, ha un'eleganza sovrumana, come se giocare a pallone non gli costasse praticamente sforzo. Ha una sensibilità di piede veramente notevole, che lo porta ad avere scambi di grande qualità con gli esterni e gli accorrenti centrocampisti. Schöne, un po' da vecchio saggio, rivendica un pizzico di preveggenza sull'altro danese della squadra:

Mi è bastato vederlo al primo allenamento per capire che fa delle cose che non fa nessun altro

Cecchino preciso, freddo, per Bosz ha un'importanza capitale, forse lo sogna anche la notte, di certo è il suo perno offensivo, 19 reti stagionali e ah... è un classe '97. Ha un contratto lungo, lunghissimo fino al 2021, le stimmate del predestinato, sarà il prossimo bomber venduto a peso d'oro dal campionato olandese, c'è da scommetterci. Magari in Premier, dove con i suoi 187 cm può battagliare con le difese più strutturate d'Europa. Qui si bulla di tutta la difesa del NEC più e più volte

Dietro di lui c'è il colombiano Cassierra pronto a sostituirlo. Altro giro, altra corsa, dal Chelsea l'Ajax ha preso un altro grande grosso talento, Bertrand Traoré. Bosz lo fa oscillare tra l'ala destra e il centro dell'attacco per far respirare Dolberg e regalargli un po' di sana competizione: forse meglio come ala, Traoré è esplosivo, potente, 9 reti in Eredivisie sono un buon biglietto da visita per lui, anche se ha il difetto di mancare ogni tanto nella fase decisiva. Tornerà a Londra con maggior convinzione, magari Conte deciderà di regalargli minutaggio l'anno prossimo.

In Europa League ha segnato il gol pesante che ha regalato ai Lancieri la qualificazione contro il Copenaghen, all'81'. Ultimamente, complice l'infortunio all'inguine di Dolberg, gioca al centro dell'attacco, e a destra si alternano due talenti purissimi, capaci di sballare le difese con le loro giocate: uno è figlio di una vecchia gloria, l'altro sfonderà a breve. Justin Kluivert è la fotocopia del padre Patrick (please, non ricordategli la sua esperienza in Italia), ma preferisce giostrare sull'esterno destro dell'attacco.

Classe '99, a 17 anni è già nel giro dei titolari, ha segnato la sua prima rete in Eredivisie e, a parte le ultime due panchine, sta aumentando sempre di più il suo minutaggio, grazie a giocate rapide, brillanti, veloci. C'è uno che lo insidia da vicino, un altro giovanissimo '97, David Neres. Ecco, ora prendete carta e penna e segnatevi questo nome, che il Feyenoord conosce bene Perché non lo dimenticherete presto: talentuoso, pazzesco nel tocco di palla, per averlo l'Ajax ha dovuto sbaragliare la concorrenza europea alla bottega carissima del San Paolo. Ma qui si costruisce il futuro, e un talentino di questo tipo si sta prendendo la scena.

Non poteva mancare nella maxi guida all'Ajax, men che meno nella rassegna di giocatori fantastiche che Bosz sta guidando in cerca del titolo, e di una vetrina europea pazzesca come sarebbe la vittoria dell'Europa League. Che sembrava insperata, lontana, per il blasone delle altre partecipanti. Ma ora dista pochi minuti, un altro passo nella scalata all'Europa dei ragazzi fantastici di Bosz, l'Ajax young and beautiful che vuole riportare il calcio olandese alla sua antica gloria.

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