A testa in giù: ecco i 10 gol in rovesciata più belli della storia

Da chi l'ha inventata all'uomo delle figurine, passando per la prodezza annullata e il re di Svezia: le migliori sforbiciate sono uno spot per il calcio.

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A testa in giù e con le gambe per aria pronti a ricadere impattando sul campo. Anche mezza, la rovesciata è senza dubbio uno dei gesti più spettacolare del calcio. Per eseguirla alla perfezione serve tempismo, bisogna aspettare il momento giusto per darsi lo slancio e colpire il pallone. Poi la coordinazione e un pizzico di follia fanno il resto. Non c'è tempo per pensarci su, quando la palla scende invitante dal cielo è lì che l'intuito prende il sopravvento.

La rovesciata è di tutti: non bisogna avere particolare talento o essere campioni affermati per compierla, conta solamente seguire l'istinto e avere fortuna. Dai difensori fino agli attaccanti, che più di tutti ne hanno reso un'arte del gol, la rovesciata è di chi la cerca. Può essere utile in qualsiasi momento, per spazzare, per intercettare un lancio e ovviamente per segnare.

Ha origini antiche, risale ai primi decenni del Novecento, ma ci sono più versioni su chi sia il vero inventore della rovesciata. Ne abbiamo scelte dieci, le più belle e quelle che sono entrate nel mito.

Le 10 rovesciate più belle della storia del calcio

C'è chi ha dato il via e poi è stato imitato, chi lo ha fatto con la propria nazionale entrando ancor di più nel cuore del proprio paese e chi ha deciso un derby sofferto. C'è chi ha segnato un'epoca diventando una figurina eterna, chi si è permesso di segnare al Barcellona e chi ha visto il capolavoro cancellato da una svista arbitrale. E ancora, chi in un istante si è aggiustato il pallone col petto e ha reso possibile e reale l'inimmaginabile. Le dieci rovesciate scelte sono uno spot per il calcio.

1. Leonidas da Silva

Ne abbiamo di tutti i gusti e di tutte le epoche. Con la prima, storica rovesciata diamo colore a un colpo immortalato in bianco e nero e restituiamo gloria all'inventore della moderna acrobazia. Il 24 aprile del 1932, Leonidas da Silva, calciatore e successivamente allenatore di calcio brasiliano, dà vita ad un gesto che fino a quel momento si era visto raramente. In effetti, il primo a eseguirlo era stato il cileno Ramón Unzaga nel 1914 e in suo onore ancora oggi si usa chiamarlo chilena. Ma chi veramente è stato proclamato pioniere della rovesciata è Leonidas, vista la continuità con cui la provava.

Non a caso l'attaccante nativo di Rio de Janeiro era soprannominato l'uomo di gomma, per la grande agilità ed eleganza dei gesti e negli anni Trenta la sua inclinazione ai gol spettacolari lo rese il giocatore più prolifico di quel periodo. La purezza della sua classe era invidiabile e veniva enfatizzata dall'altro soprannome, diamante nero. Il giornalista, scrittore e saggista uruguaiano Eduardo Galeano, una delle personalità più stimate della letteratura latinoamericana, disse: 

I gol di Leonidas erano talmente belli che persino il portiere avversario si rialzava per congratularsi.

Leonidas da Silva
La storica rovesciata di Leonidas

2. Marco van Basten

Un altro artista della rovesciata. Marco van Basten ne ha fatte due che sono rimaste leggendarie ed è difficile scegliere la più bella. Probabilmente quella con la maglia dell'Ajax merita il primato, anche se per i tifosi del Milan la sforbiciata al Goteborg in Coppa Campioni rimarrà unica. Nella sfida contro il Den Bosch del 1986 (terminata 3-1 per l'Ajax), i Lancieri avviano un'azione offensiva fatta di tocchi rapidi e precisi. Il cross proveniente dalla destra è indirizzato verso van Basten che, retrocedendo a piccoli passi, trova la giusta coordinazione per realizzare uno dei colpi più belli di sempre. La palla, colpita con estrema precisione e potenza, bacia il palo e si infila in rete lasciando di stucco il portiere.

3. Karl-Heinze Rummenigge

Nella sua carriera Rummenigge ha visto compiersi una colossale ingiustizia sportiva ai suoi danni ai tempi dell'Inter. Nei sedicesimi di finale di Coppa Uefa contro i Rangers Glasgow - terminata 3-0 per i nerazzurri -, il tedesco realizzò un gol incredibile in rovesciata annullato dall'arbitro. Corse nella stessa direzione del pallone e anticipò il colpo di testa del difensore con grande tempismo. Con la punta del piede destro riuscì ad indirizzare la palla alle spalle del portiere, ma il tentativo fu valutato come gioco pericoloso dal direttore di gara. Con quella decisione, il gesto dell'attaccante dell'Inter non entrò mai negli almanacchi ma rimase per sempre nella memoria sportiva come una delle giocate più belle.

4. Wayne Rooney

Eccolo chi è entrato nella leggenda dei derby di Manchester. Wayne Rooney rompe l'equilibrio di una partita tiratissima che sembrava destinata a terminare sul risultato di 1-1. Trovando spazio tra i centrali del Manchester City si inventa una cosa difficile da descrivere. Non si può far a meno di vedere e rivedere quella prodezza, una rovesciata straordinaria che gelò i Citizens e accese la passione dei tifosi dello United. Solo a pochi campioni è riservato il privilegio di decidere match così importanti con gol simili.

5. Carlo Parola

Lui è l'uomo delle figurine Panini. Forse dicendo così a qualcuno si illuminerà la lampadina e al nome, che inizialmente potrebbe suggerire pochi ricordi, verranno associati un volto e tanti ricordi. Chi non ha mai trascorso interi pomeriggi attaccando e scambiando quelle fantastiche figurine? Riempivano i nostri giorni, con mamma e papà costretti a regalarci pacchetti su pacchetti. Sopra le bustine c'era lui, Carlo Parola, disegnato anche sulla copertina dell'album.

Carlo Parola
Carlo Parola, emblema di un'infanzia e simbolo delle figurine Panini

Non era un calciatore inventato dalla fantasia dei fratelli Panini e nemmeno uno sconosciuto stilizzato. Parola è stato prima calciatore, ruolo difensore, e poi allenatore, tra le altre anche della Juventus e della Lazio. Così come Leonidas è stato l'inventore in Brasile, in Italia è Parola il pioniere della rovesciata utilizzandola con frequenza nel cuore dell'area di rigore. La sua peculiarità, essendo difensore, era che non si avvaleva di quel gesto per segnare ma per spazzare e liberare la porta dai pericoli degli attaccanti.

La "rovesciata di Parola" nacque il 15 gennaio 1950, all'80' di Fiorentina-Juventus, e fu così descritta dalle parole del giornalista Corrado Banchi:

"... Parte un lancio di Magli verso Pandolfini. Egisto scatta, tra lui ed il portiere c'è solo Carlo Parola; l'attaccante sente di potercela fare ma il difensore non gli dà il tempo di agire. Uno stacco imperioso, un volo in cielo, una respinta in uno stile unico. Un'ovazione accompagna la prodezza di Parola..."

Carlo Parola
La vera rovesciata di Carlo Parola durante Fiorentina-Juventus

6. Zlatan Ibrahimovic

Era già idolo della sua gente, con quel gol lì cosa è diventato? Probabilmente lo hanno fatto re di Svezia e come dargli torto. Intoccabile per la tifoseria e stella nazionale, carismatico da morire e leader indiscusso, la sera del 14 novembre 2012 Ibrahimovic decide di esagerare, piegando l'Inghilterra con quattro gol nella sfida amichevole che metteva di fronte agli inglesi la sua Svezia. Apre le marcature, poi rimonta da solo e chiude in bellezza: nei minuti di recupero corre anche sull'ultimo pallone della gara, costringendo Hart ad uscire frettolosamente e a sbagliare il colpo di testa. La palla si impenna, lui aspetta, aspetta, aspetta ancora e poi...

7. Philippe Mexes

A pochi giorni di distanza dalla meraviglia di Ibrahimovic, il difensore del Milan, Mexes, decide di ispirarsi al gigante svedese realizzando un gol eccezionale durante la sfida di Champions League contro l'Anderlecht. Ciò che impressiona nella rovesciata del francese è la preparazione al gesto: poco fuori dall'area di rigore, stoppa il pallone di petto alzandolo quel poco da permettergli di girarsi in aria in un attimo e colpire. Ne viene fuori una parabola imprendibile che inesorabile termina la sua discesa in fondo alla porta.

8. Mauro Bressan

Ci viene da immaginare Mauro Bressan a casa, con i nipotini seduti intorno a lui: "Adesso vi racconto quando ho segnato al Barcellona in rovesciata". Sì, il centrocampista ex Fiorentina, nell'ultima partita della fase a gironi della Champions League nel novembre 1999, ha scritto il suo nome nel tabellino e impresso quella rovesciata pazzesca nella memoria dei tifosi Viola. A Firenze non la dimenticheranno mai: quel gol è servito alla Fiorentina per passare al turno successivo della competizione e, insieme alla doppietta di Abel Balbo, ha fermato il Barcellona sul 3-3.

Come gran parte delle acrobazie, anche quella di Bressan si produce in un battibaleno: la difesa blaugrana allontana un cross dalla destra, si lotta per la riconquista della palla e il più lesto a cogliere l'attimo è il 21 della Viola, che oltre la lunetta dell'area di rigore si coordina e firma l'1-0. Tutti in piedi, solo applausi.

9. Ronaldinho

Si può dire che il 25 novembre 2006 Ronaldinho "rovesciò" il Villarreal in una partita di Liga al Camp Nou. La gara terminò 4-0, il brasiliano fu autore di una doppietta, ma il secondo gol, arrivato negli ultimi minuti dell'incontro, fu incredibile. Nel momento in cui Xavi serve l'assist, Ronaldinho ha già in mente quello che deve fare: controllo di petto, torsione rapida del busto e rovesciata a scavalcare il portiere. Esegue l'acrobazia con una naturalezza e semplicità sconvolgenti, incredibilmente snodato sembra un ballerino del calcio. 

10. Youri Djorkaeff

Chiudiamo con il gioiello di Youri Djorkaeff. Era la stagione 1996-1997 e il francese era stato acquistato quell'estate dall'Inter per 7,5 miliardi di lire. La sua prima annata nel calcio italiano terminò con 14 reti in 33 presenze, ma una più di tutti rimase indelebile. Nella sfida alla Roma giocata a San Siro il 5 gennaio, l'Inter vinse 3-1 tornando alla vittoria dopo due mesi. Tra i marcatori Ganz, Fresi, Delvecchio e proprio Djorkaeff. Il suo gol valse non solo il momentaneo 2-0, ma anche la standing ovation di tutto lo stadio e i complimenti dell'arbitro Cesari.

In effetti, dalla posizione da cui tentò la rovesciata sembrava impossibile far passare il pallone alle spalle del portiere, talmente era defilata. La palla era schizzata in aria dopo il maldestro intervento del difensore Petruzzi e stava cadendo a picco proprio nella zona di Djorkaeff che, quasi sospeso in cielo, mise in scena un colpo perfetto in ogni suo momento. Così bello che diventò la copertina dell'abbonamento per la stagione seguente. C'era tutto in quella rovesciata: precisione, eleganza, coordinazione, tecnica, rapidità. C'era il talento di Youri Djorkaeff.

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