NBA, George e il futuro con i Pacers appeso al voto dei media

Come successo a Anthony Davis, se Paul George dovesse far parte di uno dei quintetti All-NBA potrebbe rinnovare a cifre più ricche con Indiana.

George può rinnovare con i Pacers a cifre notevoli

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Per tutti gli appassionati che aspettano con bramosia la prima palla a due NBA a fine ottobre, trovarsi già a metà aprile e con la regular season agli sgoccioli, sembra un viaggio repentino verso la fine del campionato, ma l’acqua che è passata sotto i ponti ha reso grazie agli sforzi notturni e alle ore passate davanti alla TV nel guardare le partite. Tirando le prime somme della stagione, arriva il momento di assegnare i premi individuali per chi si è particolarmente distinto nella maratona di 82 partite che fa da preludio ai playoffs.

Quest’anno la lega ha deciso d'istituire un vero e proprio show per consegnare gli awards e di lasciare che la stagione sia finita completamente. Infatti solo dopo le NBA Finals ci sarà la consegna dei premi a chi maggiormente ha segnato la regular season, mentre i campioni NBA arriveranno già con un trofeo. Si parla incessantemente di uno degli MVP più difficili da assegnare in assoluto, perché il dualismo Westbrook-Harden non riguarda più gli Oklahoma City Thunder dove hanno condiviso diversi anni, ma il dominio che hanno avuto sulla lega.

Pensare che uno dei due possa rimanere senza premio è quasi desolante, così come che Leonard, James o Curry ormai non siano neanche più nella discussione, ma c’è anche chi pur essendo una stella dovrà lottare sino in fondo per far parte di uno dei quintetti All-NBA. Ovviamente c’è il lustro di essere considerato uno dei migliori sei (o tre nel caso dei centri) nel proprio ruolo, ma quello che sfugge agli occhi di molti è il ritorno economico che questo può portare nelle casse dei giocatori.

Un grande finale di stagione per Paul George

NBA, c’è differenza tra 30% e 35%

All’inizio di questa stagione si era parlato di come Anthony Davis avesse maledetto il giorno del suo infortunio nello scorso campionato che, di fatto, gli aveva impedito di poter essere eleggibile per uno dei primi tre migliori quintetti. Questo lo ha obbligato a lasciare sul tavolo più di 20 milioni in bonus, perché il nuovo contratto collettivo ha anche questi speciali incentivi per i giocatori di altissima fascia. Le superstar possono arrotondare il loro contratto e i loro rinnovi con particolari clausole previste dall’accordo.

Alcuni veterani alla scadenza del secondo contratto stipulato con la franchigia che lo ha selezionato al draft, possono incrementare il loro salario sino al 30% del salary cap, con delle eccezioni. In caso di vittoria dell’MVP o del Defensive Player of the Year negli ultimi tre anni, questa cifra (in caso di ulteriore rinnovo) schizza al 35% dell’intero cap della squadra nel primo anno. 

Oltre a questi criteri ci sono anche altre situazioni in cui si può aspirare all’aumento: far parte di uno dei tre quintetti All-NBA l’anno prima di essere eleggibile per l’estensione, oppure farne parte per due volte nei tre anni precedenti.

La cattiveria di PG13

George, i soldi e i media

Ora veniamo al caso specifico. Paul George è stato, senza mezzi termini, messo sul piatto dai Pacers prima della trade deadline, sebbene ogni offerta arrivata sia stata rifiutata. Quindi Bird e il front office avevano già maturato l’idea di scambiarlo prima della sua opzione per uscire dal contratto, ma ora esiste concretamente anche la possibilità di un rinnovo per lui a cifre interessanti. 

C’è però una discriminante: i 100 media che voteranno per gli awards del 2017. Se verrà inserito in uno dei primi tre quintetti, sarà eleggibile per firmare l’estensione con i Pacers per il 35% del cap. Nonostante la sua mal celata voglia di giocare per un team competitivo, potrebbe ragionare anche su un rinnovo con la sua attuale squadra che gli porterebbe nelle casse un considerevole gruzzolo in più rispetto ad altri lidi.

L’esplosione di Myles Turner potrebbe essere uno dei fattori che aiuti George nella decisione, anche se servirebbe ben più del suo attuale compagno di squadra per rendere il team competitivo. Se i Pacers volevano disfarsi di lui e il giocatore non disdegnava la voglia di andarsene dopo la dipartita di Vogel e nonostante una squadra fatta su misura, ora entrambe le parti potrebbero considerare l’idea che Indianapolis e George non siano poi così male insieme. Le altre squadre stanno alla finestra e sperano in cuor loro che i media lo lascino fuori da quei quintetti, di modo da poter avere maggiore potere contrattuale, mentre i Pacers non sanno cosa sperare, perché le proposte arrivate alla deadline potrebbero essere migliori di quelle che arriveranno in futuro e cedere un franchise player non è mai facile.

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