Premier League: Leicester-Liverpool 3-1 nel King Power tutto per Ranieri

Le Volpi, trasformate dopo l'esonero di Ranieri, hanno annichilito la squadra di Klopp in una coreografia da brividi per omaggiare il tecnico italiano, osannato dai tifosi.

3k condivisioni 0 commenti

di

Share

A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Lo diceva Giulio Andreotti, sotto copyright del cardinale Mazzarino. E vedendo il Leicester che ieri sera ha sotterrato il Liverpool come se fosse normale, come se il numeratore dell'anno segnasse ancora 2016, non si poteva non fare peccato.

Jamie Vardy già rinato?

Jamie Vardy sembrava quello dei tempi belli, due gol, al 28' e al 59' - inframmezzati dalla strepitosa rete su tiro al volo di un Danny Drinkwater ritrovato al 38' - tanti tentativi, grande grinta e corsa infinita. Il bomber operaio, se è quello di ieri sera, ha dimostrato di non essere il giocatore di una sola stagione, di non essere un attaccante finito. Semplicemente è la dimostrazione lampante, lui e tutto il Leicester visto ieri sera, che qualcosa nei delicati meccanismi della squadra non funzionava più.

Ranieri e la squadra, un meccanismo inceppato

Craig Shakespeare non è un mago: ha cambiato poco, Okazaki era l'unica novità, semplicemente si è affidato alla vecchia guardia che, ormai era chiaro, con Claudio Ranieri aveva rotto. Tifosi, media e colleghi erano tutti con Claudio, ma la prestazione di ieri ha certificato in maniera brutale e crudele la triste verità: l'esonero di Ranieri era il sacrificio estremo e necessario, o lui o la squadra.

Così, neanche fosse un personaggio di un dramma del Bardo, omonimo del suo successore, Ranieri ha fatto da garante, come Antonio verso Shylock nel Mercante di Venezia:

Il mondo è un palcoscenico dove ognuno deve recitare la sua parte.

Ranieri, l'affetto dei tifosi

Una parte che i tifosi non gli avrebbero mai voluto assegnare e lo hanno dimostrato in maniera commovente e struggente per tutta la partita. Nei dintorni dello stadio, prima del match, si è visto addirittura aggirarsi un carro funebre con la scritta R.I.P. Football - il suo licenziamento come la morte del calcio -, mentre all'interno si sono levati cori che per tutta la partita hanno inneggiato a Claudio, fra migliaia di tifosi che indossavano maschere col suo volto - noi siamo lui, lui è noi - e reggevano striscioni di gratitudine, memori forse dell'insegnamento di Shakespeare, quello vero:

Quanto è più crudele del morso di un serpente l’ingratitudine di un figlio (Re Lear)

Il "carro funebre" transita davanti al King Power

Inno a Claudio sulle note di Volare

Ma l'apoteosi dei peana per Ranieri è arrivata al minuto 65 - come i suoi anni - quando, col Leicester avanti 3-0, sembrava che il King Power potesse venire giù da un momento all'altro con i tifosi che tenevano accesi i telefonini e scandivano il nome di Claudio sulle note di Volare. Roba da brividi, emozioni forti, un messaggio chiaro che deve essere risuonato anche nelle orecchie dei giocatori sul prato che, evidentemente scossi, hanno incassato nel breve volgere di un attimo il gol della bandiera degli avversari.

Ranieri, la storia non si cancella

Un anno e mezzo fa Ranieri era arrivato a Leicester in punta di piedi e ora in punta di piedi se ne va. In mezzo però ha fatto la storia e quella, come gli ha affettuosamente ricordato Mourinho, non si cancella.

Le gioie violente hanno violenta fine (Romeo e Giulietta)

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.