Cristiano Ronaldo, la storia è tua: sono 100 gol in Champions League

Si scrive Cristiano Ronaldo, si legge storia: con la tripletta di ieri il portoghese raggiunge quota cento gol in Champions League. Tra emozioni e polemiche: CR100.

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E ora inchiniamoci, di nuovo. Tutta la grandezza di questo sport in 3 caratteri: CR7. Ops, 100. Cristiano Ronaldo historico, cento volte in Champions League. Presenze? No, quelle ormai non si contano più. Qui stiamo parlando di gol, un gesto reso così semplice dall'immensa potenza di questo giocatore. Perché dopo la doppietta dell'andata, al Bayern Monaco tocca subire addirittura il tris del portoghese nel ritorno del Santiago Bernabeu.

Cinque reti nelle ultime due partite di Champions League. Di testa, di potenza, sinistro e destro: soprattutto quando le occasioni contano. E ora anche la matematica con questo Cristiano Ronaldo rischia di diventare un'opinione. Ah, unica macchia: la tripletta è sporcata dalle polemiche per due fuorigioco non segnalati dalla terna arbitrale guidata da Kassai, ma al portoghese cosa cambia? Cristiano, outside a parte, ha superato ancora ogni limite. E paradossalmente nemmeno la bandierina del guardalinee può fermare la sua forza, quasi per testimoniare come uno così debba sempre fare gol.

Tanti gol: 100 complessivi in Champions League, 103 tra tutte le competizioni europee. Facile, no? Cristiano Ronaldo non sa fermarsi, come il suo Real Madrid: l'unica squadra del pianeta ad accedere alle semifinali di Champions League per la settima volta consecutiva. Superando così il precedente record del Barcellona, dal 2008 al 2013.

CR100, Cristiano Ronaldo re d'Europa

Ronaldissimo, 100 in Champions League
E ora sono 100 in Champions League: Ronaldissimo

Palla incollata al piede, capelli perfetti, zero tatuaggi e un sorriso per tutti. Il brand di Cristiano Ronaldo è in continua evoluzione. Comfort e libertà di movimento, nella moda e sul prato verde. Questione di look e perfezione. Maria Dolores, la madre, lo concepì nel 1985: dall'isola di Madeira, in mezzo all'Atlantico, alla conquista del Vecchio Continente. Chiedendo il permesso a mamma per diventare il padrone del mondo. Detto, fatto: a Lisbona, allo stadio Alvalade, arrivò a 12 anni. All'Old Trafford invece, nel 2005/6, segnò il suo primo gol in Champions League, nel preliminare contro il Debreceni.

Fino a ieri notte. Più di dieci anni dopo riesce ancora a fare tripletta e trascinare una squadra al successo. Alla faccia di fischi, polemiche e qualche veleno:

Non voglio che la gente mi fischi. 

Ha detto ieri CR7 subito dopo la fine della partita contro il Bayern Monaco. Già, impossibile fischiarlo. Perché a qualsiasi ora, in qualsiasi posto, il romanzo del portoghese si rinnova. A volte spavaldo, ma sempre sincero:

Sapevamo che loro giocavano molto bene. Ma noi siamo una squadra eccellente, potevamo fare anche più gol. Non ho dubbi: noi siamo stati i migliori. Sappiamo soffrire, io guardo solo le cose positive.

E ora Ronaldo si gode questo traguardo: 100 in Champions League, l'unico nella storia a scalare questo muro. Grazie al suo taglio di testa di ieri, alla steccata di sinistro e all'appoggio di destro sul servizio di Marcelo. Dietro di lui, per intenderci, ci sono Messi e Raul. Oltre alle altre 84 firme in Premier League e alle 279 reti in Liga. Addirittura 17 nella Champions League vinta nel 2014 proprio con Carlo Ancelotti in panchina, erano i tempi della 'Decima'. E ora inchiniamoci, di nuovo.

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