Palermo, Zamparini lascia: ecco la top 11 della sua gestione

Da Barzagli a Cavani, passando per gli argentini Dybala e Pastore. In 15 anni di presidenza, Maurizio Zamparini ha costruito una squadra da scudetto con campioni veri.

Il trio composto da Dybala, Pastore e Cavani

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Lascia Palermo, Maurizio Zamparini. Il presidente venuto dal nord, ma con il cuore siciliano. A distanza di 15 anni cala il sipario sulla sua gestione con un comunicato in cui comunica di aver rassegnato le dimissioni:

Entro quindici giorni verrà nominato il nuovo Presidente, membro e rappresentante di un fondo anglo-americano che si è contrattualmente impegnato ad investire nei progetti del Gruppo Zamparini con priorità iniziale negli investimenti del Palermo Calcio. Obiettivo degli investitori sarà riportare il club nella posizione che la città merita, quella europea, con un programma di 3-5 anni.

Poche righe per dire addio a quella che è stata la sua città: tra talenti immensi e allenatori fatti fuori (anche più di una volta). Ecco perché abbiamo deciso di stilare la top 11 della sua presidenza, una squadra che avrebbe potuto tranquillamente combattere per lo scudetto.

Sirigu

Il Palermo ha sempre creduto in lui, cresciuto nel settore giovanile siciliano. E dopo un paio di esperienze in prestito, Salvatore è tornato per difendere i pali rosanero. Diventa titolare a 22 anni e in un paio di stagioni dimostra di essere uno dei portieri italiani più forti in circolazione. Prima di volare a Parigi, conquista i gradi di vice-Buffon. Ancora oggi è nel giro della Nazionale.

Darmian-Zaccardo-Barzagli-Grosso

Una bella infornata di Campioni del Mondo: dalla coppia Zaccardo-Barzagli, che ha condiviso anche l'esperienza a Wolfsburg (vincendo la Bundesliga), all'uomo della storia: Fabio Grosso. Che dopo quel 9 luglio si trasferì all'Inter. E sulla fascia destra abbiamo piazzato Matteo Darmian, non ce ne voglia Cassani: nonostante le poche presenze in rosanero (appena 11), il terzino del Manchester United è la cartina tornasole della bravura del Palermo nello scovare talenti.

Vazquez-Corini-Pastore

Dire che sia un centrocampo votato all'attacco è riduttivo. Il problema - se così lo si vuole chiamare - è che il Palermo di Zamparini è sempre stata una squadra con l'obiettivo di offendere. Segnare è la priorità. E dai piedi di gente come Vazquez e Pastore di gol ne sono arrivati. Mancino il primo, destro il secondo. Entrambi nati in Argentina, entrambi magici. Perché Corini? Per quello che ha rappresentato. Arrivato in Sicilia quando il Palermo era in Serie B, ha ottenuto la storica promozione della squadra. Da capitano ha anche condotto il club rosanero alla sua prima esperienza europea (stagione 2004/2005). E dopo il suo addio da calciatore - con tanto di manifestazione dei tifosi - è tornato nei panni di allenatore.

Dybala-Toni-Cavani

Argomento delicato, procediamo in ordine temporale. Il primo a vestire la maglia del Palermo è stato Luca Toni. O meglio, il primo club a credere veramente in Toni è stato il Palermo. Due stagioni molto intense e ricche di successi: inizia tutto nel 2004, con i 30 gol in 45 presenze in Serie B e annessa promozione. L'anno seguente le reti sono 20 in 35 apparizioni: la squadra chiude il campionato al sesto posto e Luca - grazie anche alla sua esultanza - diventa l'attaccante della Nazionale. Passiamo a Cavani: arrivato dal Danubio, ci ha messo un po' ad ambientarsi in Serie A, ma Zamparini ha sempre creduto nelle sue potenzialità. La carriera e i gol parlano per lui: prima Napoli, poi il PSG. Un fenomeno. E poi c'è l'ultima Joya. L'ultimo gioiello di una corona degna della Regina Elisabetta. Alla Juventus hanno capito subito chi sarebbe diventato Paulo Dybala.

La panchina

Ora non resta che scegliere l'allenatore. C'è l'imbarazzo della scelta: 28 tecnici si sono seduti sulla panchina rosanero, 36 i cambi complessivi. Ma vista la carriera, Zamparini potrebbe (ri)affidare la guida della squadra a Stefano Pioli: esonerato ancor prima di iniziare la stagione e, per stessa ammissione del presidente, il più grande rimpianto della sua gestione. L'attuale tecnico dell'Inter avrebbe a disposizione degli ottimi rincalzi: Sorrentino, Balzaretti, Cassani, Biava, Kjaer, Liverani, Simplicio, Bresciano, Barone, Brienza, Miccoli, Amauri, Belotti. Davvero niente male.

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