MMA, il regolamento - II parte: falli, classi di peso, sostanze vietate

Secondo appuntamento con l'analisi del mondo regolamentare - e non solo - delle arti marziali miste.

UFC 200: Brock Lesnar pokes Mark Hunt eyes in MMA fight

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Il mondo delle MMA è una realtà parecchio complessa, a dispetto del pensiero di molti. Sono davvero parecchi infatti i requisiti da soddisfare per far sì che una manifestazione professionistica si svolga nel pieno rispetto delle norme vigenti. Se nel primo appuntamento ci siamo soffermati sull'analisi dei criteri di giudizio, oltre che sul corretto abbigliamento che un fighter deve necessariamente indossare, in questo episodio ci toccherà darvi una corretta illustrazione di quelle che sono le classi di peso vigenti in UFC - e non solo -, i falli, i requisiti medici e le sostanze proibite causanti squalifica.

Riguardo quest'ultimo punto, è giusto e doveroso fare una premessa: da quando UFC ha deciso di affidare la completa gestione delle vicende antidoping al ferreo programma studiato da USADA, si è assistito ad una decimazione di atleti che si sono in realtà scoperti "dopati" a causa dell'assunzione di alcune sostanze ritenute non idonee dall'organo di controllo. La stessa USADA, assodata la positività ai test del fighter in questione, provvede a commutare una squalifica che - tranne casi eccezionali in cui viene riscontrato qualche errore o irregolarità, vedi vicenda Yoel Romero - solitamente ha una durata minima di un anno, estendibile in casistiche specifiche quali, ad esempio, la recidività. La lista specifica delle sostanze ritenute dopanti dal programma sposato da UFC è in continuo aggiornamento, e comprende davvero un infinità tra metaboliti e annessi che possono portare alla squalifica di un atleta professionista. È possibile consultare l'elenco delle banned substances cliccando qui: sono presenti tutte quelle sostanze la cui assunzione non è contemplata all'interno del programma.

Riguardo al capitolo legato ai requisiti medici necessari per ottenere la licenza da combattente professionista, è giusto sottolineare come essi varino più o meno lievemente da commissione a commissione. Per fornirvi un esempio più limpido e chiaro possibile, noi vi offriremo il quadro delle specifiche richieste dalla Commissione Atletica del Nevada, stato questo in cui si svolgono la stragrande maggioranza degli eventi UFC - specie quelli numerati -, visto l'enorme afflusso di pubblico registrato ogni qual volta una manifestazione di MMA di quel livello viene organizzata. Discorso diverso invece riguarderà la gestione dei falli, per i quali il giudizio nelle regole unificate è applicato nella totalità degli stati americani, che ne prendono atto. Come detto, il viaggio nei meandri del regolamento delle MMA sarà parecchio complesso, ma aiuterà a capire come e cosa ha portato questo meraviglioso sport a diventare quello che è adesso.

Le classi di peso nelle MMA

Così come negli altri sport da combattimento, anche nelle MMA le divisioni dei vari fighter sono regolamentate per classi di peso. Sia chiaro, tali divisioni sono parecchio inferiori a quelle di altre discipline da ring, come ad esempio la boxe, ma offrono comunque un discreto margine per consentire ad ogni atleta di scegliere la propria classe secondo quelle che sono le proprie attitudini fisiche, da far conciliare ad un peso fuori preparazione e ad una statura che non crei però uno sproposito effettivo tra il fighter in questione e i possibili avversari - che ovviamente gioverebbero nell'affrontare un combattente dall'allungo inadeguato per la categoria, ad esempio -. Di seguito, l'elenco delle classi di peso attualmente presenti nelle arti marziali miste, con relative limitazioni in libbre.

All times UFC champions
La timeline ventennale dei campioni UFC, divisi per classe di peso.
  • Strawweight, pesi paglia: fino alle 115 libbre.
  • Flyweight, pesi mosca:  dalle 115 alle 125 libbre.
  • Bantamweight, pesi gallo: dalle 125 alle 135 libbre.
  • Featherweight, pesi piuma: dalle 135 alle 145 libbre.
  • Lightweight, pesi leggeri: dalle 145 alle 155 libbre.
  • Welterweight, pesi welter: dalle 155 alle 170 libbre.
  • Middleweight, pesi medi: dalle 170 alle 185 libbre.
  • Light Heavyweight, pesi massimi-leggeri: dalle 185 alle 205 libbre.
  • Heavyweight, pesi massimi: dalle 205 alle 265 libbre.

Altre categorie non contemplate in UFC sono quelle dei Super Heavyweight (supermassimi) maschili, che vanno dalle 265 libbre in su, assieme ad esempio a divisioni femminili quali gli atomweight (pesi atomo), che racchiude tutte le combattenti che vanno dalle 105 libbre in giù.

Un incontro di MMA, categoria supermassimi
Il verdetto di un incontro di MMA, categoria supermassimi.

I requisiti medici

Come detto, alcuni dettami relativi ai requisiti medici attraverso i quali verrà concessa la licenza da fighter possono cambiare da Stato a Stato. Per le ragioni spiegate poco sopra, noi andremo ad analizzare quelli richiesti dalla Commissione Atletica del Nevada - che potrete trovare qui, scorrendo fino alla pagina 19 -.

  • Test ematici: uno scrupoloso iter di esami a cui dovrà essere sottoposto l'atleta, il cui sangue non dovrà essere ovviamente contaminato da virus quali l'HIV, l'Epatite B e l'Epatite C. I suddetti esami dovranno essere presentati in una tempistica ben precisa, specie per quanto riguarda i test dell'HIV, i cui risultati dovranno essere resi noti entro 30 giorni dalla richiesta della licenza.
  • Test fisici: altro non sono che i controlli che attestino la compatibilità dell'atleta con lo sport professionistico in questione.
  • Test oculistici: gli adeguati esami attestanti le facoltà oculistiche del fighter richiedente licenza dovranno essere consegnate entro e non oltre le ventiquattro ore antecedenti al match, e i seguenti risultati - qualora l'esito fosse positivo - avranno validità di un anno.
  • Varie ed eventuali: per i combattenti che hanno già raggiunto o raggiungeranno i 36 anni entro i dodici mesi in cui è stata richiesta la licenza, è necessario aggiungere agli esami già elencati un controllo fisico approfondito, una radiografia del torace, un elettrocardiogramma, un'analisi delle urine, un esame del sangue CBC e infine un quadro completo che attesti il corretto funzionamento del fegato, assieme ai valori di creatina ed elettroliti contenuti nel sangue.

I falli nelle MMA

Qui entriamo in un tema che va oltre le competenze delle varie commissioni atletiche. I falli nelle MMA sono infatti gli stessi per tutte le promotion che condividono il regolamento unificato. Sono ben 27 le azioni che sono punite con sanzione da parte dell'arbitro. Potrete trovare il documento originale qui. La detrazione di eventuali punti nell'assegnazione di un determinato round è di preciso appannaggio dello stesso arbitro, che può decidere a sua discrezione di assegnare una penalità o addirittura di squalificare un contendente, specie nei casi in cui un fallo viene ripetutamente commesso nonostante il richiamo verbale. Di seguito, la lista completa delle azioni considerate fallo nelle MMA.

  • Testate.
  • Dita negli occhi (eye poke).
  • Morsi e sputi.
  • Fish hooking, ovvero una qualsiasi sorta di pratica che comporti l'afferrare con le dita guance, naso o orecchie dell'avversario.
Caraway vs Perez foul
Il fish hooking di Bryan Caraway ai danni di Erick Perez.
  • Tirare i capelli.
  • Spiking, ovvero "l'impalare" l'avversario con una piledriver. Avete presente la nota signature move di Undertaker, veterano WWE? Ecco, tale proiezione è assolutamente vietata nelle MMA, come è vietato schiantare direttamente testa e collo dell'avversario in posizioni che ricordino tale movenza.
Undertaker launching his piledriver
La piledriver di Undertaker. Tale proiezione è vietatissima nelle MMA.
  • Colpire direttamente la colonna vertebrale - coccige incluso - o la parte posteriore della testa.
  • Colpire o afferrare la trachea.
  • Tenere le dita protese verso l'avversario. Portare la mano aperta con le dita rivolte orizzontalmente verso l'altro contendente è causa di richiamo da parte dell'arbitro.
The dirty guard of Jon Jones
Jon Jones protrae le dita in orizzontale verso gli occhi del proprio avversario. Tale comportamento è sanzionabile dall'arbitro.
  • Gomitate da ore 12 a ore 6: è vietato colpire l'avversario con dei colpi di gomito discendenti verticali.
  • Colpi bassi: afferrare, pizzicare, torcere o colpire qualsivoglia parte della zona inguinale dell'avversario.
  • Soccer kick e ginocchiate indirizzate alla testa di un avversario al tappeto. Questa pratica è ancora parecchio diffusa nelle promotion asiatiche - e non solo -. Tuttavia, nel regolamento unificato è assolutamente vietato colpire un avversario al terreno con calci o ginocchiate alla testa.
  • Stomping kick. Altro fallo gravissimo - non ritenuto tale secondo il regolamento asiatico, che al contrario viola le gomitate - viene sanzionato in caso di calpestamento della testa dell'avversario. Tale pratica è vietatissima, oltre che parecchio pericolosa.
  • Afferrare i guantini o i pantaloncini dell'avversario.
Silva vs Sonnen fallo
Anderson Silva afferra gli shorts di Chael Sonnen, commettendo un fallo.
  • Afferrare la recinzione della gabbia o tenersi ad essa. Questo è un fallo notoriamente diffuso, che porta a svariati richiami da parte dell'arbitro in numerosissimi match. Non è raro vedere fighter aggrapparsi alla gabbia, specie per bloccare meglio un clinch passivo o un controllo a parete.
  • Manipolare le piccole articolazioni. Non sono permesse prese a dita di mani e piedi.
  • Gettare intenzionalmente l'avversario fuori dalla gabbia o dal ring.
  • Pizzicotti di ogni tipo.
  • Penetrare un orifizio dell'avversario, o qualsivoglia tipo di taglio o ferita presente.
  • Evitare il confronto fuggendo, lasciando intenzionalmente cadere più volte il paradenti oppure fingendo un infortunio.
  • Offendere volgarmente l'avversario. Il trash talking dentro la gabbia è teoricamente considerato fallo, nonostante parecchi atleti non perdano occasione per insultarsi anche all'interno dell'ottagono.
  • Non seguire le istruzioni dell'arbitro.
  • Abbracciare una condotta gravemente antisportiva.
  • Attaccare l'avversario dopo il suono della campana.
  • Attaccare l'avversario durante il break.
  • Attaccare un avversario mentre le sue condizioni vengono controllate dall'arbitro.
  • L'interferenza attiva dell'angolo o dei coach di uno dei fighter impegnati in un match costituisce anch'essa fallo.

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