Eurolega, da Raduljica a Gentile: i cinque flop

Tra gente che fugge o che se ne va sbattendo la porta e chi non mantiene le grandi attese, ecco i cinque giocatori più deludenti di questa Eurolega.

Anche Gentile tra le grandi delusioni

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Archiviata la regular season da nemmeno una settimana, in Eurolega è tempo di bilanci. Dopo aver individuato i cinque migliori giocatori della prima parte di stagione, abbiamo deciso di rovesciare la classifica e indicare anche i peggiori della massima competizione europea. Andiamo a scoprire chi sono.

Flop Eurolega: Sonny Weems, un MVP troppo esuberante

Tutta la carica di Weems, ex giocatore del Maccabi Tel Aviv

Un giocatore dal talento indiscutibile, capace di vincere da solo una partita. Sonny Weems, nel corso della sua carriera, tra l'NBA e il CSKA Mosca, ha già dimostrato di essere un grande campione. In estate aveva scelto di tornare in Europa, più precisamente a Tel Aviv, per far tornare grande il Maccabi. Ma le cose non sono andate come ci si aspettava: Weems alterna grandissime partite (tanto da essere nominato MVP della 16esima giornata) a prestazioni a dir poco impalpabili e irritanti. In più, pare sia stato proprio il caro Sonny a guidare la rivolta dei giocatori contro coach Edelstein, silurato dopo solo due partite di Eurolega. Saluta Tel Aviv e il Maccabi, facendosi licenziare a inizio febbraio dopo aver rifiutato di sottoporsi ad un test antidoping imposto dalla FIBA. Davvero un talento sprecato.

Miroslav Raduljica, la grande delusione 

Raduljica schiaccia nella partita contro il CSKA Mosca

Dopo una stagione a dir poco pazzesca in cui si è confermato uno dei lunghi più dominanti d'Europa con la maglia del Panathinaikos e dopo a aver conquistato un argento olimpico (sconfitto in finale dagli Stati Uniti) da assoluto protagonista, il centrone serbo sbarca a Milano facendo sognare tutti i tifosi dell'Olimpia. Il Miroslav meneghino, però, si dimostra soltanto un lontano parente di quel Raduljica visto nella stagione passata e si dimostra un grandissimo flop. Sia in Eurolega che nel campionato italiano, il numero 11 non riesce mai a dimostrarsi un fattore, anzi, viene spesso deriso e sbeffeggiato da tifosi e stampa. I suoi numeri sono impietosi: appena 8 punti e 3 rimbalzi a partita. In campionato fa persino peggio, viaggiando a 6.7 punti e 3.1 rimbalzi. Cifre che messe in relazione con lo stipendio percepito fanno non poco infuriare i tifosi del Forum, che più volte lo hanno fischiato. Giustamente. 

Alessandro Gentile, in viaggio alla ricerca di sé stesso

Alessandro Gentile con la maglia del Panathinaikos

Dopo aver vinto a giugno lo scudetto con la "sua" Olimpia (il primo da capitano), in estate Alessandro Gentile ha prima perso i gradi di capitano e poi è stato bersaglio di alcune frecciatine da parte della dirigenza meneghina, chiaro segnale di un rapporto ormai logoro e giunto alla conclusione. Dopo appena 9 partite europee, Ale decide di salutare tutti e scappare via da Milano, direzione Atene. A dicembre diventa un giocatore del Panathinaikos, decidendo di seguire quindi le orme di papà Nando che coi greens vinse un'Eurolega nel 2000. Ma anche qui le cose non vanno come ci si aspettava e il rapporto con coach Xavi Pascual non decolla. A marzo decide di rifare la valigia. Per lui si prospettano mesi di duri allenamenti individuali in vista dell'impegno azzurro estivo, poi il colpo di scena. Coach Pianigiani lo convince a finire la stagione a Gerusalemme e a firmare per il suo Hapoel. Quella di Alessandro è stata una stagione a dir poco difficile, speriamo che con Pianigiani possa riprendere tutto ciò che ha perso quest'anno.

Joey Dorsey, un carrarmato rotto

Joey Dorsey con la maglia del Barcellona

Fisico pazzesco, potenzialità assurde. Joey Dorsey è il tipico centro americano che spaventerebbe chiunque in area. Eppure quest'anno, dopo aver firmato un rinnovo biennale, invece che dominante è stato più volte volte dominato dai lunghi avversari, giocando partite insipide ed impalpabili. I numeri di Dorsey parlano di un netto calo rispetto alla scorsa stagione, con solo 2 partite di Eurolega chiuse in doppia cifra. A gennaio il Barcellona fa capire al centro ex Olympiacos che il rendimento è sotto le attese e che si sta guardando intorno per trovarne un sostituto. Per tutta risposta, Dorsey pubblica su Instagram un post di accuse nei confronti dello staff medico catalano, reo di aver forzato il suo recupero dall'infortunio nella passata stagione. Poche ore dopo, il Barça dà il ben servito a Dorsey licenziandolo. 

Ionnis Bourousis, nessuno è profeta in patria

Bourousis in azione contro il CSKA Mosca

Nemmeno un anno fa Ioannis Bourousis fu eletto miglior centro d'Europa, al termine di una stagione fenomenale con la maglia del Baskonia, conclusa con le Final Four di Berlino. In estate, dopo un lungo corteggiamento di diverse franchigie NBA, a 33 anni il centro decide di tornare in patria per provare a riportare l'Eurolega in Grecia, firmando con il Panathinaikos, acerrimi rivali di quell'Olympiacos per cui Ioannis giocò dal 2006 al 2011. Le prestazioni però sono nettamente sotto le attese: sono solo 8 i punti per partita, contro i 14.5 messi a segno col Baskonia. Ora cominciano i playoff e Bourousis ha una grande opportunità per dare una svolta alla sua stagione e a quella del Panathinaikos.

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