Eldense, club comprato per truccare le partite: 5 gli arrestati

Le lacrime dell'Eldense erano finte: dietro alla sconfitta col Barcellona B c'è il calcioscommesse. Arrestate già cinque persone tra tecnici e giocatori.

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Si è capito da subito: quelle lacrime puzzavano. Dietro ogni sconfitta c'è sempre una delusione, sì. Ma non solo. Per credere, domandare all'Eldense: squadra della Segunda Liga B, sconfitta lo scorso weekend per dodici reti a 0 dai giovani talenti del Barcellona B. Otto gol nel primo tempo, quattro nel secondo. Lacrime a fine partita. Una trama non di certo a lieto fine, per l'Eldense.

Cose che capitano nel calcio, soprattutto quando di fronte ci sono squadre di dimensioni superiori. Col passare delle ore, però, l'ombra dei sospetti ha cominciato ad alzarsi. Calo fisico e netta inferiorità? Col senno di poi viene da ridere. Di mezzo, purtroppo, c'è la piaga del calcioscommesse. L'Eldense, dopo la sconfitta, aveva diramato un comunicato nel quale si annunciava la sospensione di tutte le attività sportive: allenamenti compresi. E soprattutto il blocco dell'accordo con il gruppo di finanziatori italiani, con a capo Nobile Capuani.

Nel frattempo le indagini sono proseguite, confermando quanto di peggio si poteva pensare: oltre alla debacle contro il Barcellona, ci sono anche altre cinque partite nel mirino della giustizia sportiva: Villareal B-Eldense (4-0, del 18 febbraio scorso), Atletico Baleares-Eldense (5-0, del 5 marzo scorso), Cornella-Eldense (3-1, del 19 marzo scorso), e Eldense-Gava (0-1 il 26 marzo scorso).

Per l'Eldense sono guai: quante partite truccate

Tanti gol subiti, altrettanti arresti. Triste storia, quella dell'Eldense. In un calcio ancora troppo malato, specie nelle categorie inferiori. Sempre più colpite dalla piaga delle scommesse. In questo caso, secondo gli inquirenti, le 'combine' hanno avuto un giro di affari tra i 200mila e i 500mila euro. Da registrare, poi, è che i movimenti anomali sono stati evidenziati dopo l’approdo del gruppo italiano capitanato da Capuani alla guida della società.

L'indagine e gli arresti sono cominciati dopo le accuse del presidente Aguilar. Quest'ultimo racconta come diversi giocatori avrebbero pagato per conquistarsi un posto in prima squadra, fino a 700 euro per una partita. L'Eldense, nel frattempo, è retrocessa tra una sconfitta e l'altra. E i calciatori, senza nulla da perdere, hanno così deciso di darsi agli 'affari' dimenticando quindi i sani valori dello sport. Inoltre, il quotidiano El Confidencial si concentra su un altro dato di fatto: con l'investitore Capuani lavorerebbe anche Ercole Di Nicola, accostato a vicende di 'ndrangheta e già coinvolto in partite taroccate in Italia.

Capuani, però, attraverso una lettera scritta al Corriere della Sera, si ritiene "vessato e attaccato ingiustamente", assicurando anche di aver già provveduto a denunciare alle autorità i colpevoli del caso con "le inconfutabili prove in mio possesso". Dopo le indagini, in sostanza, ecco le prime conclusioni alla quali sono giunti gli organi di giustizia: molte cordate italiane hanno acquistato club minori al solo fine di arricchirsi attraverso le scommesse. Il tutto testimoniato dallo stesso David Aguilar, membro del cda dell'Eldense:

Durante la settimana i proprietari andavano dai giocatori e imponevano loro il risultato. Il primo tempo col Barça B, ad esempio, doveva finire 0-8: e così è stato.

Intanto il numero degli arresti aumenta. Tra questi, in manette sono finiti l'allenatore della squadra, Filippo Vito Di Pierro, e il direttore generale Nobile Capuani. Protagonisti anche due calciatori, Nico Chafer e Maiki Fernandez (il ragazzo biondo che appare in lacrime dopo la sconfitta). Un attore, più che un giocatore di calcio. Fino a Fran Ruiz Casares, il tecnico che aveva il compito di affiancare Di Pierro, senza patentino. Già, si era capito da subito: quelle lacrime puzzavano.

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