MMA, il regolamento - IV parte: tipi di fighter e norme alternative

Quarto appuntamento con la rubrica d'analisi del mondo regolamentare - e non solo - delle arti marziali miste.

MMA fighter Roger Huerta in One FC

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A scanso d'equivoci, ve lo premettiamo: il peggio è passato. Nei primi tre episodi ci siamo infatti focalizzati su quello che è il ramo teorico-burocratico più spinoso, analizzando nel dettaglio cosa si può fare dentro e fuori dagli ottagoni delle MMA. Stavolta, invece, ci dedicheremo a due tematiche un po' più leggere. Nel corso di questo appuntamento, ci soffermeremo sulle varie tipologie di fighter, chiarendone le prerogative e i tipi di atteggiamento che li contraddistinguono. Successivamente, parleremo anche di quelle che sono le regole definite "asiatiche": per intenderci, tutte quelle norme comuni prima al defunto Pride FC ed oggi in vigore in alcune promotion quali il Rizin e One FC.

Conor McGregor
Conor McGregor piazza una gomitata sul volto di Max Holloway in ground and pound. Tale pratica è assolutamente vietata nei regolamenti asiatici più comuni.

È giusto sottolineare come le Unified Rules - ovvero il regolamento più diffuso, utilizzato anche in UFC - non siano utilizzate da tutte le federazioni professionistiche oggi in attività. Le normative asiatiche continuano infatti a riscuotere ancora parecchio successo tra le varie parti del globo, con alcune promotion europee che, ammaliate dai fasti del passato, hanno addirittura deciso di adottarle in toto. È il caso, ad esempio, della croata FFC, che partì proprio sposando il regolamento Pride, pur conscia della necessità di adattarsi alle regole unificate in futuro per questioni di vendita televisiva al pubblico europeo. Nel continente asiatico, invece, il regolamento unificato continua ad essere snobbato dalla stragrande maggioranza delle promotion di MMA, che registrano anche il maggior gradimento da parte del pubblico per quanto concerne l'utilizzo di stomp e soccer kick a dispetto delle gomitate al volto.

Soccer kick MMA
Un classico soccer kick.

La durata dei round, per quel che riguarda anche le promotion asiatiche, non si differenzia però da quella utilizzata da quelle americane. Tre round da cinque minuti per i match non titolati, cinque round da cinque minuti per gli incontri titolati. Eccezion fatta per quanto riguarda il Pride ed il Rizin, i cui confronti si articolano su un primo round da ben dieci minuti, a cui seguono altri due round da cinque minuti. Cambia anche la durata della pausa tra un round e l'altro, che passa dal minuto canonico a due minuti effettivi. Normative asiatiche che si rilevano però molto più pericolose per la salute degli atleti rispetto alle regole unificate: soccer kick e stomp sono notoriamente molto più rischiosi delle gomitate per quanto concerne eventuali danni cerebrali.

Il regolamento delle MMA asiatiche 

Detto del divieto di colpire l'avversario con delle gomitate al volto, è giusto elencare anche quelle che sono le altre regole che differenziano il regolamento asiatico da quello unificato. Il più delle volte cambiano anche i criteri di giudizio del match, che non seguono il classico utilizzo dei cartellini per quanto concerne la valutazione dei singoli round. Di seguito, ecco le norme più importanti che differenziano le regole asiatiche da quelle unificate.

  • È consentito l'utilizzo di soccer kick - ovvero una specie di calcio di rigore alla testa dell'avversario - e ginocchiate dirette alla testa dell'avversario. Alcune promotion ammettono anche l'utilizzo dello stomp, ovvero un pestone discendente diretto alla testa del proprio sfidante.
  • Sono vietate tutte le gomitate dirette a volto e testa dell'avversario. Sono ammesse invece quelle al corpo.
  • I criteri di valutazione da parte dei giudici dovranno essere emessi nella totalità dell'incontro, e non round dopo round.

Come detto, Pride e Rizin utilizzano un sistema di durata dei round diverso da quello canonico e adottato anche dalla stragrande maggioranza delle promotion di MMA orientali, che hanno ormai sposato la linea dei round da cinque minuti. Le suddette organizzazioni consentono anche l'utilizzo degli stomp nelle fasi di ground and pound.

I tipi di fighter 

Le MMA, dopo oltre un ventennio, hanno ormai superato il concetto legato ad un fighter monodimensionale. Tutti gli atleti devono difatti essere preparati in ogni sfera del combattimento, pur magari eccellendo in una determinata disciplina. Quest'ultima prerogativa, unita ad altre peculiarità, fa si che i diversi tipi di combattenti vengano raggruppati in categorie rappresentanti un determinato approccio all'incontro. Troppo riduttivo ormai parlare soltanto di striker o grappler, vista la rapida evoluzione di uno sport da combattimento poliedrico come le arti marziali miste.

  • Sprawl and brawl: l'evoluzione primordiale dello striker puro. La tattica, in realtà, è abbastanza semplice: sprawl - difesa dei takedown - a tempesta e colpi in continuazione. La definizione tecnica di "colpire come un fabbro", se preferite. Brawl, tradotto letteralmente in rissa, sta a significare un determinato atteggiamento nelle fasi di percussione volto al colpire il proprio avversario con veemenza, pur scoprendosi. Grandi rappresentanti di categoria furono Chuck Liddell e Wanderlei Silva. Tale peculiarità va sempre più scemando con l'avanzare degli anni, vista la continua evoluzione tecnica delle nuove leve.
Liddell vs Ortiz
Chuck Liddell effettua un ottimo sprawl su un takedown portato da Tito Ortiz.
  • Counter striking: lo step successivo dell'evoluzione dello sprawl and brawl. Utilizzando la citazione di Conor McGregor, forse il miglior counter striker oggi in attività, si può comprendere al meglio le prerogative di tale stile: "La precisione batte la potenza, il timing batte la velocità". Tale approccio fa uso esasperato del timing del fighter, che agisce di rimessa sugli errori degli avversari, colpendoli significativamente ad ogni sortita. Categoria che nel recente periodo ha visto davvero un grosso exploit, con i vari Conor McGregor, Stephen Thompson e Cody Garbrandt capaci di imporre il proprio stand-up in maniera a tratti inarrestabile.
UFC 202 McGregor
Il counterpunch di Conor McGregor.
  • Lay and pray: lo stile forse più noioso di tutti, ed il meno apprezzato dai fans delle MMA. Sostanzialmente, l'approccio si riduce al semplice controllo dell'avversario, specie a terra, attraverso una postura che limita quasi allo zero i movimenti del malcapitato. Ground and pound nullo o quasi, idem per quanto riguarda i tentativi di sottomissione. Un metodo sfiancante e poco apprezzato per portare a casa un match senza subire danni. Rappresentante più noto - e più odiato - del recente periodo? Neanche a dirlo, John Fitch, ex UFC. Tra quelli ancora presenti nella promotion invece, impossibile dimenticare Johny Hendricks, ex campione pesi welter, comunque meno statico del sopracitato Fitch.
Lay and Pray
  • Submission fighter: il nome è già abbastanza eloquente: si tratta in sostanza di quei combattenti che fanno del submission game la loro arma principale, riuscendo ad imporre il proprio grappling sui vari avversari. I più importanti rappresentanti del passato portano tutti un solo cognome, ovvero quello dei Gracie. Oggi, invece, possiamo godere delle grandissime skills di fenomeni del BJJ quali Demian Maia e Ronaldo Jacaré Souza.
Jacaré UFC 208
Ronaldo Jacaré Souza prepara la finalizzazione su Tim Boetsch a UFC 208.

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