Zidane e Ancelotti d'accordo: "Sfida aperta, il Real non l'ha chiusa"

Per entrambi gli allenatori di Bayern Monaco e Real Madrid (maestro e allievo) il discorso qualificazione alla semifinale di Champions League è ancora aperto.

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A giudicare dalle dichiarazioni post-partita, sembra quasi che Zinedine Zidane e Carlo Ancelotti siano ancora collaboratori. La visione della gara è univoca e condivisa da entrambi gli allenatori, perché per come si erano messe le cose il Real Madrid avrebbe già potuto chiudere il discorso qualificazione. Tante le occasioni sprecate dalle Merengues nella sfida di Champions League con il Bayern Monaco, il 2-1 finale lascia invece in corsa i bavaresi in vista dei quarti di finale di ritorno in Spagna.

Martedì il Real Madrid partirà comunque con un buon margine di vantaggio, la vittoria in trasferta mette la squadra guidata da Zinedine Zidane nelle condizioni di poter gestire il risultato. Ma contro il Bayern Monaco di Carlo Ancelotti non è certo possibile abbassare la tensione. Lo sa bene Zidane, che da Ancelotti ha studiato nel corso dell'esperienza di "Carlo Magno" al Real Madrid. E poi ne ha raccolto in eredità la panchina, andando a vincere subito la Champions League, cioè la specialità della casa dell'attuale allenatore del Bayern Monaco.

È andato in Baviera proprio per questo, Carletto, per provare a vincere per la quarta volta il trofeo con la terza squadra diversa. Il 2-1 subito all'Allianz Arena rischia di complicare il suo progetto, almeno per quanto riguarda questa edizione del massimo torneo europeo. Al ritorno al Bernabeu, però, Ancelotti farà di tutto per dare un dispiacere ai suoi ex tifosi.

La sfida tra Bayern Monaco e Real Madrid è anche quella tra Ancelotti e Zidane
Ancelotti e Zidane ieri sulle panchine di Bayern Monaco e Real Madrid

Bayern Monaco, le parole di Ancelotti

D'altronde il Real Madrid non è riuscito a chiudere la gara nonostante la superiorità numerica per via dell'espulsione di Javi Martinez e il 2-1 (seppure vantaggioso per le Merengues) non può essere considerato abbastanza per essere certi del passaggio del turno contro il Bayern Monaco. Carlo Ancelotti ci crede, è pronto a provare l'impresa e conquistare la semifinale di Champions League:

Siamo ancora vivi, ci sono 90 minuti da giocare. La sconfitta con il Real Madrid non è stata decisiva, perché quando eravamo in 10 siamo stati fortunati: loro hanno avuto l'opportunità di chiudere il discorso qualificazione e non l'hanno fatto. Ci resta una speranza.

Ancelotti si spiega così la sconfitta:

I momenti chiave sono stati il rigore sbagliato che avrebbe potuto portarci sul 2-0 e l'espulsione di Javi Martinez che ha cambiato completamente la partita. Non puoi regalare un uomo quando giochi contro il Real. Fino a quel momento eravamo riusciti a tenerli lontani dall'area. Avevamo solo sbagliato una marcatura sul loro primo gol. Al ritorno dobbiamo partire subito forte e cercare di segnare nel primo tempo. Poi vedremo cosa succederà.

Real Madrid, parla Zidane

A Zinedine Zidane il compito di tenere a bada il Bayern Monaco e arginare i tentativi di remuntada di Ancelotti. L'allenatore francese non corre il rischio di sottovalutare l'avversario e già nell'immediato post-partita ha chiarito che si tratta solo del primo tempo di questo doppio confronto che lo mette di fronte al suo maestro:

Carlo resta un maestro per me, ho grande rispetto per lui. Anche quando giochiamo contro. Ci sarà da soffrire molto per passare il turno. Il risultato è ottimo, abbiamo disputato una buona gara. Nella prima parte c'è stata un po' di sofferenza, normale quando si viene a giocare in questo stadio contro il Bayern Monaco. Nella ripresa però siamo cresciuti e in superiorità numerica è stato più facile: peccato non essere riusciti a sfruttare le tante occasioni per fare più reti.

Si deve "accontentare" della doppietta di Cristiano Ronaldo, arrivato proprio ieri a 100 gol nelle competizioni europee:

In questa partita abbiamo visto un grande CR7: ha segnato due reti, poteva farne anche un'altra. C'è chi dice che quando non segna è un problema, la realtà è che nelle partite importanti lui c’è sempre.

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