Attore, fenomeno, tenerone e collezionista: viaggio nel mondo di Isco

Un cane di nome Messi, i film di Denzel Washington, le figurine, le scarpe e i gol alla Maradona: il mondo di Isco è meraviglioso. Viaggio dentro la sua vita.

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Questa sera sarà lì. Pronto a terrorizzare la difesa del Bayern Monaco. Ok l’infortunio di Bale, ma questo Isco fa paura. One Man Show. Roba grossa e meravigliosa. ‘Anima y corazon’. Perché lo spagnolo, oggi, vale davvero per 3. Altro che BBC, già.

Todos con Isco. Francisco Alarcon, per la precisione. Una superstar, titolare per acclamazione del romantico pubblico del Santiago Bernabeu. Impossibile non stropicciarsi gli occhi dopo le sue ultime serpentine 'maradoniane' disegnate al cospetto dell'incredulo Sporting Gijon. Assurdo.

Uno che parla poco a vuoto, Isco. Il lavoro prima di tutto, ma non solo. Perché viaggiare tra i punti fermi del suo mondo è una meravigliosa scoperta. Dormire, mangiare e vivere di calcio, dall'alba al tramonto: a Belmàdena, un paradiso nella Costa del Sol, dove ventiquattro anni fa nacque Francisco Roman Alarcòn Suarez.

Vivere alla Isco

Isco, Real Madrid
Isco, che partita contro lo Sporting Gijon

Sognare in una famiglia molto povera non è facile. Isco è cresciuto a Arroyo de la Miel, municipio malacitano. Madre casalinga, padre tuttofare a Puerto Marina - affascinante porto turistico di Belmàdena. E il piccolo Francisco? Palla tra i piedi e intere giornate in mezzo alle piazze fiorite del suo mondo. Fino agli inizi, con un anno di anticipo rispetto agli amichetti di 6 anni, nella Escuela de fùtbol del Patronato Deportivo Municipal.

Il mondo di Isco
Uno dei primi cartellini di Isco all'Atletico Benamiel

Umiltà. Testa a posto. Perché oltre ai piedi buoni serviva altro. "Questo è uno dei segreti del suo successo", parola di José Antonio Vera: uno dei suoi primi scopritori. Dalla scuola di paese, tra allenamenti e merende, alla prima vera squadra: l'Atlético Benamiel. Talento e allegria, genio e tanto spirito di sacrificio: aiutare i compagni anche in fase difensiva per lui valeva più di una magia palla al piede. Giovanili completate poi a Valencia, fino all'esordio in Liga. E poi la storia, tra Malaga e Madrid. Ma il mondo di Isco trascende dalla semplice biografia del grande giocatore, c'è di più.

Curiosidades

Isco
Isco assieme al suo cane: Messi

Non toglietegli il suo perro. Guai. Isco potrebbe mordere. Pazzo di Messi e Figo. Che oltre ad essere i suoi due modelli calcistici, sono anche i nomi dei suoi cani:

Ho un cane che si chiama Messi? Sì, ma ne avevo anche uno che si chiamava Figo

Isco, Barcellona
Isco al Barcellona fu davvero vicino

E la deduzione è scontata: la passione per il Barcellona c'è. Addirittura, dopo le giovanili al Valencia, fu avvicinato proprio dai blaugrana. Ma il retroscena è dietro l'angolo: Isco rifiutò perché lo obbligarono a parlare in catalano. Decisione presa dalla famiglia, alla quale questa imposizione proprio non piaceva.

Calcio e cinema: quasi attore

Dribbling da pellicola. Tantissimo cinema, nel mondo di Isco. E se non avesse fatto il calciatore, lo avremmo visto probabilmente dietro il grande schermo. Bello e spigliato da sempre, in campo e fuori. Sicuro di sé, un po' come Denzel Washington: il suo attore preferito. Film importanti sì, ma tanta leggerezza: serie TV e via, soprattutto per i 'Los Morancos' - seguitissimi in Spagna.

Tra paddle e collezioni

Lo sport come denominatore comune. Dal pallone alla pallina, quella del paddle: passione comune tra molti calciatori. E poi le figurine dei calciatori, collezioni infinite grazie allo spirito di scoprire nuove cose che sin da bambino lo caratterizza. 

Isco
Isco e le scarpe

Collezioni anche di scarpe da calcio. Colorate, in carbonio e... in vendita: sì, Isco ha aperto un negozio proprio a Malaga. Un'attività gestita dal fratello Antonio, uno sneakers store intestato alla Isco Román SL.

Amore, famiglia e tatuaggi. Data e ora del proprio figlio fissate per sempre sulla pelle, assieme ad un angelo che significa protezione. Nella vita e sul terreno del Santiago Bernabeu. Allenato da Zidane, l'idolo di sempre assieme a Romario e Ronaldinho.

Sono sempre stato chiaro sulla mia volontà di restare qui ancora per molti anni e non capisco cosa ci sia così sorprendente nella volontà di un giocatore di essere impiegato di più.

Soprattutto questa sera. Pronto a terrorizzare la difesa del Bayern Monaco. Titolare per acclamazione del romantico pubblico del Santiago Bernabeu. Semplicemente Isco.

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