Dai viaggi al fischietto, tra errori e record: la storia di Kassai

Agente di viaggi prima, uomo "odiato" oggi: tra record, errori giganti e tecnologia. La storia di Viktor Kassai, l'arbitro che ha "giustiziato" il Bayern Monaco.

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Il Bayern Monaco proprio non ci sta. Contro il Real Madrid è svanito il sogno Champions League di Carlo Ancelotti. Anzi, correggiamo: contro... Viktor Kassai. Un arbitro che, da ieri notte, verrà ricordato per esser stato il giustiziere dei tedeschi. Zero dubbi: il secondo gol di Cristian Ronaldo era in fuorigioco di un metro. E anche la terza rete del portoghese è stata macchiata da posizione irregolare. Oltre ai due offside, però, c'è di più.

Per credere, domandate a Vidal. Il centrocampista è stato espulso per somma di ammonizioni, ma la moviola generale non è d'accordo. Il cileno, all'84', guadagna la doccia anticipata. Il motivo? Arturo entra in tackle ai danni di Asensio: Kassai lo punisce con il secondo giallo ma sbaglia perché il giocatore del Bayern interviene nettamente sul pallone. Ad ogni modo, però, è giusto ravvisare come al 47esimo minuto Vidal sia stato graziato per un ruvido intervento ai danni di Casemiro. E qui, obiettivamente, ci stava il secondo giallo dopo quello rimediato in apertura per il brutto fallo su Isco. Altro? Al 52' - nella circostanza del rigore del Bayern Monaco - Casemiro andava ammonito. A quel punto sarebbe stato espulso.

Vidal e il Bayern dopo il triplice fischio sono andati su tutte le furie. E secondo alcuni media spagnoli Lewandowski, Thiago e Vidal sarebbero entrati nello spogliatoio dell'arbitro Kassai e dei suoi assistenti. Urla, rabbia, polemiche e proteste a destra e manca. Addirittura, per placare l'ira dei giocatori del Bayern Monaco, è dovuta intervenire la polizia. 

Una vita alla Kassai

La storia di Kassai
Doppio giallo e doccia, il verdetto di Kassai per Vidal

Tra record, lavoro, sogni e traguardi. Il mondo di Viktor Kassai è questo. Un uomo tutto d'un pezzo, forte del suo ruolo. E chi lo incrocia, è bene che gli stai a debita distanza: vero, Vidal? Oltre a ieri notte, però, c'è molto altro. Arbitro imponente e profilo serio, altissimo: quasi 190 centimetri. Nato col fischietto in bocca il 10 settembre del 1975 a Tatàbanya, in Ungheria.

Kassai e Vidal
Vidal chiede spiegazioni a Kassai

Giovane ma esperto, preciso e pasticcione allo stesso tempo. Perché la testa di Viktor, spesso, va in confusione. Anche se per la commissione dell'UEFA quello di Kassai è da sempre un profilo stimato. Per lui, infatti, parlano i numeri: belli e buoni. Cose da record, del tipo: il 26 maggio 2011 il fischietto magiaro ha diretto la finale di Champions League a Londra tra Barcellona e Manchester United, diventando il più giovane arbitro della storia ad aver diretto l'atto conclusivo di questa competizione.

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Kassai un paio di anni fa abbandonò il suo lavoro per dedicarsi a tempo indeterminato al fischietto. Fare l'agente di viaggi non lo stimolava più, meglio dispensare gialli e dettar legge in mezzo al campo. 

La nostra professione è crudele perché possiamo prendere 199 decisioni giuste ma poi il primo sbaglio può essere fatale.

Dura verità, parola di Kassai durante una sua passata intervista. Perché il suo è un curriculum mica da ridere: nel dicembre 2011 viene selezionato ufficialmente per gli Europei 2012, in Ucraina e Polonia. Il 13 gennaio 2012 viene eletto dalla IFFHS come miglior arbitro del 2011. Kassai ieri era alla sua terza partita diretta in Champions in questa stagione: in totale ha distribuito undici cartellini gialli e tre rossi. Nelle 44 partite europee arbitrate in carriera, ha tirato fuori il giallo in 208 occasioni e il rosso in 10. E ora, quale sarà il suo futuro?

Viktor Kassai
Kassai in mezzo a Muller e Chiellini, negli ultimi Europei

Carlo Ancelotti, nel dopo partita, non aveva parole. E se addirittura un leader calmo come lui si arrabbia, allora qualcosa di ingiusto ieri notte è davvero capitato. E quasi certamente, alla luce degli episodi di ieri, Infantino e la Fifa prenderanno provvedimenti. Il presidente, infatti, è sempre stato sensibile riguardo i temi arbitrali.

Il caso VAR

L'ungherese ha diretto anche il quarto di finale tra Italia e Germania negli Europei della scorsa estate. Collina puntò forte su di lui, passando sopra al grave errore commesso nella partita inaugurale Francia-Romania. In quell'occasione Kassai convalidò la rete di Giroud nonostante la gomitata del centravanti francese al portiere Tatarusanu. Dall'Europeo al Mondiale per club, protagonista del primo caso VAR.

Viktor è stato il primo al mondo ad applicare la Var. La cornice fu il Mondiale per Club della scorsa stagione, vinto poi dal Real Madrid. Galeotta fu la semifinale tra i giapponesi del Kashima Antlers e i colombiani dell'Atletico Nacional. Al 31' del primo tempo, sul parziale di 0-0, Berrio, nella circostanza di una punizione battuta da Shibasaki, 'sgambetta' Daigo Nishi all'interno della propria area. Tutto ok, per Kassai nulla da segnalare: si continua. Ma circa mezzo minuto dopo, il Sig. Makkelie - il collega designato davanti ai monitor della Var - segnala al buon Viktor un'anomalia nell'episodio incriminato. Sì, rigore. E alla fine, tra il fallo e la trasformazione dal dischetto, passeranno ben 4 minuti e 20 secondi. A posto? No: il giocatore del Kashima Antlers che aveva subito il fallo in area si trovava in posizione irregolare. Era fuorigioco.

L’assistente arbitro ha correttamente applicato la tecnica ‘wait and see’ (‘aspetta e guarda’, ndr) rispetto alla valutazione della posizione di fuorigioco o meno del giocatore che aveva subito il fallo. Il giocatore (Daigo, ndr) non è stato ritenuto in posizione di fuorigioco in quanto non sarebbe stato in grado di sfidare l’avversario per la palla. Così Kassai ha potuto valutare solo l’episodio del calcio di rigore, poi assegnato.

Questa la replica della Fifa. Tradotto: si trattava di un fuorigioco non punibile. Il tutto a testimoniare come la fase della sperimentazione della Var sia un passaggio obbligato prima delle applicazioni ufficiali e continue. Anche se ieri sera, con il supporto dei computer, l'esito della partita sarebbe stato probabilmente molto diverso. 

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