Da zero a cento, Griezmann story: secondo francese a quota 100 in Liga

Il sangue portoghese, la ninna nanna del Cholo, la fuga per ballare e le maniche lunghe sognando Beckham: Griezmann da zero a cento in Liga, questione di gol.

100 gol in Liga per Griezmann

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Questa è la storia di chi ce l’ha fatta. Da solo, con le proprie forze. È il sogno di ogni bambino, quel desiderio che poi soltanto uno su un milione riesce a realizzare. Unico, Antoine Griezmann. Qui, però, il numero esatto da utilizzare è un altro: il cento. Una cifra sempre più tendente all’infinito.

Griezmann serà Balòn de Oro. In Spagna lo gridano fortissimo, già: frase abbastanza pericolosa. Ma da quelle parti non hanno assolutamente paura di esagerare. Questione di zeri. Tripla cifra bella tonda. 100. Perché Antoine, ieri sera, ha toccato proprio quel numero così perfetto. Lestissimo col sinistro a superare Diego Lopez: 0-1 secco del suo Atletico Madrid all’Espanyol. Poi, poco dopo, un’altra azione pazzesca del piccolo diavolo: Antoine parte da casa sua e fa cantare il mancino, doppietta sfiorata. Storia scritta.

La Francia, il Portogallo e la Spagna. Nel mondo di Griezmann c’è tutto l’angolo ovest d’Europa. Poi, cos’altro? Ah, la Liga. Giusto 100 gol eh. Finora solo un francese, Karim Benzema, aveva tagliato quel traguardo: oggi la punta di Zidane è a quota 120. Differenze? Il primo ha 29 anni, il biondino ne ha 3 in meno.

Antoine Griezmann: da zero a cento

Giocare con i numeri è sempre complicato. Con gli attaccanti, poi, è tutta una questione di cifre. Ecco: 175. Gol? No, centimetri. Statura rivedibile, dicevano:

Da piccolo sono stato rifiutato da almeno dieci squadre. Utilizzavano sempre la stessa scusa: "Antoine, sei troppo basso".

Della serie: ci hanno visto proprio lungo, quegli allenatori. Che forse ieri si sono per un attimo grattati la testa quando hanno visto per la centesima volta la freddezza del loro ex nanetto. Poco importano i centimetri, tanto lui segna e ama alla follia il... basket. Un colmo dietro l'altro, Griezmann:

Sono pazzo della NBA. Tifo i Bulls, è grazie a Derrick Rose che mi sono appassionato al basket.

Basso, dicevano. E se al basket si è appassionato per Rose, per il calcio Antoine deve dire grazie a nonno Amaro. Anzi, 'obrigado'. Perché la storia di Griezmann parte proprio dal Portogallo. Il Sig. Amaro Lopez, ex difensore, gli butta la testa nel pallone. Prima, però, si trasferisce con la moglie Carolina a Macòn, un comune a 70 chilometri da Lione. Destino portoghese, insomma. Come nella finale di Euro 2016, persa da Griezmann proprio contro quel pezzo della sua storia. Anche se alla fine è stato comunque l'uomo copertina di Francia: questione di gol, capocannoniere del torneo con 6 reti.

Dalle fughe alla ninna nanna

Antoine Griezmann
Griezmann con la maglia della Francia

Studiava in Francia e si allenava in Spagna. Storia di confine. Libri e pallone. Chiudendo i primi e calciando per sempre il secondo. Scovato a 13 anni a Parigi dagli osservatori della Real Sociedad. Predestinato. "O studi o non vai avanti", ordine di papà: eseguito. E la scuola della squadra si trovava a Bayonne, paese basco francese. Miscugli. Da bambino prodigio a papà: amore, famiglia e... Simeone.

Per fare addormentare mia figlia le canto 'Olé olè Cholo'. Sono uno dal sangue caldo, ma nonostante i miei impegni, cerco sempre di essere presente.

Responsabile, Griezmann. Facendo tesoro di tutte le sgridate 'beccate' qualche anno prima. Perché una sera, mentre era in ritiro con l’Under 21, il diavoletto scappa con Niang dal Nord del Paese e percorre più di duecento chilometri per andare a ballare a Parigi. Scoperto prima e sgridato poi: sospeso dalla nazionale per più di un anno. Amen, si è fatto perdonare.

Griezmann
Che rapporto col Cholo

Maniacale fino ai polsi. Porta sempre le maniche lunghe perché si ispira a Beckham. Modificato da Simeone:

Il Cholo mi ha imposto disciplina e rigore, lo ringrazierò sempre.

E adesso quel piccolo diavolo se vede qualche compagno allenarsi svogliato lo catechizza subito. Leader. Dall'Atletico al Real, di nuovo. Questa volta in semifinale di Champions League. Dimenticando il rigore sbagliato ma ripensando ad un sogno realizzato. E a quei 100 gol tendenti all'infinito. Perché questa è la storia di chi ce l'ha fatta.

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