NBA playoffs: i tre momenti che hanno fatto amare le gare uno

L'NBA arriva all'apice del suo livello con i playoffs. Noi abbiamo raccolto i tre momenti più emozionati delle gare 1 con atleti, buzzer beater e ocasioni mancate.

Iso Jeo gela i Clippers

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Si è chiuso il primo weekend di playoffs NBA con le solite emozioni che solo la postseason può regalare. Ci sono stati upset inaspettati, come la vittoria esterna dei Bulls contro i Boston Celtics distrutti dal lutto che ha colpito Isaiah Thomas, la strenua lotta dei Portland Trail Blazers con Cj McCollum e Damian Lillard che hanno tenuto testa da soli ai Warriors, o il facile dominio dei San Antonio “Leonard” sui Grizzlies e degli Houston “Hardens” sui Thunder. Noi per l’occasione, dopo aver sezionato le partite, abbiamo selezionato i tre momenti migliori delle gare 1 dei playoffs NBA per rendere l’idea di quanto ben spese siano le ore davanti alla TV per questo spettacolo.

I tre miglior momenti delle gare 1 dei playoffs NBA

Giannis tocca ferro e poco dopo terreno contemporaneamente

Same old Raptors

I Toronto Raptors con l’arrivo di Serge Ibaka e PJ Tucker, sembravano aver sistemato i problemi a livello di poster e, dopo un finale di stagione che li ha portati addirittura appaiati ai Cleveland Cavaliers a livello di record, dovevano confermare sul campo quanto, talento alla mano, fossero la vera contender per i Cavs. L’occasione migliore arrivava al cospetto dei Milwaukee Bucks in gara 1, ovvero una squadra inesperta, con un leader come Giannis Antetokounmpo anche lui alle prime armi e dei difetti ben chiari. Innanzitutto il leader ha mostrato un qualcosa di mai visto: in una schiacciata ha fatto vedere quanto il suo allungamento muscolare sia fuori dal mondo, arrivando a toccare con i piedi terra e con le mani il ferro… CONTEMPORANEAMENTE. Freak of nature, nothing else.

Tornando ai canadesi, nonostante tutte le premesse fatte, sono riusciti nell'ormai consueta impresa di complicarsi la vita, perdendo malamente in casa gara uno e aprendo la nona serie di playoffs consecutiva con una sconfitta. Il secondo tempo è stato completo dominio degli ospiti al cospetto di un DeRozan che combatte sempre con i suoi problemi di selezione di tiro e di una squadra che fatica ad adattarsi istantaneamente agli avversari. Forse mancanza del coach, forse delle superstar ma il “non è una nuova situazione per noi, purtroppo” di Kyle Lowry nel post partita, spiega quanto i Raptros dovranno cambiar registro per farsi valere come contender. 

Isowin Joe

Dopo diciassette secondi si fa male il perno del tuo sistema difensivo, nonché il centro più influente dell’intera lega. Tutto sembra crollarti addosso proprio nel momento in cui sentivi di avere la tua chance per far strada nella postseason. Quando arriva lo scoramento, ma poco dopo realizzi di avere davanti i Clippers, tutto sembra cambiare colore. Con l’essenzialità di un Joe Ingles assolutamente decisivo sui due lati del campo, la leadership di George Hill e la voglia di essere protagonista di Hayward, i Jazz arrivano agli ultimi secondi del match addirittura in vantaggio.

Paul con un super quarto periodo e una grande penetrazione pareggia a 10” dalla fine. Snyder al posto che chiamare timeout e far preparare la difesa avversaria su un possibile isolamento di Hayward, lascia che la sublime intelligenza di johnson e Ingles insceni un pick and roll solo per forzare il cambio e mandare Crawford su Iso Joe. Con il cronometro in testa penetra, lascia andare una lacrima in faccia a Jordan che danza sul ferro e finisce nel canestro regalando la vittoria ai suoi. Negli ultimi dieci anni è il miglior buzzer beater della lega con ben otto canestri vincenti sulla sirena. E ora se Gobert dovesse curare la sua gamba in vista di un possibile coming back, tornare a Salt Lake City, nel peggiore dei casi 1-1, è una bella polizza.

Il disappunto di Paul George

Furious George

I Cavs in gara 1, con un break nel quarto periodo che aveva garantito loro la doppia cifra di vantaggio, sembravano aver chiuso i conti, ma un totale lassismo difensivo durato 48 minuti ha permesso a un fantasmagorico George alla ricerca di uno dei quintetti All - NBA, di riportare i suoi in partita. La tripla da nove metri per il -1 è l’evidenza di un campione contro una difesa passiva che ha avuto in Irving il protagonista. Cleveland nel finale sbaglia clamorosamente tre layup con LeBron e Kyrie (per  inciso due dei migliori finisher dell’intera lega) concedendo l’ultima chances agli avversari.

Qui Lue (o LeBron) gioca la carta vincente, prima commettendo fallo su George per esaurire il bonus e poi spedendo un raddoppio mai visto prima in punta su George. I Pacers sono disorientati e non hanno nemmeno pensato a tale eventualità. La palla finisce a Miles che perde l’occasione di restituirla al proprio leader, avventurandosi nell’ultimo tiro che finisce fuori con il sapore dell’occasione persa. Sullo sfondo George è una furia e nel post partita dirà:

Volevo quella palla.

Ed effettivamente nonostante il raddoppio poteva comunque tornarci. Dopo il 2-0 della notte scorsa, l’impressione è che il treno per i Pacers sia passato, ma per noi rimane un scontro James-George di altissimo livello, fatto di rivalità, ma anche di enorme rispetto. Tra campioni è sempre un bello slogan per lo sport.

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