Il numero 14, la sbronza e la classe infinita: questo Hazard è magico

Le serpentine, la tripletta dopo la sbronza e un record di gol grazie alla magia di Antonio Conte: questo Hazard è qualcosa di unico. Il Chelsea gioca nell'Eden.

Eden Hazard

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Con un giocatore così, tutto è più facile. Easy. Inglese giustificato, in questo caso. Siamo a Londra, fermata Fulham Brodway: dentro allo Stamaford Bridge. Il nuovo tempio di Conte, esatto. E di Antonio si parla tanto, questa volta l'allenatore non c'entra. Il protagonista del quadro dipinto in tinte Blues è un folletto meraviglioso: Eden Hazard.

Ve lo immaginate nelle categorie dilettantistiche? Ovvio, raggiungerebbe l'infinito in termini di gol: dall'altra parte, però, uscirebbe sempre in barella preso a calci e 'falciato' di continuo. Irresistibile, Hazard. Un talento incredibile, un uomo arrivato direttamente dal giardino dell'Eden'. Perché questo qui, quando vuole, gioca da solo.

E il Chelsea grazie a lui vola. Tutto rosa e fiori? "Deve essere più continuo per essere considerato un fenomeno'. Perché la critica alla fine è sempre severa. Vero, in fase offensiva spesso sbaglia il tiro e l'ultimo passaggio, per il resto meglio fermarsi qui. Già, solo applausi per Hazard. Quest'anno più forte che mai, rivitalizzato dalla cura Conte.

Hazard, verso l'infinito e oltre... il 14

Hazard, Chelsea
Hazard in azione nell'ultima partita contro il Bouremnouth

Contare, nel calcio, non è affatto facile. Raggiungere la doppia cifra è sempre un bel traguardo. Per Hazard, in Premier League, il picco massimo di gol è sempre corrisposto al numero 14. Cifra toccata per due volte, nel 2014/15 e la stagione successiva. E quest'anno? Ci risiamo, ma il calendario della stagione è ancora ricco di impegni.

Eden si spingerà oltre. Forte di aver trovato una nuova maturità calcistica: in campo e fuori. Il belga ora rilascia sempre più interviste e parla tranquillamente l'inglese. Un fattore da non sottovalutare per un vero top player. E soprattutto ha imparato ad unire l'utile al dilettevole:

 In passato ha avuto momenti dove era così sicuro di sé da dribblare ripetutamente un giocatore in mezzo al campo giusto per il gusto dello spettacolo.

Parola di Frank Lampard, non proprio uno a caso da quelle parti. Perché adesso Hazard gioca in modo più preciso, si proietta verso la porta avversaria e cerca di fare gol senza paura. La cartina di tornasole è rappresentata dal gol in febbraio contro l'Arsenal: serpentina 'Maradoniana', Gunners al bar e il belga in paradiso sotto i suoi tifosi. Dribbling e tiri, dappertutto. Primogenito di una famiglia con quattro figli. Di cui due, sicuramente, si sono sistemati: Eden e Thorgan, quest'ultimo oggi centrocampista al Borussia Mönchengladbach. Anche se iniziò come portiere, costretto a cercare di bloccare le botte del fratello che non gli risparmiava colpi da prodigio. E sarà proprio dopo un tiro più forte del solito di Eden che Thorgan cambierà idea, decidendo così di giocare anche lui in mezzo al campo.

Eden incanta al Chelsea dal 2012. Prima tanto Lille, in Francia, dove segna 50 gol totali. Fino al giorno del suo addio. "Arrivederci e grazie?", no, bella bevuta tutti assieme. I suoi compagni sapevano del suo imminente addio, così - prima dell'ultima partita di campionato contro il Nancy - gli organizzarono una festa. Roba veloce eh, poi a letto presto da veri atleti. E invece, tra una birra, un drink e uno shot, Eden e amici andarono avanti tutta notte. La leggenda - più volte raccontata dai giocatori del Lille - vuole che Hazard l'indomani segnò tre gol. Sì, una tripletta da ubriaco. Perché per un giocatore così, alla fine, è sempre tutto più facile.

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