NBA, James Johnson: la perdita di peso e il capolavoro dei Miami Heat

La cultura Heat si sta manifestando nell'incredibile stagione della squadra fatta di sacrificio e voglia di lottare su ogni pallone, con un leader: James Johnson.

Johnson è il segreto ben custodito di Miami

111 condivisioni 0 commenti

di

Share

I Miami Heat sono spesso ricondotti ad Alonzo Mourning, il campione che più di tutti ha impersonificato una cultura Heat ormai radicata dagli inizi degli anni novanta. Le battaglie di una vera rivalità NBA con i Knicks, la forza di volontà attraverso i problemi e i racconti del condizionamento fisico sono alcune delle perle che trovate nel suo libro Resilience. Un capitolo molto interessante arriva quando spiega nel dettaglio le clausole che la franchigia poneva sui contratti riguardanti un tasso massimo di grasso corporeo. Sforare voleva dire incorrere in salate multe, oltre che notevoli sessioni di vomito agli allenamenti di Pat Riley. Zo non ha mai avuto problemi ed è sempre stato nei termini, ma è stato battuto da Udonis Haslem che negli ultimi anni è stato costantemente sotto quel livello facendo impallidire anche LeBron James.

Questa usanza non si è placata in Florida e nonostante un roster che non annovera vere stelle, un avvio di stagione letteralmente drammatico per l’hangover della dipartita di Wade, assieme alla sfortunatissima vicenda Bosh, i Miami Heat hanno voltato pagina con un 21-5 di record che li ha portati all’ottavo posto a Est. Possiamo trovare diverse chiavi di lettura su questo successo e sicuramente una di queste è Erik Spoelstra.

La sua incredibile qualità di coach è un manifesto di come abbia tutte le carte in regola per essere Coach Of The Year o perlomeno che questa sua creatura possa essere considerata il suo vero capolavoro di carriera. Invece torna d’attualità il peso corporeo, la massa grassa e un nome che viene ritenuto la chiave di tanti dei successi di Miami: James Johnson.

Johnson versione Media day
NBA, Johnson versione Media day

L’iPad prima e dopo la cura

Johnson arriva in estate ai Miami Heat e firma un contratto a quattro milioni di dollari. Prima dei test medici Bill e Eric Foran (strength and conditioning coaches degli Heat) gli chiedono di togliersi la maglietta per fargli una foto a torso nudo. Johnson, che pur ne ha viste tante nella sua vita, li guarda sbigottito chiedendo lumi. Il duo allora gli mostra innanzitutto la sua foto nominadola “pre” sul device per poi far scorrere un’infinita quantità di atleti che sono stati immortalati prima e dopo la "cura" fisica.

Non volevo crederci. C’è una galleria interminabile di giocatori NBA che dopo una stagione o anche solo qualche mese con gli Heat hanno scolpito il loro fisico. Campioni di alto calibro e comprimari. Persino Joe Johnson che ha giocato solo qualche mese ha cambiato radicalmente faccia al proprio corpo.

Questo era solo il primo passo della strada che avrebbe intrapreso anche James, quasi senza rendersene conto e cambiando addirittura il suo modo di vivere.

Il Johnson che alza Whiteside senza sforzo

No more party

Ad agosto il suo peso era di 124 kg con un 16.5% di massa grassa e serviva un cambio di vita. Così è iniziato il trattamento dei Foran, cominciato dal sollevare pesi ogni singolo giorno e arrivando a rifiutare cordialmente ogni invito fuori a cena per mangiare esclusivamente con pasti fatti in casa. I primi risultati si sono subito visti e dopo una partita recente contro i Sixers è arrivato il momento della foto “a metà percorso” con un risultato è stato incredibile: 107 chilogrammi di peso e 6.5% di massa grassa corporea lo hanno reso veloce, guizzante e al top della forma. Non è mai stato un giocatore che si è risparmiato sul campo, ma se anche un effort player come lui confessa che ora può dare il 150% di se stesso, significa che il fisico risponde e gestisce quantità di sforzi maggiori.

Quando ho visto le due foto a confronto ho chiamato la mia compagna e le ho chiesto scusa perché non si meritava un compagno con un fisico come quello. Ora mi sento bene e aver perso quel peso di troppo mi permette di passare in spazi più angusti, essere più rapido e stancarmi meno. Ormai per me non è più un sacrificio controllarmi nel cibo o non uscire la sera perché questa è la Heat culture e se vuoi essere pronto la mattina dopo ad allenarti, tutto devono fare così. E lo fanno per davvero.

Sono parole forti, di un professionista non sempre dentro lo spartito della normalità, ma che è stato convinto nell’intimo a sposare un progetto tecnico e umano. I risultati sul campo stanno premiando lui e i Miami Heat che hanno sopreso tutti in questa stagione, basando tutto sul metodo, la perseveranza e la voglia di non mollare mai. E come dice Johnson:

Quando fai questo processo non conta più quanto ti permetta di giocare bene, ma quanto lontano puoi arrivare contro te stesso.

Buona dieta e dominio a tutti.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.