Coulibaly, dal barcone al Milan: la prima volta non si scorda

Il centrocampista classe 1999 in forza al Pescara ha coronato un sogno: un anno e mezzo fa era arrivato in Europa da clandestino.

Mamadou Coulibaly, esordio da titolare in Pescara-Milan 1-1 Getty Images

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Chissà cosa sarà passato per la mente di Mamadou Coulibaly quando ieri mattina, nel corso della riunione tecnica pre-partita, il suo allenatore Zdenek Zeman gli ha comunicato che sarebbe partito nell’undici titolare nel Pescara anti-Milan. Lui, maglia numero 15 sulle spalle e gli occhi di chi ha visto molto più di tanti suoi coetanei 19enni, di sicuro non dimenticherà facilmente la data di domenica 2 aprile, quando ha affrontato quei colori rossoneri per i quali tifava sin da bambino tra i vicoli di Thies, terza città più grande del Senegal. È da lì che è partita la sua avventura.

La storia di questo ragazzone del 1999, diventato maggiorenne solo lo scorso 3 febbraio, è quella di tanti migranti che abbandonano le coste africane in cerca di un’opportunità in Europa. Coulibaly ha lasciato il suo Senegal nell’ottobre 2015: pochi soldi, due zaini e il viaggio verso l’Italia con i barconi della speranza nel suo destino. Ha raggiunto Grenoble, dove l’ha accolto una zia. Dalla Francia sud-orientale un treno lo ha poi portato in Italia: prima a Livorno, poi a Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo. Le tasche sono vuote, così inizia a dormire al freddo, sulle panchine a pochi metri dallo stadio “Patrizi”. La polizia locale lo ferma, lo identifica e lo accompagna e gli trova una sistemazione. La casa-famiglia di Montepagano.

Proprio lì, nella struttura che qualche anno prima aveva accolto El Khouma Babacar, centravanti classe 1993 oggi in forza alla Fiorentina, Mamadou si è fatto notare. Girolamo “Mino” Bizzarri, ex attaccante tra le altre di Cesena e Brescia, lo segnala al Pescara: Massimo Oddo, allenatore degli adriatici all’epoca, ne avalla il tesseramento. Centrocampista potente ma molto tecnico, devastante in progressione palla al piede: pezzi di bravura emersi ieri allo stadio “Adriatico” nell’1-1 contro il Milan, dove di fronte aveva un altro classe 1999 come Gianluigi Donnarumma. E tra i due, la copertina se l’è guadagnata Coulibaly. Che in Senegal è stato seguito davanti al piccolo schermo dai suoi parenti, che hanno fatto una colletta per poter vedere la partita Pescara-Milan in tv.

Coulibaly l'ex clandestino, oggi titolare in Serie A

Interno di centrocampo nel 4-3-3 di partenza degli abruzzesi, in un reparto completato da un totem del calcio africano come Sulley Muntari e da un leader della nazionale albanese come Ledian Memushaj, Coulibaly ha guadagnato buone valutazioni in pagella. Già smaliziato davanti a microfoni e telecamere, non ha nascosto le sue ambizioni:

È un sogno che si realizza perché ho fatto tanti sacrifici per venire qua. Sono stato felice di giocare, mi alleno sempre per essere titolare: ora il sogno è diventato realtà, ma io ho sempre creduto nelle mie potenzialità. So quanto valgo, ma devo fare ancora tantissima strada.

La sua storia è stata in grado di commuovere tutti: per cinque giorni a settimana Coulibaly vive nel convitto Casa d’Annunzio, gestito dalla società pescarese, mentre nel weekend vive il ritiro con i senior. Appena ha un minuto libero, però, torna a Roseto per salutare chi gli è stato accanto nei primi mesi in Italia.

Sono arrivato in Italia dopo tanti sacrifici: ringrazio la casa famiglia di Montepagano, mi hanno aiutato in tutto. Ho fatto dei provini con Roma, Sassuolo e Cesena, ma senza fortuna. Il Pescara ha creduto in me. E ora ho sfidato la squadra per la quale tifavo da bambino: pure mio padre tifa Milan. 

Oddo lo ha allevato, prima dell’esonero: Zeman lo ha lanciato nel calcio che conta, come l’allenatore boemo ha già fatto con tanti giovani stelle del calcio mondiale. Chiedere conferme a Lorenzo Insigne, Ciro Immobile e Marco Verratti, per restare nell’area di Pescara. 23 minuti a Bergamo contro l'Atalanta lo scorso 19 marzo, un'intera partita in campo ieri contro il Milan. Coulibaly ha risposto presente:

Mister Zeman mi ha detto di fare quello che so fare e stare tranquillo. Ha creduto in me e mi ha chiesto di stare tranquillo.

Dal barcone alla casa-famiglia, fino all'esordio in serie A, e alla prima da titolare contro il Milan: ora alla sua giostra di emozioni, Coulibaly sogna di aggiungerne un'altra.

Voglio giocare con la Nazionale del Senegal, è un mio grande desiderio.

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