Leyton Orient, il club con 136 anni di storia affondato da un italiano

Uno dei più antichi club d’Inghilterra è in piena crisi e rischia di sprofondare in Non League. Il proprietario è Francesco Becchetti, fondatore di Agon Channel.

Leyton Orient

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Il Leyton Orient è uno di quei club inglesi che magari hanno calcato poco i grandi palcoscenici, ma fanno parte a pieno diritto della storia del calcio. Fondato nel 1881 nel quartiere londinese di Leyton, gioca le partite casalinghe nello stadio di Brisbane Road incastonato fra le case, ed è chiamato comunemente dai tifosi Orient o più semplicemente The O’s.

Nella massima divisione inglese - non ancora Premier League - c’è arrivato solo una volta, nella stagione 1962-63, subito retrocesso. Gli orgogliosi tifosi degli O’s però si sono tramandati, e ricordano ancora con fierezza, la strepitosa serie di successi consecutivi ottenuti quell’anno. Una “tripletta” che vide i loro giocatori sconfiggere in 12 giorni in sequenza prima gli stra-rivali cittadini del West Ham, poi l’Everton – campione d’Inghilterra a fine stagione – e infine niente meno che i Red Devils del Manchester United.

Nel 1978, poi, il Leyton Orient arrivò alla semifinale di FA Cup, ma il sogno dei fan fu spezzato dall’Arsenal che si guadagnò la finale con un secco 3-0. Da allora un onesto saliscendi fra Championship e League One, con qualche patema a metà anni 90, quando l’allora presidente, colpito dal dissesto finanziario della sua compagnia di caffè in Ruanda, fu costretto a vendere il club per la simbolica cifra di 5 sterline. Lo acquistò tale Barry Hearn, un palazzinaro che provvide a costruire in modo intensivo in ogni buco libero a ridosso dello stadio e nel 2014 cedette la società, pare per 4 milioni di sterline, all’imprenditore italiano Francesco Becchetti.

Leyton Orient, lo storico club inglese affondato da un italiano

Non che Hearn avesse fatto mirabilie, ma con lui il Leyton Orient aveva mantenuto un percorso dignitoso, barcamenandosi sì, ma sempre riuscendo a rimanere nel calcio professionistico. Nel 2014 solo i calci di rigore nella finale dei playoff contro il Rotheram gli impedirono di salire in Championship. Ora invece ha più di un piede nel baratro, ultimo, e con distacco, nella classifica di League Two, la quarta divisione inglese. Lo spettro della Non League è quasi realtà.

Leyton Orient, anche Fabio Liverani in panchina
Anche l'ex centrocampista della Nazionale Fabio Liverani è stato sulla panchina del Leyton Orient

In meno di tre anni, sotto la gestione di Francesco Becchetti, i debiti del club, rivela il Mail, sono diventati insostenibili e la coda di creditori fuori dalla porta cresce costantemente. Come è stato possibile un tale tracollo? Difficile dirlo, ma di sicuro gli undici allenatori – fra i quali anche Alberto Cavasin, l’ex centrocampista della Nazionale Fabio Liverani e l’ex difensore di Parma e Inter Mauro Milanese - cambiati in due stagioni e mezza non hanno aiutato, insieme a una gestione quanto meno poco oculata che, stando a Becchetti, gli è costata una decina di milioni di sterline.

Chi è Francesco Becchetti

Francesco Becchetti è un imprenditore italiano, uno di quelli che vengono definiti vulcanici e rampanti. La sua attività principale si esplica nella Becchetti Energy Group, riciclaggio rifiuti ed energie rinnovabili. Ma, oltre a essere stato amministratore delegato della Piaggio Roma Volley che ha portato anche a uno scudetto, la sua notorietà viene principalmente da Agon Channel, il canale televisivo italiano che negli anni scorsi trasmetteva da Tirana. Lanciando Agon Channel Becchetti aveva fatto le cose in grande: galà di inaugurazione a fine 2014 con Simona Ventura e Massimo Ghini in veste di conduttori e Nicole Kidman in quella di guest star, news inizialmente affidate ad Antonio Caprarica e grandi nomi fra presentatori e opinionisti, da Magalli alla Ferilli da Pupo a Lory del Santo, a Berti e Collovati.

Il proprietario del Leyton Orient Francesco Becchetti
Francesco Becchetti con la sciarpa del Leyton Orient

Nel grande circo del vulcanico imprenditore tutto finiva mischiato, come in un frullatore, anche il Leyton Orient, che era entrato nel palinsesto di Agon Channel con un talent per giovani promesse del calcio: i suoi giocatori sembravano perlopiù spaesati e decisamente fuori posto nella baraonda televisiva di Tirana che, comunque, durò poco. I primi segni di cedimento si fecero sentire nell’estate 2015, la chiusura arrivò un anno dopo.

La stangata dell’Ufficio Imposte

Sempre secondo il Mail, oltre alla fila di creditori, al Leyton Orient ci sono anche stipendi arretrati da pagare. Ma adesso la situazione sembra essere arrivata al redde rationem. Sì, perché sull’uscio di Brisbane Road si è presentato un creditore di quelli con la C maiuscola, al quale non si può dire di no: il dipartimento governativo, che in Inghilterra cura la riscossione delle imposte, ha inflitto al club una multa salatissima ammontante a 250mila sterline per tasse, appunto, non pagate.

Leyton Orient football club stadium
Scende il tramonto su Brisbane Road

Becchetti non si trova e a Brisbane Road non lo vedono da un po’, ma pare abbia detto di essere intenzionato a vendere la società. Il problema è a chi e a quali condizioni. Qui la gente comunque non è abituata a piangersi addosso: i tifosi si sono rimboccati le maniche e hanno avviato una raccolta fondi popolare. Quello che è certo è che Becchetti, se davvero ha speso 10 milioni di sterline nel Leyton Orient, dovrà ingoiare il rospo di una perdita vertiginosa.

Barry Hearn, che ha 68 anni e si è dichiarato non disponibile a riprendere la guida del club, invita però ad avere fiducia:

Il Leyton Orient è un club storico e famoso, con una grande storia di servizio alla comunità. Ha ancora il suo cuore, l'anima e lo spirito e può rinascere dalle sue ceneri.

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