Darussafaka, Stella Rossa e Zalgiris: ecco le tre sorprese dell'Eurolega

Nonostante non avessero budget faraonici e ad inizio stagione non partissero da favorite, le tre squadre hanno sorpreso tutti per il gioco espresso e i risultati ottenuti.

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Dopo aver valutato le prestazioni dei singoli giocatori, individuando i migliori, i peggiori e le sorprese, è arrivato il momento di passare all'analisi delle squadre. Abbiamo deciso così di indicare le squadre più sorprendenti di questa Eurolega. Non si tratta delle squadre più forti e dominanti, ma di quelle squadre che, nonostante un budget non propriamente immenso e una filosofia di costruzione del roster ben definita, hanno lasciato tutti a bocca aperta per i risultati ottenuti e per il gioco mostrato in campo. Andiamo allora a scoprire chi sono e perchè hanno sorpreso tutti.

Darussafaka, la matricola all'inseguimento dell'Eurolega

Alcuni dei giocatori del Darussafaka al media day

Arrivata alla sua seconda partecipazione alla massima competizione continentale, in estate, dopo aver paventato un budget ultramilionario, sembrava dovesse fare un mercato a dir poco galattico, ed invece si è limitato a prendere buoni giocatori senza andare su nomi altisonanti. Il vero colpo del mercato lo fa in panchina, andando a prendere David Blatt, già campione d'Europa con il Maccabi Tel Aviv ed ex coach dei Cleveland Cavaliers di LeBron James. L'allenatore americano mette in campo tutte le sue conoscenze tecnico-tattiche e dà un'anima alla squadra che pian piano si mette a macinare vittorie importanti: alla Volkswagen Arena cadono tra le altre CSKA Mosca, Real Madrid, Fenerbahce, Baskonia e Panathinaikos. Vittorie pesanti, insomma, che portano la squadra di Istanbul a qualificarsi ai playoff, dove incontrerà il Real Madrid.

Il coach del Darussafaka David Blatt

Come detto, è coach David Blatt il vero artefice dell'impresa del Darussafaka. L'allenatore decide di puntare tutto sulla CWW, ossia su Clyburn, Wilbekin e, soprattutto, Wanamaker. I tre giocatori sono i tre migliori realizzatori della squadra e producono da soli oltre 41 punti di media, con Wanamaker a trascinare il resto del gruppo e a prendersi il ruolo del leader. A dicembre è arrivato anche il giovane fenomeno Ante Zizic (già promesso sposo dei Boston Celtics) a dar man forte sotto canestro e il Darussafaka diventa ancora più competitivo. Nell'ultima giornata di regular season ha vinto lo scontro diretto con la Stella Rossa e ha strappato il pass per il playoff, continuando così la ricerca forse utopica di un sogno chiamato Eurolega.

Stella Rossa, una favola tutta serba

I giocatori della Stella Rossa con il loro pubblico

In estate ha perso le due sorprese della scorsa stagione di Eurolega, ossia Quincy Miller e Maik Zirbes, entrambe finiti al Maccabi Tel Aviv. A Belgrado, però, la dirigenza invece che sostituire degnamente i partenti prende una decisione che lascia tutti molto perplessi: abbassare notevolmente il budget, puntando tutto su un roster quasi completamente serbo, fatto quasi interamente di ragazzi cresciuti proprio nella Stella Rossa. Vengono quindi richiamati a Belgrado Kuzmic e Bjelica e a loro vengono affiancati anche i tre americani Jenkins (che era già stato a Belgrado due anni fa), e Wolters e (a metà stagione) Thompson. Risultato? 16 vittorie su 30 partite e playoff sfumati solo al'ultima giornata nello scontro diretto col Darussafaka.

Coach Radonjic è riuscito a costruire una squadra agguerrita, motivata e con tanta fame agonistica. Su tutti spiccano i nomi del centro Kuzmic (miglior realizzatore della squadra), del playmaker Jovic (già seguito da mezza Europa) e dell'indiavolato Simonovic, vera e propria sorpresa di questa Stella Rossa. I biancorossi di Belgrado, magrado il mancato accesso ai playoff, hanno chiuso la stagione con la miglior difesa dell'Eurolega, subendo solo 73,47 punti di media a partita. Un grossa mano è arrivata dal pubblico, vero e proprio sesto uomo in campo. Per capire cosa significhi giocare alla Kombank Arena di Belgrado date un'occhiata al video e vi sarà chiaro perchè qui hanno perso anche squadre del calibro di Real Madrid, CSKA Mosca e Fenerbahce. La Stella Rossa ha gettato le basi per un futuro che è sicuramente d buon auspicio. 

Zalgiris Kaunas, il fenomeno siede in panchina

Sarunas Jasikevicius, coach dello Zalgiris

Dopo aver cambiato poco o nulla in estate, la squadra lituana messo insieme un roster fatto di cinque stranieri (nessuno dei quali americano) e di soli giocatori lituani, puntando quindi sul concetto di "fatto in casa". Al'interno della squadra nessun fenomeno in grado di primeggiare sugli altri, ma solo giocatori dediti al sacrificio e al lavoro di squadra. L'unico vero fenomeno sta seduto in panchina e allena: Sarunas Jasikevicus, leggenda del basket europeo e non solo. Visti così, chi avrebbe scommesso un solo euro su di loro? Probabilmente nessuno. Eppure lo Zalgiris è rimasto in corsa per i playoff fino a tre giornate dal termine.

I giocatori dello Zalgiris

La squadra allenata da Jasikevicius ha messo il campo probabilmente uno dei migliori giochi d'Eurolega, condito ad una difesa forte e ad una mentalità vincente. Pur non essendo un fenomeno, a trascinare la squadra spesso e volentieri ci ha pensato Paulius Jankunas, solido giocatore lituano capace di dare il proprio apporto sia nella fase offensiva del gioco che in quella difensiva. Come la Stella Rossa, anche lo Zalgiris può contare sul grande impatto del proprio pubblico: la Zalgirio Arena è infatti stata votata dai GM delle squadre come Arena più bella ed è sempre gremita sugli spalti. Se Jasikevicius dovesse rimanere (il suo nome è stato spesso accostato al Barcellona) e il progetto dovesse andare avanti, lo Zalgiris potrebbe tornare grande. 

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