UFC 210: la bizzarra risoluzione, la sportività di Gegard Mousasi

La controversa risoluzione del co-main event di UFC 210 ha lasciato tutti perplessi. Ma cos'è successo esattamente tra Mousasi e Weidman?

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A chiunque abbia guardato UFC 210 sarà stato impossibile passare oltre la bizzarra risoluzione del co-main event della serata, svoltosi nella categoria dei pesi medi, senza porsi qualche domanda. Forse più di qualche domanda. Che cos'è successo esattamente? Perché il match si è risolto in un TKO in favore di Gegard Mousasi? Perché a Chris Weidman non è stato permesso di continuare a combattere, nonostante il grossolano errore da parte dell'arbitro Dan Miragliotta? Come si giustifica una tale risoluzione al limite del dilettantismo da parte della Commissione Atletica di New York?

Partiamo da principio: il primo evento di MMA tenutosi a New York è stato UFC 205. La Commissione, gli addetti ai lavori, pertanto sono nuovi a uno sport che è in continua crescita ed evoluzione. Dana White, presidente di UFC, ha dichiarato che a suo parere "sembra di essere tornati nel 2001". È chiaro che il lavoro della Commissione Atletica, le decisioni prese, il comportamento poco professionale, hanno qualcosa di inconcepibile. 

Eppure si parla di New York, una delle città più importanti al mondo, una capitale dello sport mondiale che nulla lascia al caso, nonché città protagonista di eventi che è impossibile far passare inosservati e che attira su di sé le attenzioni di tutto il mondo, sportivo e non.

UFC 210, Gegard Mousasi vs Chris Weidman
Il fulmineo jab di Gegard Mousasi anticipa nettamente quello di Chris Weidman, nonostante il vantaggio dell'americano nell'allungo.

Cos'è successo a UFC 210?

Premessa: il lavoro dell'arbitro e dei giudici è davvero difficile. Le critiche che queste figure attirano ad ogni singolo evento sono esagerate e probabilmente dettate dalla foga del momento. Detto ciò cos'è successo esattamente nel co-main event di UFC 210? I due protagonisti del match, Gegard Mousasi e Chris Weidman stanno offrendo uno spettacolo davvero importante. Sebbene il primo round sembra essere in equilibrio, con l'americano in vantaggio nei takedown e l'iraniano naturalizzato olandese in vantaggio nella fase di striking, nella seconda ripresa l'inerzia sembra essere totalmente in favore di Mousasi. Weidman accusa in maniera netta una scarica di jab fulminei di Mousasi, poi lamenta un colpo basso a quanto pare inesistente, infine il tutto si risolve in maniera a dir poco grottesca a seguito di due ginocchiate.

Per recuperare probabilmente le energie, Weidman su un tentativo di aggressione in grappling di Mousasi, appoggia le mani a terra. Ora, il regolamento prima del 2017 diceva che bastavano tre appoggi per impedire a un fighter, in posizione di nord-sud, di colpire il suo avversario con ginocchiate alla testa. Con le modifiche al regolamento, probabilmente per scoraggiare le furbate dei grappler a discapito degli striker, gli appoggi obbligatori sono diventati quattro. Ecco che Weidman dunque, appoggia le mani a terra. Mousasi però è sul pezzo e solleva la parte superiore di Weidman prima di colpirlo con le ginocchiate, staccando una mano di Weidman dal terreno. Per due volte.

Le ginocchiate sono piuttosto dure. L'arbitro Dan Miragliotta, in posizione defilata, ferma l'incontro credendo che le ginocchiate siano illegali e va a rivedere il replay per togliersi ogni dubbio. Ecco: nello stato di New York non è permesso rivedere delle immagini e prendere una decisione in base ad esse. Avete capito bene, la classica moviola è illegale. Non è ancora chiarissimo, dunque Miragliotta va dall'ancora stordito Weidman a comunicargli che le ginocchiate che ha subito sono perfettamente legali. Weidman è confuso, nell'ultima parte dell'incontro ha subito parecchio.

UFC 210, Mousasi vs Weidman
Posizione nord-sud dallo stand-up, Weidman appoggia le mani a terra per non subire le ginocchiate, Mousasi lo solleva e lo colpisce.

Entrano medici e parte della commissione, prima controllano lo stato di salute di Weidman che, seppur provato, sembra in condizione di continuare. Poi vanno da Miragliotta e discutono. È palese ci sia qualcosa che non va. Il match viene dichiarato concluso per TKO in favore di Gegard Mousasi. L'errore viene imputato all'arbitro Dan Miragliotta, reo di aver consultato il replay delle immagini. Al di là della stranezza endemica della regola stessa, un match che era in dirittura d'arrivo e che è costato preparazione e fatica a combattenti e promoter finisce in maniera a dir poco controversa. 

Le reazioni immediate sono state curiose: Mousasi ha dichiarato d'essere pronto per un rematch nell'intervista post-match e, cosa ancora più importante, ha invitato i membri del suo angolo, pronti a festeggiare con la bandiera armena (oltre ad essere iraniano di nascita e naturalizzato olandese, Mousasi è di razza armena), ad evitare i festeggiamenti dato il modo in cui è finito il match.

Un gesto da campione vero, da uomo vero. Le dichiarazioni a seguito del match sono state oggetto di discussione. Iniziamo da Mousasi:

Rispetto molto Weidman, non voglio parlar male di lui. Ma se vuoi trarre vantaggio in maniera furba dalle regole non è colpa mia. Io sto combattendo. Se riesci ad appoggiare le mani, non posso colpirti con le ginocchiate. Ma ciò che ho fatto era legale. Non faccio io le regole. L'ho colpito e ho percepito che lui non volesse più continuare. Credo lo abbiate visto tutti. Come può mai essere colpa mia? Era stanco, ha provato ad ottenere dei vantaggi, non voleva combattere. Era in difficoltà, cercava una scappatoia e la vittoria per squalifica sarebbe stata ideale per lui.

Nonostante l'epilogo imbarazzante, Mousasi ha ragione: i suoi colpi erano perfettamente legali e se c'è qualcuno che dovrebbe lamentarsi dell'interruzione arbitrale, questo è proprio lui, vittima di uno stop che avrebbe potuto far recuperare un fighter chiaramente in difficoltà e che l'ha interrotto mentre il match verteva dal suo lato.

Se vuole il rematch, sono pronto a darglielo - ha continuato Mousasi -  ma io voglio il titolo. Credo che se combattessi contro Bisping sarei favorito. Ma se vogliono un rematch, certo, perché no? Facciamolo in Olanda. Stavolta il pubblico sarà dalla mia parte. Va bene, ha provato ad avere un vantaggio dalle regole e a farmi squalificare. Io stavo facendo il mio lavoro, non biasimatemi. Non era certamente il modo in cui volevo vincere, ma prendo la vittoria così com'è. A volte delle squadre vincono grazie a un rigore nel calcio, ma è pur sempre una vittoria. Era lui a non voler combattere, non fatemene una colpa.

Dichiarazioni che bruciano, quelle di Mousasi, perché effettivamente corrispondono alla realtà. Weidman però ha il suo punto di vista:

La commissione? Non so cosa sia successo, dicono che a New York non si possano utilizzare i replay, va bene, ma perché è successo a me? Anche Gegard dovrebbe essere arrabbiato, non credo volesse vincere così. Se fosse successo a me di vincere così, non sarei stato contento, avrei offerto un rematch. E voglio un rematch. So ciò che ho fatto, ho appoggiato le mani per evitare di essere colpito alla testa dalle ginocchia. L'arbitro ha fermato tutto per ginocchiate illegali. Ero pronto a continuare, ho avuto momenti peggiori. Alla fine di tutto ciò la gente di New York è stata fregata. Io sono stato fregato e questa cosa mi fa schifo.

Punti di vista diversi, stesso finale bizzarro e sconcertante. È ora che la Commissione Atletica di New York si adatti alle nuove regole e alle nuove procedure se vuole continuare ad ospitare le grandi MMA. Perché uno spettacolo del genere non giova a nessuno, che siano fighter, pubblico o addetti ai lavori. E a voi piacerebbe vedere un rematch fra Weidman e Mousasi? Avrebbe senso?

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