NBA Western conference preview: Warriors inarrivabili? Missione Spurs

I Warriors vogliono fare il trepeat di conference e non sembrano esserci forze competenti per fermarli. Possono provarci solo gli Spurs e i Rockets.

Curry e Durant per il titolo.

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Ieri vi abbiamo annunciato l'inizio dei playoffs NBA con la preview della Eastern Conference. Oggi ovviamente si parla dell'ovest dove le squadre di grande talento si daranno battaglia, per poi scontrarsi contro il muro dei Warriors.

Playoffs NBA: (1) Golden State Warriors – (8) Portland Trail Blazers

Quando le advanced stats aggregate ti danno meno dell’ 1% di possibilità di passare il turno ci sono due modi per reagire: rassegnarsi e provare a fare una buona figura, oppure tentare di scrivere la storia. Le idee di Damian Lillard sono piuttosto chiare: “Vinciamo in sei”. Queste le parole che hanno fatto sorridere da un certo punto di vista, ma anche intimorito per il mood mentale di Dame.

Se Golden State dovesse perdere più di una partita in questa serie sarebbe già un’impresa per i Blazers, ma quando hai un leader che ti ha portato di forza a suon di trentelli (record in singola stagione per la franchigia) e pronuncia quelle parole, c’è da aspettarsi che Stotts e i suoi si giochino tutte le carte in gara uno, cercando di sfruttare la del tutto eventuale pigrizia degli avversari. 

Per Kerr sono arrivate 14 vittorie consecutive senza Durant e ora che è tornato sembra non esserci possibilità per nessuno, anche alla luce delle sue dichiarazione di fede per la maglia Warriors. La serie è chiusa e il risultato più logico sarebbe un cappotto, anche se confidiamo in un sussulto d’orgoglio da 40 di Lillard per la bandiera.

Paul deve guidare i Clippers al secondo turno

(4) Los Angeles Clippers – (5) Utah Jazz

È la serie più equilibrata dell’ovest, con più scenari e possibili colpi di scena. Il vantaggio del fattore campo per i Clippers è importante ma non così decisivo all’interno di una sfida che vede due squadre equivalersi. L’unico punto a favore dei Clippers è l’esperienza playoffs, ma insieme a questa c’è anche un trascorso burrascoso, eliminazioni cocenti e serie letteralmente gettate alle ortiche. 

Con i vari rinnovi contrattuali che attendono il front office di L.A. in estate, questa è davvvero l’ultima chiamata e in caso di evidente fallimento non è detto che qualcosa cambi alla radice. Dall’altra parte i Jazz sono una squadra solida, quadrata, con una grande identità e la presenza difensiva più imponente dell’intera lega in Rudy Gobert. 

La vera mancanza per la truppa di Snyder è la presenza di una conclamata stella con caratura e pedigree per guadagnarsi qualche respect call nei finali di partita. Hayward è sicuramente la punta della squadra, anche se non gode ancora di quello status e contrapporsi a una vecchia volpe come Paul potrebbe essere problematico nei sicuri close game che ci saranno nella serie.  

(3) Houston Rockets – (6) Oklahoma City Thunder

Gli MVP candidate, uno contro l’altro. Gli artefici di una stagione surreale da mille punti di vista si trovano di fronte, da amici fuori dal campo, ma nemici in campo.
I Rockets hanno tutto il favore del pronostico e hanno il solo obiettivo di detonare Russell Westbrook per rendere questa serie innocua.

In realtà è 82 partite che tutte le squadre NBA fanno questo ragionamento senza trovare una soluzione, ma in una serie piena di adattamenti, non avere un degno sparring partner potrebbe condannare Russell a un’uscita anche abbastanza rapida. Dalla sua parte c’è un Billy Donovan che ha dimostrato già nella scorsa stagione di saper aggiustare in corsa e gestire le difficoltà di una serie (è stato il primo a far vacillare i Warriors ad esempio). 

Di certo il talento e il forsennato ritmo a disposizione di D’Antoni sembrano essere troppo per OKC che avrebbe bisogno di alzare i ritmi e andare in campo aperto per canestri facili, con il rischio di giocare la partita degli avversari. I Rockets sono favoriti e l’onorevole resa dei Thunder potrebbe essere assestata sul 4-2.

Westbrook vs Harden

(2) San Antonio Spurs - (7) Memphis Grizzlies

Solo Chicago ha splittato la serie di regular season contro la propria testa di serie e Memphis è addirittura andata vicina al 3-1 forzando un overtime in Texas. Per questo motivo, nonostante l’assenza di Tony Allen e l’evidente superiorità, i neroargento non possono sottovalutare l’ostacolo Grizzlies. Mike Conley è il leader (zero tecnici in dieci anni di NBA) assieme a Marc Gasol, ma il resto è tranquillamente gestibile; considerando quindi il vantaggio del fattore campo e la solidità degli Spurs, è difficile pensare a un risultato più stretto di un 4-1. I Grizzlies però hanno stupito più di una volta in aprile e il grit and grind in questi match non è da sottovalutare. Alla fine passeranno anche gli Spurs, ma meno agevolmente di quello che si potrebbe pensare.

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