Gamberini: "Noi calciatori, polli circondati da sciacalli"

Lo sputo in faccia, i milioni persi, e gli sciacalli: "Noi calciatori siamo dei polli", il messaggio di Gamberini. Quando il mondo del calcio prende spunto da Tyson.

Gamberini, Chievo Verona

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Un pugno in faccia. La vita, spesso, regala questo. Il confine di questa metafora è tutto tranne che labile. 'Perché il ring è il posto più bello del mondo'. Perché? Semplice, sai quello che ti capita. Al di fuori, però, quando si crolla a terra si rischia di scavare un buco infinito. E a quel punto rialzarsi, nel bene e nel male, diventa la cosa più importante. A raccontarlo è Mike Tyson all'interno delle pagine di True: una storia dura, compulsiva e delicata. Lotta, colpi, cadute e rivincite. Nel ring e nella vita. Ma non solo: anche il calcio, a volte, può insegnare esperienze simili. Parola di... Alessandro Gamberini, difensore del Chievo.

E nello specchio delle parole di Gamberini leggiamo il lato nascosto e oscuro del calcio. Perché tra calcio, pugilato e vita c'è una connessione più grande di quella che si riesce ad immaginare. Storie difficili, personaggi spigolosi, furti sportivi e non e tristezza infinità.

Certo, i soldi non mancano. Ma l'oro del pallone non per forza luccica. Anzi. A raccontarlo è proprio Gamberini: un professionista, uno che di situazioni ne ha vissute eccome. Ricco? Certamente la sua è una bella vita, ma questo non per forza deve fare rima con agi e felicità totale. Ce lo spiega il difensore del Chievo in una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport.

Da Tyson a... Gamberini: quando il guantone fa rima col pallone

Parole tanto malinconiche quanto vere. Dalle emozioni ai dolori. Il calcio è metafora di vita, vero?

Tra il 2010 e il 2011, mi hanno truffato due volte e ho perso quasi due milioni, riavendo indietro solo poca roba. Mi vergognavo anche di dirlo ai miei genitori per non dare loro un dispiacere. Quello che mi ha fregato tra l’altro era il mio migliore amico, andavamo in vacanza insieme, invece era un parassita e noi calciatori siamo i loro polli.

Tyson
Tyson, l'esempio paradossale di Gamberini

Perché il pallone da piccolo è una giostra poi, quando cresce, trascende dalla semplice sportività. Dà e toglie tutto. Soldi a palate, sì: poi però la difficoltà nel gestire gli investimenti da parte dei giocatori rischia di rovinare tutto:

Siamo una categoria che piace e può togliersi tanti sfizi. Problemi con le donne? È un argomento che affronto con fatica. Non mi sono mai sposato, ma ho avuto due figlie da due donne diverse e nel secondo caso il rapporto è difficile. Per fortuna adesso ho una compagna straordinaria, Claudia.

Ah, una domanda sorge spontanea: perché prendere spunto da Tyson?

 Leggendo, mi è sembrato quasi di instaurare un rapporto diretto con lui. Mettendosi così a nudo e raccontando episodi che non avrei mai immaginato, mi è parso di conoscerlo, di stargli accanto. Perché tutti sono bravi a giudicare, a puntare il dito, a fare i professori. Invece voglio provare a capire anche le persone eticamente discutibili.

Non mancano però gli esempi positivi, episodi quasi paradossali se si considera il personaggio in questione. Chi? Zlatan:

Una volta giocavo con una fasciatura al ginocchio perché avevo una piccola lesione al collaterale e un suo compagno mi fece una brutta entrata. Ibrahimovic arrivò e lo rimproverò, dicendogli di chiedermi subito scusa, e poi venne da me per sapere come stessi. Gesti poco carini? Sì, una volta un avversario mi ha sputato in faccia. Niente nomi, ma è anche un grandissimo calciatore, forse tra i più forti del campionato. Non me l’aspettavo. Ci sono rimasto così male che non ho detto niente, anche perché parlavamo lingue diverse.

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