Playoff NBA: la deriva di un gioco d'ali, senza centri né playmaker

Nel 2017 il basket NBA ha spostato il gioco e le stelle nei ruoli di ala, in grado di dominare sui due lati del campo e Antetokounmpo ne è il leader.

La versatilità e atletismo di Giannis

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Kevin Durant è stato ospite per la seconda volta in pochi mesi del Podcast di Bill Simmons su “The ringer”, parlando di Kendrick Perkins ha detto:

Perk potrebbe tranquillamente giocare ancora in questa NBA. È un super difensore di post basso. Ma chi gioca ancora in post basso?

Estrapolando dal contesto che riguardava l’analisi sui suoi vecchi Thunder, questa frase è il dogma del basket moderno, dove contrariamente a quello che succedeva tempo fa, lo spazio da coprire ormai è più orizzontale che verticale. Qualche mese fa vi avevamo parlato dell’apertura alare dei giocatori e di come i difensori occupino molto più spazio muovendosi che rimanendo fermi. Al momento c’è solo Rudy Gobert che condiziona difensivamente le partite pur essendo un centro di ruolo, perché la sua verticalità e capacità di muoversi sono semplicemente l'ancora della difesa di Snyder.

Quali sono i giocatori in NBA che al momento sono considerati i più condizionanti in difesa? Kawhi Leonard, Draymond Green, Rudy Gobert appunto, LeBron James quando vuole e Giannis Antetokounmpo per fare qualche nome. L'obiettivo della difesa è provare a restringere un campo che contro l’uso e abuso del tiro da tre punti diventa sempre più largo e lungo. Spesso ci sono cinque tiratori da arginare, quindi recuperare tanto spazio in poco tempo è diventata l’unica priorità per limitare un attacco NBA.
Per questo motivo Jason Kidd, che dispone probabilmente del miglior difensore preso singolarmente che ci possa essere, ha estremizzato questo concetto nella vittoriosa gara 1 di playoff contro i Toronto Raptors.

Brogdon e Middleton le chiavi dei Bucks

NBA: cinque ali, zero playmakers, zero centri

Ormai l’assegnazione dei ruoli è diventato uno sport tanto fumoso quanto improduttivo, perché da LeBron James in poi ci sono sempre più giocatori che possono occupare quattro o cinque posizioni nello scacchiere tattico. In questa nebulosità Jason Kidd ci ha visto lungo, un po’ come faceva in campo. In gara 1 contro i Raptors ha schierato quintetti con cinque giocatori sopra i 2.05 m. rinunciando completamente alle convenzioni per detonare l’attacco dei Raptors e soprattutto obbligare Casey a scelte che ha fatto poco e malvolentieri.

Innanzitutto ha neutralizzato l’efficacia di Patrick Patterson, ovvero il miglior giocatore per rating (+10.9) dell’intero roster dei Raptors, mettendo su di lui un giocatore mobile che gli togliesse il tiro da tre punti, visto che il dazio da pagare con lui in post basso era assolutamente minimo. Ha estromesso dalla partita a rotazione uno tra Valanciunas e Ibaka, perché i due insieme hanno avuto un -12 in tredici minuti di coesistenza in campo. E pur essendo sotto alla pausa lunga di gara 1, l’impressione era che la partita fosse tatticamente in mano a Kidd e i suoi.

L'atletismo senza precedenti di Giannis

Giannis Antetokounmpo e l’atletisimo degli esterni

Giannis ha condotto con i suoi 28 punti i suoi, ma soprattutto la tattica di Kidd ha così estromesso un rim protector a disposizione di Casey che pagava troppo dazio sulla mobilità altrui. Questo ha permesso a the greek freak di poter penetrare l’area pur essendo spesso battezzato al tiro e soprattutto chiudere contropiedi e transizioni al ferro senza disturbo. Sul perimetro la presenza di uno splendido Brogdon in versione tiratore mortifero non ha permesso la minima rotazione affrettata e se consideriamo che dall’altra parte del campo le basi dei Raptors sono palla a DeRozan o Lowry con la sua presenza e gli sporadici minuti di Giannis su DeMar, si è aperto un impietoso 17-4 nei punti in contropiede in gara 1 che ha fatto la differenza.

Casey ci ha provato utilizzando le skills di Norman Powell, PJ Tucker e DeMarre Carroll sul perimetro, ma questo ha snaturato il normale flow dei suoi togliendo anche un dannoso Joseph dalla contesa. Nonostante le incredibili motivazioni di essere sotto 0-1 in casa, anche in gara 2 siamo andati a due invenzioni di Lowry e DeRozan da un possibile raddoppio Bucks. Questo fa pensare che il futuro dei Bucks sia il più classico dei “fear the deer”, ma che soprattutto se il pallino tattico della serie non cambia mano presto, potremmo assistere a un altro pesante upset come quello che si profila all’orizzonte tre Bulls e Celtics. Ormai l’azzeramento dei ruoli e gli aspetti importanti delle difese sono chiari, semplici e forse non facili da accettare, ma pur sempre evidenti e con i quali bisogna fare i conti. E la firma è sempre di Giannis.

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