Champions: Real Madrid v Bayern Monaco 4-2, tris di Cristiano Ronaldo

Che show, finisce 4-2: Lewandowski apre su rigore, Cristiano Ronaldo pareggia di testa e Ramos fa autogol. Poi ancora lui: CR7 decide ai supplementari. Ma quante polemiche

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Due culture, due mondi. Il meglio del calcio in 90 minuti, questa è la magia della Champions League. Le bellezze d’Europa, dopo 6 giorni, sono ancora di fronte. L’estetica del calcio è ai massimi livelli. E già a due ore prima del fischio d’inizio, el corazón blanco del Real Madrid ha invaso la Plaza de los Sagrados Corazones nei pressi del Santiago Bernabeu. A Plaza de Castilla, invece, risponde l’onda di passione tedesca: i tifosi del Bayern Monaco hanno trasformato l’ambiente in una sorta di Marienplatz trasposta alla Spagna.

Qui il calcio è ovunque, in ogni momento. E il palcoscenico migliore dove sognare non può che essere il Santiago Bernabeu: il cortile addobbato per questo meraviglioso quarto di finale. Per il madridismo la paura c’è. Lo conoscono, Carletto. E c’è tanta riconoscenza per quella ‘decima’: un’ossessione divenuta realtà per quello che fu il suo Real Madrid. Ma lui, prima della partita, lo ha detto chiaramente mentre ha caricato il Bayern Monaco: “Voglio creare un dispiacere ai miei ex tifosi”. Apre Lewandowski su rigore nella ripresa. Poi lui, sempre lui: Cristiano Ronaldo, taglio di testa micidiale su servizio di Casemiro. Nulla, qualche secondo dopo Ramos fa autogol. 1-2, supplementari. E chi mette la firma? Tac, CR7: poco importa il fuorigioco di mezzo metro, il Real Madrid vola in semifinale grazie al suo re.

E così le semifinali saranno roba del Real Madrid. La cerimonia per i sorteggi inizierà alle 12.00 di venerdì 21 aprile. Ovviamente si terrà al quartier generale UEFA di Nyon. Le gare di andata si giocheranno martedì 2 e mercoledì 3 maggio, quelle di ritorno la settimana seguente. Con buona pace di Ancelotti, beffato nel finale da un gol in fuorigioco del suo ex pupillo: Cristiano Ronaldo.

Real Madrid v Bayern Monaco: parte lo show

L'infortunio di Bale non è un dramma. Al suo posto c'è un Isco in forma galattica. Con lui, almeno sulla carta, il Real Madrid è una squadra più equilibrata. Il Bayern Monaco risponde col tridente tutto esperienza, Ribery-Robben e Lewandowski (assente nel match dell'andata). La squadra di Ancelotti è subito aggressiva in mezzo al campo, ma i nobili palleggiatori di Zidane orchestrano bene la manovra, garantendo anche il lavoro nella doppia fase. A cominciare male è Vidal, che entra ruvido su Isco dopo soli 5 minuti nei pressi dell'area di rigore protetta da Neuer: ammonizione per il cileno, diffidato per il cartellino dell'andata.

Più fraseggio per il Real, ricerca dei cambi di gioco per il Bayern: è questa la trama dei primi minuti. E la prima palla gol è proprio per i Bavaresi:sovrapposizione di Alaba, scarico di Ribery e salvataggio miracoloso di Marcelo su Robben. Nulla di fatto. Questa intensità fa rima con spettacolo. Senza nessuna paura, con grande coraggio, i tedeschi alzano di continuo gli esterni difensivi. Non subire il gol, però, è una delle prime cose a cui bada Ancelotti: questo Real, infatti, va in rete da 54 partite consecutive. Anche se in fase difensiva gli spagnoli qualcosa concedono: al 16, dopo un numero di Ribery in mezzo al campo, Robben si trova solo davanti a Navas, quest'ultimo bravo ad uscire con i tempi giusti. Ok Alaba, ma anche Marcelo spinge come un forsennato: al 23 il brasiliano crossa in mezzo, Benzema però non riesce a trovare il pallone. Poi segue subito una botta di Carvajal da fuori, Neuer si allunga e - tanto per cambiare - con un miracolo devia fuori. Ma il direttore di gara non si accorge del tocco e non concede l'angolo al Real. Ah, incredibile: poco dopo il portiere di ghiaccio sbaglia, ribatte male, Sergio Ramos calcia ma Boateng rimedia a tutto.

Dal 25' il Bayern si addormenta. I rossi non escono più col pallone, il Real gioca e arriva facilmente sul fondo. Kroos e CR7 fanno paura, calciano ma il muro tedesco non crolla: merito soprattutto di un preziosissimo Hummels, assente nella incontro dell'andata. E così la prima frazione rimane inchiodata sullo 0-0. Quelli di Ancelotti dettano la partita, ma sono i bianchi ad avere le occasioni. L'asse Marcelo-Ronaldo è un binario super oleato, ma il gol non arriva: anche quando al 42' il portoghese ha tutto il campo per centrare la porta.

La ripresa

Che sia per il passaggio diretto in semifinale o per andare ai supplementari, al Bayern Monaco servono due gol. L'unica vera occasione di Robben, nel primo tempo, è stata annullata dall'ottimo Marcelo. Nell'intervallo, poi, nel settore dei tifosi tedeschi fa irruzione la polizia: scontri e reazione dura delle forze dell'ordine. Spazio al campo, però. Dove gli uomini di Ancelotti devono stare attenti a non esporsi troppo ai micidiali contropiedi spagnoli. Subito brivido per il Bayern: angolo, stop di petto di Isco e botta che sfiora l'angolino. Poi riparte il Bayern, Robben ha un calcio di rigore in movimento: al posto del missile preferisce un morbido tocco sotto, e chi salva ancora sulla linea? Esatto, Marcelo. Ma non finisce qua: l'olandese entra ancora in area, punta l'esterno e un ingenuo Casemiro lo butta giù: rigore. E Lewandowski, al 7', riapre tutto: 0-1. Ora viene il bello.

Ancelotti ora mette il turbo e fa sgommare i suoi. Real in bambola. Ribery calcia al volo uno spiovente sulla destra al 56, Navas 'fa la scena' e con un balzo blocca la palla. Il rischio grosso si chiama Vidal: Arturo è un leone, ma l'ammonizione è un macigno pesantissimo. Intanto il Real Madrid diventa un pulcino timidissimo: Robben  e soci cavalcano il momento favorevole. Serve una scossa: Zidane, al 63', toglie Benzema e butta dentro Asensio. 4-3-3 puro e via. Ancelotti invece scopre la carta Douglas Costa, out Ribery. Segue poi l'applauso per Isco, rilevato dal Lucas Vàzquez. E allora il Real Madrid riesce dal guscio, prima con Modric: Neuer blocca. Poi con lui, proprio lui, ancora lui: Cristiano Ronaldo. Sventagliata di Casemiro dalla trequarti, CR7 si inserisce e trova la buca d'angolo con una colpo di testa pazzesco.

Il pareggio del 7, Cristiano Ronaldo
Sempre lui, il pareggio di testa di Cristiano Ronaldo

Non passa nemmeno un minuto. Tentativo di triangolo Muller-Lewandowski, Nacho va in anticipo, incrocia Navas, e Ramos tocca la palla nella propria porta: autogol. Si accende tutto. Il Real Madrid ha di nuovo paura, la forza tedesca fa impressione. Al 82 Vazquez non impensierisce Neuer dopo un tiro al volo sul suo palo. Un minuto dopo, poi, Vidal va in doccia anzitempo: fallo? Proteste giustificate, nessun contatto: anzi, è la pressione del Bernabeu a condizionare l'arbitro. E come all'andata Ancelotti si ritrova con l'uomo in meno. Segue poi un ultimo cambio, Lewandowski esce per Kimmich. 4 minuti di recupero, uguale un tempo infinito di sofferenze ed emozioni. 11 contro 10, ancora una volta. Ah, il proverbiale colpo di testa di Ramos al 90 c'è ancora: ma nulla di serio. E col risultato di 1-2 si va dritti ai supplementari.

I supplementari

Alzi la mano chi vuole trovarsi di fonte Neuer ai calci di rigore. Ok, nessuno: nemmeno il Real Madrid. Attaccare, questo il verbo conosciuto da Ancelotti: il suo Bayern, nonostante l'uomo in meno al Bernabeu, il Bayern ci prova anche dopo i 90 minuti. Con qualche brivido: Neuer vola su Cristiano Ronaldo, poi un missile di Marcelo si spegne fuori dallo specchio. Il portierone si esercita anche su Asensio: ennesimo miracolo, questa volta distensione in rasoterra. Fenomenale. Tedeschi all'angolo. Ecco la svolta: servizio di Ramos, Ronaldo stoppa di petto in fuorigioco, mette giù, e col mancino batte Neuer. Gol numero 99 del portoghese in Champions League. Gioa e proteste, di tutto e di più. E poi via con la tripletta, assist di Marcelo e tac: sono 100 in Champions League. Quanti baci per Cristiano. Spazio anche per la serpentina di Asensio, fenomenale a saltare gli esausti difensori del Bayern. Ma il Real Madrid si gode un CR7 micidiale. Un uomo, una leggenda: e il Real in semifinale.

 

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