Barcellona v Juventus, la spinta dei culé: fan nati prima del Camp Nou

I tifosi del Barcellona si chiamano orgogliosamente culé da oltre 100 anni, da quando la squadra giocava nel piccolo stadio di Carrer de la Industria.

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Barcellona contro Juventus, ci siamo. Stasera si gioca il match di cui si parla da una settimana che sembra una vita, da quando i bianconeri si sono imposti allo Stadium per 3-0 nell'andata dei quarti di Champions League. Se nell’immediato post-partita Luis Enrique faceva fatica a pensare alla rimonta, ora ci crede: al Camp Nou e con l’aiuto dei culé si può fare, dice l’asturiano.

Il Camp Nou, i culé, Mes que un club, tutto fa parte della mitologia blaugrana. Luoghi, tifosi e motti che a volte rendono possibile quello che razionalmente sembra impossibile. Un bastone a cui la squadra sa di potersi aggrappare nei momenti difficili.

Luciano Moggi l’ha detto chiaramente: il Barcellona può mettersi il cuore in pace, la difesa della Juventus è di un'altra pasta rispetto a quella del Paris Saint-Germain, la rimonta è impossibile. Ma Luis Enrique, nel disperato tentativo di creare uno stimolo per motivare i suoi, ha sfoderato proprio tutta la mitologia blaugrana, Camp Nou e culé inclusi.

Barcellona v Juventus: la spinta dei culé, i fan nati prima del Camp Nou

A Torino la Juventus ha dimostrato una superiorità netta, a tratti quasi schiacciante sul Barcellona, qualcosa che non sarà facile riproporre in ugual misura al Camp Nou. Ma per quanto visto all’andata pare francamente difficile che i fattori ambientali possano ribaltare completamente l’esito della qualificazione.

Tifosi del Barcellona
Il tifo del Barcellona, un'arma in più per Luis Enrique

Un termine, culé, che l’assonanza con la lingua italiana spinge i media di casa nostra a usare con una certa parsimonia, preferendo altre vie. Ma i tifosi del Barcellona lo portano con orgoglio da più da un secolo, nonostante la sua etimologia arrivi proprio da lì, da quello che state pensando.

Stadio di Carrer de la Industria
Tifosi del Barcellona allo stadio di Carrer de la Industria: la nascita dei culé

Ai primi del Novecento, infatti, il Barcellona giocava nel piccolo stadio di Carrer de la Industria, poco più di un campetto che conteneva poco più di 6mila spettatori. Ma nei match di cartello l’impianto si riempiva come un uovo, ben oltre la capienza programmata, e gli spettatori in sovrannumero andavano a posizionare le loro terga nel punto più alto del muro esterno. Furono quei sederi all’infuori, dunque, a determinare il curioso soprannome di culé.

Dal Carrer de la Industria al Camp de Les Corts

Un soprannome che rimase anche quando lo stadio del Carrer de la Industria, ormai obsoleto e insufficiente, fu dismesso e i blaugrana si trasferirono al Camp de Les Corts, inaugurato nel 1922 con un match internazionale fra la squadra di casa e gli scozzesi del St. Mirren. A Les Corts, che aveva una capacità iniziale di 20mila posti, si giocò anche il primo Clasico valevole per la Liga: il 17 febbraio del 1929, agli ordini del signor José Steimborn Ludeuvik, il Real Madrid si impose 1-2 grazie alla doppietta di Rafael Morera a fronte del gol di Manuel Parera per i catalani.

Manuel Parera del Barcellona
Manuel Parera, autore del primo gol del Barcellona in un Clasico di Liga al Camp de Les Corts

1957: ecco il Camp Nou

Negli anni il Camp de Les Corts subì diversi ampliamenti fino ad arrivare a quasi 60mila posti, ma il calcio, e con esso il Barcellona, continuava a crescere e il destino del vecchio stadio era segnato: nel 1957, sotto la direzione degli architetti Francesc Mitjans e Josep Soteras, fu ultimata la costruzione del Camp Nou che fu inaugurato nel mese di settembre. Les Corts fu utilizzato ancora qualche anno per eventi minori fino alla demolizione avvenuta nel 1966.

Il Camp Nou
La coreografia del Camp Nou prima del match fra Barcellona e Paris Saint-Germain

Gli altri stadi di Barcellona

Ma Barcellona non è solo Camp Nou. Per rimanere ai colori blaugrana, il Barcellona B gioca le sue partite casalinghe al Mini Estadi, un impianto da 15mila posti costruito nel 1982 che ospita anche la squadra femminile e la Nazionale di Andorra. Come parte del progetto Espai Barça, il Mini Estadi sarà demolito a breve e riconvertito nel Palau Blaugrana, progettato da tempo.

Il Sarriá, lo stadio del Mundial 1982
Ricordi del Sarriá: Pablito inseguito da Junior nel Mondiale del 1982

E il glorioso Sarriá, indimenticato stadio di tanti trionfi azzurri nei Mondiali del 1982? Demolito nel 1997 per sanare una situazione finanziaria degradata, il Sarriá era dal 1923 lo stadio dell’Espanyol, che si trasferì a disputare i suoi incontri casalinghi allo stadio olimpico Lluis Companys fino al 2009, quando inaugurò l’attuale Estadi Cornellà-El Prat.

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