Rangnick, l'uomo dietro al successo: "A Lipsia non giriamo in Ferrari"

Giovani, forti e umili. Rangnick, direttore sportivo del Lipsia, i giocatori li scegli così. Questo per non ripetere quanto fatto con l'Hoffenheim nel 2008-09...

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L’uomo dietro al successo. Un po’ perché spesso arriva ad un passo dal traguardo, ma poi lo taglia per secondo, un po’ perché quando effettivamente vince lascia spazio agli altri e si mette in seconda fila. Ralf Rangnick è così. Non tutti in Italia lo conoscono, eppure in Germania è uno dei personaggi più influenti del calcio.

I successi da allenatori sono stati tanti, pur non essendo riuscito a vincere molte coppe. Nel 2002 ha portato l’Hannover in Bundesliga, lo scorso campionato si è ripetuto con il Lipsia. Fra il 2006 e il 2008 ha portato l’Hoffenheim dalla terza alla prima serie. Poi i vari successi a metà: nel 2011 ha portato lo Schalke in semifinale di Champions League (miglior risultato nella storia del club). Nel 2008 è diventato campione d’inverno con l’Hoffenheim neo promosso. Con lo Schalke è arrivato secondo in campionato e coppa nel 2005, oltre a vincere alcuni trofei.

Per non essere troppo sotto pressione in estate ha lasciato il ruolo di allenatore per fare il direttore sportivo del Lipsia. Che abbia creato una buona squadra è evidente. La neopromossa è seconda in classifica ed ha un grande vantaggio sulle inseguitrici per la corsa alla Champions League. Ora però analizza alcuni errori commessi in passato. Ed è pronto a non ripeterli con la sua nuova creatura. Quel Lipsia che vuole competere per il titolo fin dalla prossima stagione.

Rangnick
Rangnick durante la festa promozione della scorsa stagione

Lipsia, Rangnick racconta le regole del club

Quando nel 2008 guidava l’Hoffenheim sorprese l’intera Bundesliga: al giro di boa era primo, 35 i punti conquistati in 17 partite. Poi qualcosa si ruppe, e nel girone di ritorno la squadra soffrì terribilmente, finendo il campionato al settimo posto, con appena 55 punti. Nel periodo di crisi del Lipsia qualcuno ha pensato che la cosa potesse ripetersi.

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Intervistato da Die Zeit però Rangnick ha spiegato le differenze:

A Lipsia, anche per l'esperienza fatta all’Hoffenheim, abbiamo fissato un tetto massimo per gli ingaggi. Non vogliamo che i nuovi acquisti guadagnino di più dei giocatori che ci sono già. All’Hoffenheim all'improvviso non eravamo più disposti a sacrificarci gli uni per gli altri. All’improvviso circolava la prima Ferrari che sia mai stata vista in città. Qui i giocatori possono venire al campo solo con l'auto messe a disposizione dal club. I nostri ragazzi sono molto umili.

Umili, ma comunque ambiziosi. Puntano infatti tutti alla Champions League. Per raggiungerla tutti insieme. Anche con l’aiuto dell’uomo che in Germania si nasconde sempre dietro al successo.

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