Athletic Bilbao, Aduritz è re del San Mames: dallo sci ai gol

La spiaggia, lo sci di fondo, le arrampicate sugli alberi e i gol: Aritz Aduritz più invecchia e più segna. Che doppietta contro l'Espanyol: la sua storia.

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Il calcio oggi corre velocissimo. La gente piccola comanda. I 'falsi nueve' fanno le fortune e scrivono le 'favole' delle proprie squadre. E quelli grossi, spesso, passano in secondo piano. Ma se il prototipo dell'attaccante moderno cambia, Aritz Aduriz resta sempre lo stesso. E poca importa se alcuni lo chiamano vecchio, in fondo il ragazzo ha solo 36 anni. Per capirci, quel giocatore col numero 20 sulle spalle continua a fare la cosa che più gli viene meglio: il gol.

Aduriz 'hace volar al Athletic'. Traduzione? Non serve, basta ammirare di nuovo la sua doppietta contro l'Espanyol. Roba in stile calcio alla vecchia maniera. Sportellate, tagli e stacchi in cielo. Poi i gol. Prima un dolce scavetto su rigore, poi una spaccata sul servizio dell'ispiratissimo Beñat. Tutto facile, alla faccia dell'età. Lui che nella 'vecchiaia' ha ritrovato una seconda giovinezza calcistica.

Dai primi gol sulla spiaggia di San Sebastian alla passione totale per lo sport. Surf, golf, paracadutismo e... sci. Sì, quello sulla neve. Caso atipico per uno spagnolo. Aritz, da piccolo, nei weekend scappava in montagna assieme ai genitori. Gite sugli impianti e settimane bianche, via così. E i tacchetti si trasformavano in scarponi. Aduriz era un fenomeno anche con lo sci di fondo: divenne addirittura Subcampeón di Spagna tra i suoi coetanei. Poi il pallone.

Dalla neve al San Mamés: che storia Aduriz

Aduritz, più invecchia e più segna
Aduritz, il tempo passa: lui resta

Con gli anni si migliora, vero. Non solo: si segna di più. E la memoria va subito all'anno scorso, dal 14 al 17 agosto 2015: in quella che fu la pazza settimana di Aduritz. Quattro gol nella doppia sfida contro il Barcellona in Supercopa. Tre all'andata e uno al ritorno, risultato? Athletic campeon. Un ritorno al successo dopo 31 anni, quando i biancorossi sconfissero sempre i blaugrana nella finale dello stesso torneo.

Per 141 volte Aduriz. Una storia tutta basca, la sua. Aritz: nome che in in spagnolo castigliano significa 'albero'. Il motivo? Quel 'vecchietto', da piccolo, si arrampicava sempre sulle piante. Come uno scaltro animaletto che salta da un ramo all'altro. Oggi, forte dei suoi 185 centimetri, quell'abilità si è trasformata in potenza per i colpi di testa. 

Giocare per anni nella seconda divisione B dei paesi baschi, dove la palla tocca raramente il suolo, mi ha aiutato a giocare meglio con la testa che con i piedi

E poi il sogno Liga, fino ad oggi. Esploso nel tramonto di una carriera che oggi sembra destinata a non finire mai. Trascinando l'Athletic di nuovo in Champions League nel 2014 grazie ad una doppietta contro il Napoli. Segnando gol in tutti i modi, ad ogni età: e in questa stagione siamo già a 12. Soprannominato 'El Zorro', ma protagonista di una metafora alla Benjamin Button. Dal rato e sabbia, sulla spiaggia La Concha: dove sfidava le onde dell'oceano pur di prendere a calci il pallone.

In lacrime quando fu ceduto dall'Athletic Bilbao nel 2008 per questioni economiche. Passando quindi per Maiorca e Valencia. Fino al 2012, il giorno del ritorno. Tra neve, sabbia e tantissimi gol: anche in un calcio in cui quelli grossi passano in secondo piano. Tranne Aritz Aduritz.

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