Germania, il record storico di un club di dilettanti: in campo solo omonimi

Un solo cognome per allenatore, giocatori e dirigenti del Niederndorf II: Uebach. E in campo vincono 11-3.

Tutti, i giocatori, dirigenti e allenatore del Il Niederndorf II si chiamavano Uebach

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Avvertenze: il pezzo che state per leggere sarà pieno di ripetizioni. Pieno zeppo di ripetizioni. A Freudenberg, più precisamente nel quartiere di Niederdorf vivono circa 1.700 persone. Uno su dieci si chiama Uebach, proprio come il torrente che scorre attraverso la città. Non un caso se la via principale della città si chiama Uebachstraße.

Venerdì la grande idea. Sfruttando alcune defezioni nella formazione titolare l’allenatore dell’Spvg Niederndorf II ha deciso di prendere in prestito alcuni giocatori della Prima Squadra del club per schierarli nella partita contro il Littfeld. Così facendo tutta la rosa, sia chi giocava che i quattro panchinari, così come l’allenatore e  dirigenti, avevano tutti lo stesso cognome: Uebach.

Dalla Bundesliga in giù, nessuna squadra del calcio tedesco ci era mai riuscita. La partita è stata vinta per 11-3, al campo (definirlo stadio è eccessivo) erano presenti 700 tifosi, di cui circa 50 avevano il cognome Uebach. Improvvisamente decine di giornalisti, le radio e perfino la tv erano presenti a una partita fra dilettanti. Anche questo non succede tutti i giorni.

Uebach
La tattica degli Uebach

Germania, squadra schiera solo giocatori che si chiamano Uebach

L’iniziativa non è andata nemmeno male. Il Niederndorf II ha infatti vinto la partita per 11-3. E poco importa se il giudice sportivo ha deliberato la sconfitta a tavolino. Due dei giocatori presi in prestito dalla Prima Squadra avevano infatti già giocato nel week end e, per regolamento, erano quindi inutilizzabili. Nonostante questo a fine partita i Uebach hanno festeggiato, tutti, allenatore e dirigenti compresi. D’altronde hanno realizzato un sogno, quello di giocare una partita consegnando all’arbitro una distinta nella quale si ripeteva sempre solo lo stesso cognome. Uebach. La Germania li ha celebrati, loro ricorderanno la partita per sempre così come l’intera giornata. Perché non capita tutti i giorni che nel tabellino ci sia 11 volte lo stesso nome, anche se di sei giocatori diversi.  E se anche in città dovessero diventare ancor più ripetitivi, raccontando in continuazione questa giornata così particolare, nessuno se ne lamenterà. Sicuramente non uno Uebach.

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