Eurolega - Olimpia Milano, ritorno al successo nel segno del "Cincia"

Tra difficoltà e una tendenza ad essere decisivo nei momenti caldi, Cinciarini ha guidato l'EA7 all' inatteso successo nel finale a Kaunas. E non è la prima volta...

Andrea Cinciarini

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Eppur (la classifica) si muove. Nonostante un'Eurolega abbondantemente già andata, ormai verso la conclusione della regular season prevista per settimana prossima, l'Olimpia Milano ha saputo regalare un piccolo colpo di scena in un contesto in cui quasi mai era riuscita ad imporsi: vincere in trasferta, con il solo precedente felice alla seconda giornata in casa del Darussafaka 163 giorni prima, e riuscirci sul campo di una delle squadre più in forma della competizione, reduce da 7 successi nelle ultime 10 partite. E non è un caso che a firmare l'84-88 finale sullo Zalgiris Kaunas, contro la difficoltà nell'avere soli 8 uomini in rotazione, sia stato proprio chi dell'Olimpia veste i panni del capitano, non senza discussioni post avvicendamento con Gentile: Andrea Cinciarini, spalleggiato al meglio da buona parte del gruppo, è risultato il protagonista principale di una vittoria inutile ai fini della classifica, ma non dal punto di vista del significato e del morale. In cui il Cincia, vestendo il ruolo di leader e anche tra qualche difficoltà di troppo al tiro, è riuscito a risultare semplicemente decisivo, confermando una crescita importante a livello mentale dal suo arrivo in maglia EA7.

Gli inizi all'Olimpia Milano, tra mille difficoltà

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Buyout di poco più di 100mila euro pagato dalla dirigenza milanese e via ad una grande avventura europea in carriera: dopo la finale scudetto persa contro Sassari, con la maglia di una Reggio Emilia guidata (da MVP) sino al trionfo in Eurochallenge, Cinciarini ha deciso di trasferirsi a Milano per tentare quello step in più a livello di palmarès, compiuto al meglio già alla prima stagione in maglia Olimpia. Eppure, le difficoltà non sono mancate: questione di un'inevitabile, diversa pressione attorno al mondo Olimpia Miano, ben più pesante rispetto a quella vissuta nel progetto reggiano, in cui l'obbligatorietà di vincere da favoriti spicca sopra ogni cosa. Catapultato da play titolare in una dimensione-Eurolega vissuta, solo marginalmente e 4 anni prima, con la maglia di Cantù, Cincia è stato costretto anche a dover fare i conti con un pizzico di sfortuna che ne ha perseguitato a lungo la prima stagione milanese: dalla frattura al naso (causata involontariamente dal fratello Daniele) ai problemi muscolari che lo hanno portato, per qualche settimana di troppo, a scendere sul parquet limitato da una maschera o a seguire i propri compagni solamente dalla panchina, tra riabilitazione e lavoro in piscina pre playoff.

La prima piccola, grande svolta

Servivano l'aria di Final 8 di Coppa Italia, trofeo che in bacheca milanese mancava dal lontano 1996, a mostrare il miglior Cinciarini visto nella prima annata in maglia EA7: rientrato in tempo utile per la competizione, vinta con grande autorevolezza superando agevolmente Venezia, Cremona ed Avellino, l'ex Reggio ha mostrato una fiducia nell'approcciare le gare decisamente diversa rispetto alle precedenti uscite, andando in doppia cifra tra semifinale (13 punti) e finale (10) e siglando canestri importanti, abbinati ad una buonissima gestione dei possessi. Piccola, grande svolta capace di regalargli tanta solidità in più anche nei momenti chiave, ritrovando leadership ed anche una concretezza realizzativa che, per caratteristiche e tipologia di play ordinato, non è forse mai stata il suo forte. Grazie anche, come ammesso poco più di un anno fa, a Mario Fioretti, assistant coach Olimpia:

Ringrazio Mario Fioretti, perché è con lui che passo la maggior parte del tempo per migliorare il tiro. Quei canestri sono merito suo e della mia perseveranza nel lavoro: ci credo tantissimo, volevo con tutto me stesso la Coppa. In questa Final Eight ho riacquisito la fiducia che avevo a Reggio Emilia, continuerò a lavorare: è importante avere il tiro perché l’avversario deve fare una scelta.

L'arrivo a gennaio di Kalnietis, in più, ha finito per regalare all'Olimpia un giocatore differente per caratteristiche e qualità in cabina di regia: motivo per cui Cincia, impiegato dalla panchina, si è rivelato arma utile in più partite, alternando possessi più ragionati alla grande capacità del play lituano di giocare in transizione, spingendo al massimo e finendo spesso al ferro con notevole atletismo. Combo di piccoli che, unita agli importantissimi innesti di Sanders e Batista, ha trascinato Milano al successo anche in campionato, proprio contro la Reggio Emilia di cui Cinciarini ha vestito la maglia per tre stagioni.

Il cuore oltre ogni ostacolo

Cinciarini
Cinciarini e l'ormai celebre esultanza post tripla contro Reggio Emilia in Coppa Italia

Una volta in doppia cifra (14 punti contro Brescia) nelle prime 19 giornate, in sole tre occasioni sopra quota 10 a livello di valutazione e, in un certo qual modo, un ruolino di marcia piuttosto simile alla prima stagione in maglia Olimpia: anche nella seconda annata biancorossa, Cinciarini sembrava aver ritrovato qualche difficoltà di troppo nel proprio cammino. Eppure, con l'avvicinarsi delle Final 8 di Coppa Italia versione 2017, la tre giorni di Rimini ne ha incoronato ancora quel cuore e quel coraggio che, oltre ad ogni, possibile ostacolo tecnico, è riuscito a prevalere su tutto: la tripla del +3, sul pari a quota 81 contro Reggio Emilia, a spezzare il match, seguita dall'ormai famigerata e discussa esultanza delle "big balls" e da un assist decisivo per Macvan, con il canestro del serbo a chiudere la gara. Poi, in finale contro Sassari, tanti minuti di qualità ed ottima gestione sul parquet, togliendo spesso ad Hickman la responsabilità di portar palla e lasciando spazio alla sua abilità balistica (25 punti allora): una soluzione che si è ripetuta anche nelle gare successive, in cui (soprattutto in Eurolega) Cincia ha saputo anche aggiungere peso in fase realizzativa, andando in doppia cifra in 5 delle 7 partite giocate post successo in Coppa Italia. L'ultima, nonchè la migliore in carriera, proprio ieri a Kaunas: 17 punti da career high in Europa, 6 triple fallite e la più importante...realizzata. Ancora una volta, proprio negli ultimi istanti di gara: bomba del + 4 (77-81) e doppio errore dalla lunetta cancellato dal 3/4 successivo utile a chiudere la partita, insieme al contributo di Abass. Per chi è abituato a buttare cuore e coraggio oltre ogni ostacolo, mentale (tra i tanti tiri sbagliati) e tecnico: tra tante difficoltà iniziali e capacità di rendersi decisivo nei momenti più importanti, Andrea Cinciarini sa essere anche questo.

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