Barça, Maccabi e Olimpia Milano, un'Eurolega da dimenticare

Hanno iniziato la stagione con obiettivi di alto livello e invece si sono trovate fuori dalla post season, deludendo le attese e, soprattutto, i propri tifosi.

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L'Eurolega va avanti e si appresta ad entrare nel vivo della stagione con i playoff. Mancano solo pochi giorni infatti alla seconda fase della stagione, dove le magnifiche otto si sfideranno per cercare di raggiungere le Final Four di Istanbul. Ci sono altre squadre però per cui l'Eurolega è già finita. Forse troppo in fretta per l'investimento che è stato fatto. Parliamo di squadre che hanno fallito completamente, deludendo le attese di chiunque. Scopriamo chi sono le tre grandi delusioni di quest'ultima Eurolega.

Olimpia Milano, un'Eurolega iniziata male e finita pure peggio

Ricky Hickman di Milano

In estate, dopo essere riuscita a trattenere Gentile, Kalnietis e Simon, l'Olimpia Milano ha deciso di puntare forte sul mercato, andando a prendere giocatori di altissimo livello internazionale. In ordine temporale sono arrivati il centro serbo Miroslav Raduljica, autore di una stagione favolosa con le maglie del Panathinaikos e della sua Serbia, lo sloveno Zoran Dragic, ala con un passato NBA, e il playmaker Ricky Hickman, campione d'Europa col Maccabi nel 2014. Un mercato da regina d'Europa verrebbe da dire. E invece no. L'Olimpia Milano ha chiuso la stagione europea addirittura all'ultimo posto, dopo una stagione fatta di troppi dolori e delusioni. Sono proprio i tre grandi acquisti dell'estate ad essere stati additati per tanto tempo come grandi flop (a ragione), visti anche i loro onerosi stipendi. In mezzo ci vanno messi anche il caso Gentile, scappato via da un ambiente in cui non era più gradito, un Sanders a dir poco altalenante, sia a livello di risultati che di voglia, e i diversi infortuni che hanno caratterizzato gli ultimi due mesi.

Cinciarini a colloquio coi compagni

La squadra di Jasmin Repesa ha chiuso l'Eurolega con la peggior difesa, subendo ben 87.37 punti di media a partita, 4 in più dell'Efes che ha la seconda peggior difesa: un dato molto significativo. L'Olimpia ha spesso mostrato grandi limiti soprattutto a livello mentale e di approccio alla partita e non sempre i giocatori sembravano seguire le indicazioni del coach, anch'egli più volte vicino all'esonero. Tra i pochi a salvarsi ci sono capitan Cinciarini e il gruppo italiano dei nuovi arrivati Abass, Pascolo e Fontecchio, troppo poco utilizzati dall'allenatore croato. Insieme a loro anche Macvan, Mclean e Simon. Visti i nomi, il budget e il potenziale, questa squadra avrebbe dovuto senza dubbio fare molto di più. La stagione deve ancora finire ma circolano già diversi nomi per l'Olimpia che verrà. Per ora, però, il presidente Prioli si è limitato ad assicurare che non verranno ripetuti gli stessi errori di quest'anno. Lo speriamo.

Maccabi Tel Aviv, quando la tranquillità non è di casa

Sonny Weems del Maccabi Tel Aviv

Arrivavano da una delle peggiori stagioni della loro storia, dove non sono riusciti a passare la prima fase di Eurolega e sono stati eliminati velocemente anche in Eurocup, e cercavano un grande riscatto. Quest'anno si sono superati, riuscendo a fare addirittura peggio. Dopo una campagna acquisti di primissimo livello, in cui sono riusciti a portare in Israele gli americani Goudelock, Rudd e Seeley, oltre alle sorprese della scorsa stagione Maik Zirbes e Quincy Miller. La ciliegina del mercato è stata niente meno che Sonny Weems, ex CSKA Mosca e con diverse stagioni NBA alle spalle. Nonostante tutti questi nomi, il Maccabi ha raccolto soltanto 10 vittorie, chiudendo al terz'ultimo posto.

Edelstein (a destra) e Hadar, primi due allenatori della stagione del Maccabi

Che l'annata non fosse delle migliori lo si era capito già a ottobre quando, dopo solo due partite di Eurolega, fu licenziato coach Edelstein e la panchina fu affidata al suo vice Hadar. Dietro all'esonero dell'allenatore pare ci sia stato Sonny Weems, a cui Edelstein non andava proprio a genio. Ma non finisce qui. Tempo due mesi e anche Rami Hadar lascia Tel Aviv dimettendosi dopo la pesante sconfitta di Belgrado. Arriva dallo staff del Darussafaka infine Bagatskis, terzo allenatore stagionale. Ma i casini non sono ancora finiti. Prima Sonny Weems viene licenziato perchè rifiuta di sottoporsi ad un test antidoping e poi Maik Zirbes decide di salutare tutti, tornando in Germania a finire la stagione. Non vanno poi dimenticati gli infortuni di Miller (fuori praticamente tutta la stagione) e Guodelock (fuori l'ultimo mese). Il Maccabi ha chiuso con la terza peggior difesa del torneo, ma soprattutto con la consapevolezza che, ancora una volta, c'è da ricostruire tutto da capo.

Barcellona, un'annata da dimenticare tra infortuni e tensioni

Juan Carlos Navarro del Barcellona

Dopo le partenze di Abrines e Satoransky, volati entrambi oltre oceano in NBA, e l'addio di coach Xavi Pascual, in estate il Barcellona ha deciso di non stravolgere il proprio roster, andando a prendere solo un playmaker di alto livello, Tyrese Rice, e una guardia tiratrice, Petteri Koponen, confermando tutto il resto della squadra, pieno di giocatori di alta qualità. Infine in panchina è arrivato Georgios Bartzokas, che nella scorsa stagione ha guidato il Lokomotiv fino alle Final Four di Berlino. Eppure qualcosa è andato male. Dopo 11 stagioni consecutive, infatti, la squadra catalana non è riuscita a qualificarsi per la post seasonTra le cause principali di questa debacle ci sono sicuramente gli infortuni. In estate, alle Olimpiadi, Shane Lawal si rompe il tendine rotuleo e salta tutta la stagione. Ma non è l'unico, anzi. Oltre a quello del nigeriano arrivano anche gli infortuni di Navarro, Claver, Doellman, Oleson e Ribas. Un lazzaretto insomma.

Le proteste di coach Bartzokas con l'arbitro Luigi Lamonica

Ma gli infortuni non possono essere l'unico problema. Il Barça infatti ha conquistato solo 12 vittorie in Eurolega, chiudendo al primo posto per palle perse (14.77 a serata) e col peggior attacco (71.37 punti di media a partita). Inoltre non dimentichiamoci il clamoroso -39 in casa contro il Real Madrid. Oltre alla questione infortuni c'è per forza qualcosa in più. Un segnale è dato anche dall'eccessivo nervosismo di coach Bartzokas che in stagione è già in doppia cifra per falli tecnici. La situazione dell'allenatore è sempre stata in bilico, colpa anche dei tanti cambiamenti alla guida dirigenziale della squadra catalana, e questo influisce anche sul resto della squadra. Già da gennaio si parla del Barcellona che verrà, con nomi di nuovi giocatori e nuovi allenatori. Quello che serve ora è riprogrammare da capo il futuro, per non cancellare il passato glorioso della squadra. Fare peggio è sicuramente difficile.

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