Siviglia, la lettera d'amore del figlio di Monchi al padre

Dopo l'ufficialità delle dimissioni di Monchi da direttore sportivo del Siviglia, suo figlio Alejandro gli ha voluto dedicare una lettera commovente intrisa d'amore.

Il direttore sportivo del Siviglia, Monchi

206 condivisioni 0 commenti

di

Share

L'addio del direttore sportivo del Siviglia, Monchi, sembra abbia scosso davvero tutti. La società ha provato a trattenerlo senza però fargli cambiare idea, la squadra ci ha tenuto ad essere presente alla sua ultima conferenza stampa, tenutasi pochi giorni fa. D'altronde non potevano mancare ringraziamenti e messaggi di affetto per l'uomo che dal 2000 ha cercato di rendere il club andaluso sempre più grande, lavorando con passione e dedizione.

Il Siviglia è stata la sua casa e lo sarà per sempre. Un amore del genere, nato nel passato e radicatosi col tempo, non sarà dimenticato. Ma a volte le strade si dividono e Monchi ha deciso di percorrerne una nuova per motivi strettamente personali. Ora del suo futuro se ne parla tanto, c'è chi lo vede già in Serie A sulla panchina della Roma, ma nulla è ancora sicuro.

Ciò che è sicuro, invece, è il sostegno che la famiglia non mancherà mai di riservargli. In una lettera carica di emozioni, il figlio di Monchi, Alejandro Rodriguez, ha voluto manifestare la lealtà verso i colori del Siviglia e il completo supporto al padre nella prossima nuova avventura. Ricordando i momenti vissuti accanto alla loro squadra del cuore, Ale si lascia andare in un commovente messaggio d'amore verso il padre Ramon.

Monchi, il direttore sportivo del Siviglia dal 2000
Monchi, una vita al Siviglia

Siviglia, la lettera di Alejandro: "Perdonami papà"

Sì, perdonami papà. So che ti domanderai perché. Soprattutto per qualcosa di così semplice e a volte irrazionale, che probabilmente non ha nemmeno senso, ma sento di dirtelo. Ho questa vena 'sevillista' che ho ereditato da te. Questo amore verso i colori che tu mi hai trasmesso sin da quando ero piccolo. Questa lealtà a uno stemma, quella che ho appreso da te e che oggi è diventata la mia filosofia di vita. Per questo non sapevo come reagire quando, la prima volta, mi hai confidato che eri esausto. La stanchezza ti ha vinto e non riesco a capirne il motivo.

Però, prima di essere il direttore sportivo della squadra che amo, sei mio padre. Ho ripensato mille volte ad ogni parola che ci hai detto quella sera a casa e finalmente ho trovato la risposta: devo essere un solido pilastro sul quale puoi appoggiarti quando le forze ti abbandonano. Insieme a mia sorella e a mamma. Tutti noi siamo stati, siamo e saremo vicino a te affinché in questo cammino che sta per iniziare, che già so sarà molto duro lontano dalla bandiera che sventola nel tuo cuore, tu possa trovare di nuovo la spinta e la forza sufficienti per andare avanti.

Un abbraccio dopo un gol

Non mi si leva dagli occhi l'immagine di te che mi cercavi tra gli spalti dopo una vittoria per festeggiare insieme, con tuo figlio, un successo dopo l'altro. Credo che non esistano parole sufficienti per descrivere quell'orgoglio e quella felicità che mi facevi vivere. Ma adesso so che non dovrò aspettare per darti quell'abbraccio dopo un gol del Siviglia. Sarai lì vicino a me. Come tu stesso hai detto, sui tuoi spalti, con i tuoi. E potrò cantare il coro "Estamos locos de la cabeza ("Siamo fuori di testa", ndr) sapendo che avrò accanto a me il più pazzo di tutti.

Fino ad allora, so che ci saranno momenti complicati. Come nel caso della nonna, che ha più di 80 anni e non riesce a capire il motivo della tua partenza. Però ricordati sempre che noi, quelli che amiamo Monchi come persona, senza smettere di ammirare il Monchi direttore sportivo, cammineremo insieme a te. Le mie spalle, e quelle di tutti noi, aspettano di sentire la tua mano perché, insieme, possiamo prendere lo slancio sufficiente per guardare avanti finché non arriverà il giorno in cui potremo pronunciare il nome del Siviglia senza lacrime negli occhi e questo dolore nel cuore.

La risposta di Monchi

Quando un figlio scrive parole di questo tipo, non si può far finta di nulla. Monchi non poteva non rispondere e su twitter ha lasciato un messaggio per il suo ragazzo:

Cosa vuoi che ti dica che già non sai? Questo veleno tuo e mio non ha cura. È la miglior cosa che ci possa accadere, non curiamoci mai. Grazie Ale.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.