Messi, che settimana! Oggi l'appello per frode, poi Clasico e rinnovo

Leo è atteso da una settimana difficile: oggi l'appello per la frode fiscale insieme al padre, domenica il Clasico e subito dopo il nodo del rinnovo col Barcellona.

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Ieri sera, mentre usciva a testa bassa dal Camp Nou dopo lo scialbo 0-0 contro la Juventus, aveva altro per la testa Lionel Messi. L'eliminazione del Barcellona nei quarti della Champions League ha sancito l'addio al primo grande obiettivo della stagione e, forse chissà, Leo vedeva allontanarsi anche il Pallone d'Oro 2017.

Ma il match contro i bianconeri era soltanto il primo di una serie di appuntamenti ravvicinati che attendono il numero 10 blaugrana e che avranno importanti ripercussioni sul suo futuro: si va dal processo d'appello per frode fiscale nel quale è coimputato insieme al padre agli incontri per il rinnovo del suo contratto col Barcellona. E in mezzo, tanto per gradire, il Clasico di domenica sera, diretta esclusiva alle 20.45 su Fox Sports.

Certo, a Messi non rimane che sperare che il buongiorno non si veda dal mattino e che i prossimi impegni vadano meglio di quello che ha aperto il suo tour de force. Contro la Juventus, infatti, il Barcellona non è parso di sicuro lo squadrone che per anni ha intimorito le rivali di tutta Europa e l'eliminazione dalla Champions League è la logica conseguenza della netta superiorità dimostrata dai bianconeri.

Messi, che settimana!

Oggi, comunque, si riparte. A Barcellona è arrivato anche il padre di Lionel Messi, Jorge, coimputato nel processo per presunta frode fiscale: insieme si presenteranno alla Corte che discuterà la loro domanda d'appello contro la sentenza di primo grado che lo scorso 6 luglio li aveva condannati a 21 mesi di reclusione. Secondo l'Audiencia Provincial, infatti, Jorge e Lionel Messi avrebbero frodato l'agenzia tributaria iberica per oltre 4 milioni di euro trasferiti, secondo l'accusa, in paradisi fiscali fra il 2007 e il 2009.

Fra il processo e il Clasico

I legali della famiglia Messi sono ottimisti e soprattutto, a meno di ribaltoni, la Pulce non rischia la pena detentiva, che scatta solo per pene superiori ai 24 mesi. Di sicuro, però, il processo è una spada di Damocle che non aiuta la stella del Barça a mantenere la serenità necessaria sui campi di gioco. E a proposito di calcio giocato, domenica sera c'è il Clasico al Bernabeu, una partita cruciale. Si gioca per la Liga, ma per il Barcellona è come se fosse uno scontro a eliminazione diretta: a sei turni dalla fine, col Real Madrid avanti di 3 punti - e con una partita da recuperare - una sconfitta metterebbe una pietra tombale anche sulle ambizioni blaugrana di rivincere il titolo nazionale.

Messi nel Clasico
Messi contro Sergio Ramos, il Clasico è alle porte

Il nodo del rinnovo

Jorge Messi, però, è a Barcellona anche e soprattutto per un altro motivo. C'è da sciogliere il nodo del rinnovo del contratto di Leo, in scadenza fra un anno, una vicenda che si trascina da tanto, forse troppo tempo. I tifosi sono in allarme, fiutano tentennamenti e vedono scricchiolare le loro certezze. Qualche settimana fa le parole del direttore esecutivo del club Oscar Grau erano risuonate come un campanello d'allarme:

Bisogna analizzare la vicenda con la mente fredda e il buon senso. Il Barcellona non può superare la soglia del 70% del suo bilancio destinato agli stipendi, quindi dobbiamo far quadrare i conti.

Messi sta bene a Barcellona, questo è certo, ma ci sono due fattori che potrebbero spostare l'ago della bilancia. Il primo è la sentenza d'appello e il secondo sta proprio nell'offerta che Bartomeu presenterà a papà Jorge. Siamo nel terreno delle ipotesi, ma se dovesse rivelarsi insufficiente, Messi potrebbe anche prendere decisioni sorprendenti.

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