Un talento Asensio unico: il Real Madrid ha il suo nuovo Galactico

Per il grande ex Guti, il talento maiorchino è letteralmente uno "spettacolo". Il gol del 4-2 al Bayern Monaco consegna all'Europa la stella del crack spagnolo.

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Di niente, Real, non c'è di che. Per un tifoso e socio doc della Casa Blanca come Rafael Nadal, del resto, aver segnalato un giovane talento a Florentino Perez sarà sempre un motivo d'orgoglio. Soprattutto se il crack in questione si chiama Marco Asensio, un ragazzino di dieci anni più giovane, nato ad appena tre quarti d'ora di macchina dalla sua Manacor. Come rivelato spesso dallo zio Miguel Angel, è stato proprio Rafa tre anni fa a suggerire il colpo al suo Real Madrid.

Insieme a Nadal, tutti i tifosi dei blancos si godono ora la nuova stella del calcio spagnolo. Anzi, il "nuovo Galactico", come l'ha ribattezzato il quotidiano Marca dopo il ritorno dei quarti di Champions League contro il Bayern Monaco. Entrato nella ripresa al posto di Benzema, il trequartista classe 1996 ha messo la firma grazie allo splendido gol realizzato al 112' e che ha fissato il risultato sul 4-2.

Protagonista di uno degli episodi più contestati del match (l'espulsione di Vidal per un'entrata proprio su di lui), Asensio ha mandato in visibilio il Bernabeu nei supplementari: da una palla intercettata a centrocampo è nata la cavalcata che l'ha portato a superare Hummels e a battere Neuer. Entrambi, per carità, erano rimasti in campo solo per spirito di sacrificio (una caviglia malconcia il primo, addirittura un piede che si rivelerà di nuovo fratturato il secondo). Ma la prodezza ha finito lo stesso per presentare definitivamente agli occhi dell'Europa il numero 20 nato a Palma di Maiorca.

Asensio, il nuovo crack all'ombra di Cristiano Ronaldo

Già una settimana fa, all'Allianz Arena, l'ala cresciuta al sole delle Baleari aveva servito l'antipasto: lanciato già all'andata da Zidane nel secondo tempo, al posto di Bale, ha impiegato meno di venti minuti per spedire sul piede di Cristiano Ronaldo il pallone del 2-1. Quale miglior maestro del Pallone d'Oro portoghese, appunto, per candidarsi a futuro titolare del tridente madridista. Sulle corsie esterne ovviamente, quella mancina per vocazione naturale ma senza disdegnare quella destra. Anche se il nome, in realtà, avrebbe indicato per lui un ruolo più da centravanti. Chi si chiamava Marco, se non Van Basten, illustre connazionale della madre? Ecco perché quel secondo cognome olandese, Willemsen, che dà un tocco di calcio totale a un identikit che di totale ha sicuramente il tasso tecnico.

Noche mágica en el Bernabéu. #HalaMadrid

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Se non fosse per la camiseta blanca dei suoi rivali, uno come Cruijff avrebbe di certo applaudito la giocata vincente del nuovo idolo del madridismo. "Notte magica al Bernabeu", ha festeggiato sui social Asensio pubblicando la foto che lo vede mostrare chiaro e tondo il proprio nome ai tifosi delle merengues.

"Un monumento a chi l'ha acquistato per 3,5 milioni!"

Tra andata e ritorno, insomma, il Bayern Monaco è stata la prima grande big fuori dai confini iberici a toccare con dolorante mano il talento del maiorchino. Non a caso, alla vigilia dell'incontro, proprio il dt del club bavarese Michael Reschke aveva esclamato a El Pais:

Bisognerebbe fare un monumento a chi ha acquistato Asensio per 3,5 milioni!

In questo caso non si tratta di Nadal (almeno la trattativa non l'ha portata avanti lui), ma di José Angel Sanchez, braccio destro di Florentino Perez e plenipotenziario del Real Madrid. È stato lui, nel dicembre 2014, a soffiare al Barcellona l'allora quasi 19enne stellina del Maiorca per una cifra inferiore ai 4 milioni di euro. La dirigenza della Casa Blanca ha quindi deciso di far crescere senza alcuna fretta il suo nuovo diamante grezzo.

Asensio ha prima concluso il campionato di Segunda Division alla casa madre Maiorca, poi ha disputato la sua prima annata in Liga tra le fila dell'Espanyol. Come a dire, la prova generale in vista dei tanti Clasico con il Barça che lo avrebbero atteso in futuro. Con in tasca il premio di miglior giovane rivelazione del campionato, Marco ha fatto rientro alla base per provare a insidiare l'intoccabile BBC.

"Questo ragazzo è uno spettacolo"

Considerando i nomi che compongono l'acronimo, la missione è perfettamente riuscita: sono 29 le presenze collezionate finora, di cui 16 dal primo minuto. Per quanto riguarda i gol, il numero 20 è già alle porte della doppia cifra: 9 le reti realizzate tra Liga e coppe varie. L'ultimo al Bayern Monaco, il primo all'esordio in blanco nella finale di Supercoppa Europea contro il Siviglia. Come si dice in questi casi? Predestinato? Asensio non sfugge di certo a questa categoria. C'è chi poi lo definisce letteralmente "uno spettacolo".

Si tratta dell'ex centrocampista del Real, Guti, non uno qualsiasi insomma. L'attuale tecnico della Juvenil A delle merengues non è stato l'unico nome noto ad aver celebrato il "chico" di Palma di Maiorca. "È il futuro, è così bravo", ha twittato per esempio Joel Embiid, numero 3 del draft NBA del 2014 e stella dei Philadelphia 76ers.

Tra gli applausi social, anche quello di un altro peso massimo del tennis spagnolo e tifoso del Real Madrid come Fernando Verdasco. Insomma, Marco Asensio Willemsen strappa elogi e consensi da tutto il vasto arco dell'universo madridista. Con grande soddisfazione di Zidane, primo allenatore a concedergli il grande salto in camiseta blanca, ma anche di Nadal, suo fondamentale "sponsor" quando era ancora un ragazzino di belle speranze della natia Maiorca. A distanza di tre anni, anche l'Europa ha cominciato ad ammirare il talento del nuovo Galactico spagnolo.

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