Io sono Leader: Sergio Ramos, l'Immortale

Sergio Ramos è la leadership definitiva, senza possibilità di rilancio. Il suo Madridismo è contrapposizione forte con Piquè, orgoglio, e una frase di Cassano...

2k condivisioni 0 commenti

di

Share

Nella nostra nuova rubrica "Io sono Leader" indagheremo tra le pieghe del concetto di Leadership nel calcio: dal Madridismo (sevillista? orrore!) di Sergio Ramos, passando per le geometrie spigolose di Bruno Soriano e la statura morale e non solo di Gabi, il muro di Añibarro dell'Eibar , fino ad arrivare alle due facce della Liga: il potere silenzioso e in qualche modo catalano di Leo Messi e l'onnipotente (che non segna da un mese) Cristiano Ronaldo. Tutti hanno una loro particolare sfumatura di potere e carisma, tutti, un giorno, hanno detto al mondo, coi gesti, le parole o anche solo un angolo di sorriso scolpito nel marmo: "Io sono Leader".

Sergio Ramos:  L'Immortale

Musica di sottofondo: Time - Hans Zimmer.  

Quello allora disse: “Riflettendo mi ha colto un senso di compassione per quanto è breve l’intera vita umana se, fra tutti costoro, che sono così tanti, nessuno vivrà più fra cent’anni

Nessuno vivrà più di 100 anni tra coloro che giocheranno il prossimo Clasico, neppure Sergio Ramos. Ma Sergio Ramos è uno che ha superato le 500 presenze nel tempio del calcio madrileno, spietato ed esigente, il Santiago Bernebeu. Sergio Ramos è uno che, da sevillista, ha saputo scalare i vertici del Madridismo purissimo, fino a diventarne lo spietato censore, il fiero alfiere dei valori del Real Madrid.

Gracias, madridistas. Thank you, madridistas. #HalaMadrid

A post shared by Sergio Ramos (@sr4oficial) on



Sergio Ramos
è immortale. Sorpassa i limiti del tempo e della gravità per colpire come un'ossessione. Come un martello sulla base del mondo. Come se fosse, semplicemente, ineluttabile. Racconta Don Fabio Capello che Ramos passa ossessivo interi pomeriggi a colpire di testa. A bucare l'aria, sfidarla. A fortificare definitivamente il dominio aereo dell'Invincibile Armada madrilena. Un tempo venivano chiamati Galacticos. Ora della Galassia padroneggiano l'elemento aereo. C'è un difensore del Real Madrid che non sa che l'uomo non può volare. E vola: è Sergio Ramos, l'immortale. Contro la "gent normal", la favola catalana degli uomini qualunque alla conquista delle vette. Niente Gent Normal. Sergio Ramos non ha nulla di normale: è ineluttabile.

Ineluttabile quando con una doppietta fa cadere due volte la falce del suo colpo di testa sul Bayern Monaco, andando poi a pareggiare, come sempre negli ultimi istanti, il risultato in finale di Champions League contro gli odiati rivali dell'Atletico Madrid. Il 28 maggio 2016 vince la sua prima Champions da Capitano, sempre segnando in finale, sempre contro l'Atletico. Scusate se è poco, scusate se è ineluttabile. 

Sergio Ramos e le altre di Spagna: storie di tensioni e tentativi di pace

C'era un reparto di uomini scelti nell'immenso, multinazionale impero Persiano che non accettavano estranei. Non accettavano la morte. Se qualcuno moriva, perlopiù in battaglia, veniva sostituito in silenzio, subito. Diecimila anime provenienti solo dalla purissima Persia, un anticipo storiografico dell'Hala Madrid, la squadra del Re. Contro ogni anelito di indipendenza, contro ogni forma di pensiero diverso. L'Hala Madrid, essere madridista fino in fondo, in fondo all'anima, prevede un rigore morale altissimo, e la capacità continua di considerarsi immortale, e considerare immortale la filosofia di vita e di gioco del Real Madrid. Che è la sua filosofia, la filosofia di Sergio Ramos

Io non faccio storie, ma muoio con le mie idee. Non vedo perché le debba cambiare

Non c'è un perché, non lo vede. C'era un reparto scelto dell'esercito di Serse che non poteva conoscere la morte, neppure la sconfitta. Sergio Ramos ha dato alla sua leadership, incarnata nella fascia da capitano che porta dopo l'addio-frattura di Iker Casillas, un'aureola di orgoglio, fierezza. Fino a che non scocca il triplice fischio è possibile vincere, fino a che il fiato non rimane intrappolato nel fischietto dell'arbitro si può strappare il successo definitivo, la vittoria, il gol che spacca del tutto la resistenza avversaria. No, non è scolpito sull'Arco di Traiano, citando De Andrè, tra gli sconfitti.

Lui semmai lo troverete che urla il suo madridismo immortale al minuto 94', 95', 93'. Quando non c'è più nulla da fare: la sua leadership è definitiva. Non ammette repliche. Accetta Cristiano Ronaldo perché fa grande il Real. Sergio Ramos non accetta le parole di Piquè quasi mai, né fuori, né dentro lo spogliatoio della Spagna. Eppure con lui condivide il tratto dominante di essere un difensore, nella Spagna più possessopalla-centrica di sempre, con i centrocampisti più forti di sempre. Eppure con lui condivide una frase famosa, che la leggenda gli attribuisce, detta al difensore del Barcellona:

Siamo due grandi giocatori, ma tu non farai un grande torneo senza il mio aiuto, né io senza il tuo

Ma la loro profonda alterità li divide. Sergio Ramos è l'uomo che, colpo di testa in allenamento dopo colpo di testa, è riuscito a volare. Piquè è altro, il ricco e sfrontato catalano. Divenendo forse involontaria concausa della caduta degli dei spagnoli. Portando in alto solo il Madridismo, oltre ogni cosa l'Hala Madrid, come parola definitiva, cifra stilistica di un'esistenza.


Contro la tifoseria della sua ex squadra, il Siviglia, è praticamente guerra aperta. Insultato pesantemente per tutta la partita, a gennaio, Ramos segna con lo scavetto dagli 11 metri e non ha nessuna paura di solleticare gli istinti feroci dei suoi ex supporter. Ovviamente si dirà che è stato irresponsabile, folle. Ma a volte, tra stare dritti e far finta di niente, c'è chi sceglie di stare dritto. E non le manda a dire, un dito puntato verso di loro, l'accusa definitiva: 

Vorrei essere accolto in maniera diversa. Rakitic e Dani Alves vengono trattati come degli Dei quando tornano in questo stadio.

 

Sergio Ramos del Real Madrid provoca i tifosi del Siviglia
Sergio Ramos contro i tifosi del Siviglia

Sergio Ramos è un leader definitivo, e con questo gesto si purifica definitivamente dei precedenti legami, per passare definitivamente il Mar Rosso, per farlo diventare definitivamente Blanco.

Sergio Ramos è il man of the match che ha portato a Madrid la Decima: con Cristiano Ronaldo, raccontano gli annali, si è preso lo spogliatoio più augusto del mondo. La pax di Ramos è il Madrid, nata con il dominio barcellonista, e sta assistendo alla lenta, ma inesorabile fine del fu predominio catalano. Dopo 18 anni gli ha strappato la Coppa del Re. Ora pian piano, dagli antichi 15 punti di distacco, conta i punti di vantaggio. 

Sempre con un sorriso tra il divertimento (di chi sta volando) e l'orgoglio sul viso, sempre con gli occhiali a schermare il suo carisma: al Real dai capelli lunghi residuato bellico degli anni '90 (sì, tutti li avete portati) è passato all'austerità e la netta precisione del suo attuale doppio taglio. E meno male: con quei capelli, si beccò il simpatico rimbrotto di Cassano, non uno qualunque in quanto a goliardia e (mancato) rispetto delle regole:

Sergio Ramos, tagliati i capelli che mi sembri Renato Zero!

Sembra assurdo che abbiano condiviso lo stesso spogliatoio. Forse per questo Cassano non è mai stato organico allo spogliatoio del Madrid. Perché c'era un reparto dell'esercito persiano, diecimila, che il popolo chiamava Immortali. Nessuno è sopravvissuto, dopo cento anni. Forse a resistere alla terra, all'acqua, al logorio continuo dell'aria sull'uomo, è solo la loro leggenda. Mentre lui resiste ancora sospeso in aria. Lui è ancora là, in alto, lui, Sergio Ramos, in alto, a raccogliere l'ultimo, e definitivo pallone, quello che fa vincere le partite più importanti. 

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.