Premier League, Conte ritrova Mourinho: "Zero problemi con lui"

A poche ore dalla gara con i Red Devils guidati dallo Special One, il manager pugliese è sereno: "Tra noi solo conflitto sportivo". Poi parla pure dell'Inter...

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All'orizzonte c'è di nuovo lui, José Mourinho. Per il Chelsea non può essere un avversario come tanti, perché proprio nei Blues il manager portoghese è diventato lo Special One. Lo ha confermato anche l'attuale allenatore dei londinesi, Antonio Conte, che ogni volta che ha affrontato il collega, oggi alla guida del Manchester United, ha sempre trovato ulteriori stimoli. I risultati finora stanno dando ragione al tecnico italiano, capace di vincere due volte su due e di riuscire addirittura ad avere la meglio sul campo, dal punto di vista del carisma.

Il loro furioso faccia a faccia nel sesto turno di FA Cup è già diventato un "cult" nel calcio inglese, alla stregua delle tante schermaglie tra lo stesso Mourinho e lo storico manager dell'Arsenal Arsène Wenger. Antonio Conte d'altronde è così, non conosce mezze misure e quando inizia la partita si trasforma, come se fosse ancora un calciatore.

Nel suo primo incrocio con Mou in Premier League, il portoghese gli consigliò proprio di farsi trasportare meno dalle emozioni, per via di una sua esultanza considerata un po' troppo esagerata per una partita terminata 4-0. Lui ha ascoltato il suggerimento, ma ha continuato a fare di testa sua, anche perché quel suo modo di essere lo ha fatto arrivare lì e gli ha permesso di entrare subito nel cuore dei tifosi. E questi sono solo alcuni dei tanti motivi (oltre a quelli ovvi di classifica) per i quali la prossima sfida tra i due in programma domenica non può essere una partita come tante.

Conte e Mourinho

Non c'è da stupirsi, insomma, se in Inghilterra (e non solo) sono tutti un po' curiosi di capire quale sarà l'approccio a questa gara da parte di Antonio Conte. E il manager pugliese, primo in classifica in Premier League risponde serenamente:

Sì, non ho nessun problema, perché tra me e lui si tratta solo di competizione sportiva. C'è una partita di calcio, io voglio vincere con la mia squadra e lui vuole fare altrettanto con la sua. È normale che si instauri un conflitto durante la partita. Ma è solo un conflitto di natura sportiva. Non no ho niente da rispondergli, perché ha vinto molto al Chelsea. Ripeto: questo club gli ha sempre mostrato molto rispetto per il suo passato e, se ricordate, anche io in conferenza stampa dissi la stessa cosa, per cui non cambio idea. Rispettiamo molto la sua storia al Chelsea, quindi non cambia niente.

L'interesse dell'Inter

Oltre al nuovo faccia a faccia con José Mourinho, nel corso della conferenza stampa c'è modo anche di parlare delle sempre più insistenti voci di un suo ritorno in Italia nell'Inter e del fresco passaggio di proprietà nel Milan:

Ciò che si dice sull’Inter non è una novità, ma si tratta solo di voci. Rumors e basta. Per quanto riguarda il Milan cinese, posso dire che Berlusconi è stato un grande proprietario, con lui hanno vinto tantissimo. Ora si apre un’altra epoca, non conosco bene la nuova società, ma se hanno comprato vorranno investire.

Ibrahimovic come il vino

Dopo il breve passaggio in Serie A, si torna a parlare di Premier League e dello scontro con il Manchester United. Con i Red Devils oltre a Mourinho c'è Zlatan Ibrahimovic, un giocatore che sembra migliorare anno dopo anno come un buon vino:

Sono d’accordo, penso che lui non sia mai stato così bene in carriera. È indubbiamente uno dei migliori attaccanti al mondo.

Obiettivo Lukaku?

A proposito di centravanti, una leggenda del Chelsea come Didier Drogba ha consigliato Antonio Conte, suggerendogli di prendere Lukaku. In questo caso la risposta è un po' meno diretta rispetto alle precedenti:

Penso che non sia il momento giusto per parlarne. Ho grande rispetto per Drogba, qui è una leggenda, ma non è giusto parlare di giocatori di un’altra squadra: bisogna avere rispetto per loro e soprattutto per i miei ragazzi. E per quanto mi riguarda, i miei giocatori sono sempre i migliori.

Quest'ultimo concetto, è da sempre uno dei cavalli di battaglia di José Mourinho. Ma a Conte forse è meglio non ricordarlo...

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