Pogba: "Smettetela di giudicarmi dal costo del mio cartellino"

Alla vigilia della sfida di Europa League contro l'Anderlecht, il centrocampista chiede alla critica di dimenticare i milioni spesi per il suo acquisto.

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Un giudizio più ampio, non legato strettamente alle cifre di un affare complessivo da 105 milioni più 5 di bonus che in estate lo ha portato dalla Juventus al Manchester United. L’appello di Paul Pogba arriva durante conferenza stampa che precede la sfida in programma questa sera alle 21.05 allo stadio Constant Vanden Stock tra l’Anderlecht e i Red Devils, valevole per l’andata dei quarti di finale di Europa League. Un trofeo che il gruppo guidato da Josè Mourinho, oggi quinto in Premier League con 57 punti, a quattro lunghezze e con una partita in meno rispetto al Manchester City, oggi quarto e coincidente con l’ingresso in zona-Champions, insegue per replicare la Coppa di Lega inglese già sollevata a fine febbraio grazie al 3-2 inflitto al Southampton e il Community Shield festeggiato nell’agosto 2016 con il 2-1 al Leicester.

Quella del 24enne nato a Lagny-sur-Marne è stata una stagione dai tre volti: complicato l’avvio, con pochi lampi e la prima rete in Premier League arrivata alla quarta giornata, nel 3-1 al Watford. Ingabbiato davanti alla difesa nel 4-2-3-1 di Mourinho, Pogba non riusciva a esprimere i pezzi migliori del suo repertorio: le progressioni palla al piede e le conclusioni dalla distanza. Il cambio di modulo stabilito da Mou lo ha rilanciato: tre reti e altrettanti assist tra novembre e dicembre, mentre nel 2017 è andato a segno solo in semifinale di Coppa di Lega contro l’Hull City. Fino a due mesi fa Pogba e Zlatan Ibrahimovic componevano, per assist e gol messi a segno, la coppia più prolifica del calcio inglese nella stagione in corso.

I suoi numeri con il club sono però quelli di chi ha tirato la carretta: 43 presenze complessive tra Premier League e coppe, con 7 reti e 5 passaggi vincenti all’attivo. L’infortunio alla coscia rimediato un mese fa è ormai alle spalle. Ha saltato le sfide contro Middlesbrough e West Bromwich Albion in campionato, oltre a quelle contro Lussemburgo, gara valevole per le qualificazioni mondiali, e Spagna, amichevole di lusso, con la Francia. Ora il Manchester United si aspetta dal suo numero 6 le giocate e le intuizioni necessarie per spingere la squadra alla conquista dei due restanti obiettivi: l’Europa League, appunto, e il ritorno in Champions League.

Il prezzo del cartellino non conta per Paul Pogba

Così, nel prepartita della sfida all’Anderlecht, Pogba ha respinto le accuse dei media e il ruolo di capro espiatorio di una stagione sin qui non pienamente soddisfacente per il Manchester United:

Abbiamo vinto due trofei e stiamo cercando di vincere l’Europa League e il quarto posto. C’è sempre voglia di fare meglio, da parte mia e di tutta la squadra. Personalmente, mi sento benissimo.

Ma non chiedetegli tanti gol, perché non sono il pane quotidiano di chi gioca nel suo ruolo. Pogba lo ribadisce a chiare lettere, spiegando di essere infastidito dalle analisi fatte sul suo operato, secondo il centrocampista legate all’elevato prezzo del suo cartellino:

Non voglio essere giudicato per i gol che faccio. Spesso accade questo, a causa della grande cifra pagata per il mio trasferimento. Sono un centrocampista, ho il compito di fare assist e cucire il gioco. Se la gente pensa che io debba segnare tanto perché sono stato pagato tanto, sbaglia. Se posso aiutare la squadra a vincere, lo farò.

Sunderland-Manchester United 0-3, Paul Pogba in azione
Paul Pogba in azione con la maglia del Manchester United contro il Sunderland

Appena due settimane fa, il suo allenatore Mourinho ha chiesto a Pogba di trascorrere meno tempo sui social. Paul, intanto, si prepara per nuove giocate da PlayStation, capaci di entusiasmare i tifosi dei Red Devils, ma senza nascondere le differenze tra calcio italiano e calcio inglese:

In Serie A si gioca un calcio più tattico. Qui in Inghilterra c’è più ritmo, attaccare è molto complicato e spesso si assiste a partite molto equilibrate e raramente scontate. Pensate all’Arsenal, che ha perso 3-0 contro il Crystal Palace. Lo ripeto, il trasferimento è un conto, il campo un altro.

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