Cos'è il fuorigioco? La storia della regola e le sue modifiche

Ripassiamo uno dei pilastri del "Regolamento del Giuoco del Calcio": il fuorigioco. Dall'introduzione della regola nel 1863 alle ultime modifiche del 2013.

Un guardalinee segnala fuorigioco

1 condivisione 0 commenti 5 stelle

Share

Una di quelle domande esistenziali che prima o dopo ha ossessionato qualsiasi calciofilo in erba si rispetti. Un interrogativo in cui si sarà imbattuto anche chi col pallone ha poco a che fare. Non stiamo parlando di massimi sistemi, vita nell'aldilà o di modi veloci e pratici per guadagnare soldi. E allora di che quesito si tratta? Semplice: che cos'è il fuorigioco? Ci sono ottime probabilità che almeno una volta nella vostra vita abbiate posto e o vi siate sentiti porre questa domanda. Dopo aver capito, sarà toccato a voi mettervi comodi per tentare di tramandare il sapere al prossimo. Magari con l'aiuto di carta e penna, una squadra, una lavagna, manichini e chi più ne ha più ne metta. Difficilmente la prima spiegazione avrà fatto centro, più realistico pensare che sia servita qualche ripetizione. Poi d'improvviso l'illuminazione: avete capito il fuorigioco, una delle regole fondamentali nel gioco del calcio. Ma che ne dite di un ripasso? Nel caso abbiate annuito, siete nel posto giusto.

Cos'è il fuorigioco? 

Partiamo dalla teoria: cos'è il fuorigioco? Apriamo il manuale del “Regolamento del Giuoco del Calcio”, scorriamo l'indice e al numero 11 troviamo la voce che fa al caso nostro: “Fuorigioco”. Ricordiamo che inizialmente (più avanti approfondimento storico) la regola del fuorigioco era chiara e lineare: un giocatore era in fuorigioco se si trovava nella metà campo avversaria oltre la linea del pallone (ovvero la linea immaginaria che passa per il pallone ed è parallela alla linea di porta) e aveva tra se e la linea di porta avversaria meno di due giocatori. Oggi è diverso: trovarsi in fuorigioco non rappresenta di per sé un'irregolarità. 

Dal “Regolamento del Giuoco del Calcio”: il fuorigioco

Premettendo che non bisogna prendere in considerazione le mani e le braccia (anche dei portieri), un giocatore è considerato in fuorigioco:

  • se una parte qualsiasi dei piedi, della testa o del corpo si trova nella metà campo avversaria (senza considerare la linea mediana)
  • se una parte qualsiasi dei piedi della testa o del corpo è più vicina alla linea di porta avversaria sia rispetto al pallone che al penultimo giocatore avversario
L'omino rosso in alto a destra è in fuorigioco
L'omino rosso in alto a destra si trova oltre il penultimo difendente e quindi è in fuorigioco

Cosa serve per individuare un fuorigioco

Proviamo a semplificare. Sono tre gli elementi che ci servono per individuare un fuorigioco: la linea del pallone, la posizione del penultimo giocatore che si trova a difendere e quella dell'attaccante. Il fuorigioco viene ravvisato solo quando il giocatore in posizione irregolare viene coinvolto attivamente nel gioco (più avanti distinzione tra fuorigioco attivo e passivo), riesce a trarre vantaggio dalla sua posizione o interferisce nel gioco. E quando un giocatore non è in fuorigioco? Quando è posizionato in linea con il penultimo o con gli ultimi due avversari. Come nella foto qui sotto. 

Esempio di fuorigioco: Gilardino è in linea con il penultimo difensore
Gilardino (in maglia rossa in basso a sinistra) è in linea con il penultimo difensore azzurro

Che cos'è il fuorigioco attivo e passivo

Un giocatore che si trova in fuorigioco quando il pallone viene giocato o toccato da un compagno di squadra, non dev'essere sempre punito. La posizione è giudicata irregolare solo se il ricevente del pallone ricopre un ruolo attivo nell'azione. E che vuol dire? Solo se gioca o tocca la sfera; se ostacola o interferisce nel movimento di un avversario impedendogli di giocare il pallone (ad esempio se un giocatore ostruisce la visuale al portiere, vedi foto qui sotto); se mostra la chiara intenzione di deviare il pallone influendo così sull'avversario. Se invece non se ne cura e non interferisce nel gioco né sugli avversari la sua posizione di fuorigioco sarà giudicata passiva e non verrà sanzionata.

Che cos'è il fuorigioco attivo e passivo. Il calciatore A in fuorigioco ostruisce la visuale del portiere
Il calciatore A in fuorigioco ostruisce la visuale del portiere ed è quindi da sanzionare

Finita qui? Macché, non mollate carta e penna, è ancora presto per la pausa caffè. Un calciatore è da sanzionare se riesce a trarre vantaggio dalla posizione in cui si trova anche dopo che il pallone abbia subito una deviazione (che sia frutto di un avversario o del palo). Idem nel caso di un salvataggio (quando ad esempio un calciatore interviene su un pallone direzionato verso la porta) fatto intenzionalmente da un avversario. Discorso diverso quando un calciatore gioca intenzionalmente il pallone verso un avversario in fuorigioco (un retropassaggio sbagliato, per intenderci): in questo caso non è considerata un'irregolarità.

Casi particolari di fuorigioco

Ci sono poi delle eccezioni. Ad esempio non viene sanzionato il giocatore in fuorigioco che riceve il pallone da un calcio di rinvio, una rimessa laterale o un calcio d'angolo. Altro caso particolare: quando un calciatore che sta difendendo la propria porta esce dal terreno di gioco senza che l'arbitro lo abbia autorizzato, viene considerato posizionato sulla propria linea di porta e quindi tiene in gioco tutti gli avversari fino a quando non viene interrotto il gioco o il pallone esce dall'area di rigore.

E quando l'attaccante esce dal campo? Se una volta rientrato prende subito parte al gioco (senza che vi siano state interruzioni o il pallone sia uscito dall'area) sarà considerato posizionato sulla linea di porta. Se esce intenzionalmente senza che l'arbitro lo abbia autorizzato e si procura un vantaggio, riceverà un cartellino giallo. Se entra dentro la porta e resta immobile mentre il pallone sta entrando (vedi foto qui sotto), il gol sarà convalidato. 

Il giocatore in maglia bianca è in porta mentre il pallone sta entrando: gol valido
Il giocatore in maglia bianca è oltre la linea di porta mentre il pallone sta entrando: gol valido

Un giocatore viene considerato in fuorigioco anche se inizialmente si trova in posizione irregolare e riesce a ricevere palla in linea con il penultimo difendente. In questo caso parliamo di "fuorigioco di rientro". 

Cosa succede quando viene segnalato un fuorigioco?

Quando viene segnalato fuorigioco, l’arbitro assegna un calcio di punizione indiretto dal punto in cui è accaduta l’infrazione.

Assistente segnala fuorigioco
Guardalinee segnala il fuorigioco

Com'è cambiato il fuorigioco negli anni: la storia

Precisiamo subito una cosa: il calcio senza fuorigioco non è mai esistito. L'8 dicembre 1863, quando la Football Association codificò le prime 14 regole della storia del calcio, il fuorigioco c'era ed era ovviamente diverso da come lo intendiamo oggi. All'epoca nessun calciatore della formazione in possesso della sfera poteva trovarsi oltre la linea del pallone. Il pallone, quindi, si poteva passare solo indietro.

Col tempo la regola del fuorigioco ha subito tante modifiche, già nel 1866 veniva punito soltanto chi riceveva il pallone in qualsiasi zona del campo e non aveva almeno tre giocatori avversari tra se e la porta. Nel 1907 veniva considerato in fuorigioco il giocatore che nella metà campo avversaria non aveva almeno tre giocatori avversari davanti a se. 

Una modifica rivoluzionaria del fuorigioco è datata 1926 ed è tutt'ora in atto: è in fuorigioco il giocatore che si trova nella metà campo avversaria e non ha almeno due giocatori avversari tra se e la linea di porta. Questa modifica contribuì ad aumentare il numero di gol segnati e di conseguenza anche la spettacolarità del calcio.

Facciamo un balzo in avanti fino al 1990, anno in cui si decide che un attaccante in linea con il penultimo difendente non è in fuorigioco. In precedenza veniva invece ravvisato l'offside. 

Altra importante modifica, voluta dall'IFAB (International Football Association Board, organo internazionale che ha licenza di modificare le regole del calcio), risale al 1 luglio 2013. Anzi, più che modifica è più corretto parlare di "cambio di interpretazione". Ricordate quando dicevamo che va giudicato in fuorigioco un giocatore che influenza l'avversario e trae vantaggio dalla sua posizione? Ecco, per "influenzare un giocatore" si intendeva: 

Impedire ad un avversario di giocare o di essere in grado di giocare il pallone ostruendogli chiaramente la visuale o i movimenti, o fare gesti o movimenti che a giudizio dell'arbitro ingannino o distraggano un avversario

Dopo la modifica la parte "fare gesto o movimenti" è stata rimpiazzata da un più deciso: 

Confrontare l'avversario con il pallone 

Per quanto riguarda il "trarre vantaggio" da una posizione di fuorigioco, prima della modifica stava a significare che:

Trae vantaggio da una posizione di fuorigioco il giocatore che gioca un pallone che rimbalza dal palo o dalla traversa o gioca un pallone rimbalzato da un avversari

La definizione è stato modificata così:  

trarre vantaggio da una posizione di fuorigioco significa giocare un pallone che rimbalza o viene deviato a lui dal palo, dalla traversa o da un avversario, essendo stati in posizione di fuorigioco; che rimbalza, viene deviato o arriva a lui dal salvataggio volontario di un avversario, essendo stati in una posizione di fuorigioco

Dopo tutta questa teoria, sarà meglio fare qualche esempio pratico. 

Il fuorigioco non mette mai d'accordo

Italia, popolo di santi poeti e navigatori. E guardalinee. Già, alzi la mano chi non ha mai inveito contro un assistente per una decisione sbagliata che a parer nostro era invece lampante. Abbassa la mano, Salvatore Soviero, non fa più ridere questa gag. In ogni partita ci sono segnalazioni dubbie di fuorigioco che a distanza di anni provocano ancora dubbi e perplessità. Ma anche delle cantonate senza appello prese dagli arbitri di turno. Ecco alcuni esempi.

L'arbitro Byron Moreno e il fuorigioco (?) di Tommasi

Il fuorigioco fischiato a Tommasi in Italia-Corea del Sud del 18 giugno 2002
Il fuorigioco inesistente fischiato a Tommasi in Italia-Corea del Sud del 18 giugno 2002

Mondiali in Corea del Sud e Giappone, ottavi di finale. Sì, avete già capito, parliamo di di Italia-Corea del Sud arbitrata da Byron Moreno, arbitro ecuadoriano che tempo dopo questa partita verrà arrestato con 6 kg di droga nei pantaloni. Tra le tante sviste di quel match, ci fu anche un fuorigioco inesistente fischiato a Damiano Tommasi. Come si vede dalle immagini, l'ex giallorosso è ben al di qua del penultimo difendente coreano al momento del passaggio di Vieri. 

Klose-gol, un fuorigioco impossibile da non vedere

Klose in netto fuorigioco, ma non viene sanzionato
Klose è in netto fuorigioco ma non viene sanzionato

Un errore che ha del clamoroso. Il 17 febbraio 2010 la Fiorentina perse 2-1 l'andata degli ottavi di Champions League (2-3 al Franchi e Viola eliminati) all'Allianz Arena contro il Bayern Monaco. A decidere fu il gol di Klose al 90' in fuorigioco di un metro e mezzo. A quel guardalinee - e all'arbitro Ovrebo - sarebbe evidentemente servito un ripasso. 

Dnipro, gol in fuorigioco che fa infuriare il Napoli

Seleznyov segna l'1-1 del Dnipro al San Paolo
Il gol di Seleznyov in fuorigioco che vale l'1-1 del Dnipro al San Paolo

Tifosi del Napoli, tenetevi il fegato. Semifinale di andata dell'Europa League 2014/2015, il Napoli è in vantaggio 1-0 al San Paolo. Nel finale la beffa, Seleznyov firma l'1-1 in netto fuorigioco. Leggenda narra che dalle parti di Fuorigrotta si sentano ancora le urla del patron azzuro Aurelio De Laurentiis. 

Juventus, lampo in fuorigioco

Vucinic passa il pallone ad Asamoah, in netta posizione di fuorigioco
Vucinic serve Asamoah, in netta posizione di fuorigioco

Corre il 3 novembre 2012, la Juventus va in vantaggio contro l'Inter allo Stadium dopo soli 18''. L'azione è però viziata da un fuorigioco netto di Asamoah che sul passaggio di Vucinic è ben al di là del penultimo difendente nerazzurro. 

Il celebre gol annullato a Turone per fuorigioco

Turone contro la Juventus
Il celebre gol annullato di Turone

Un episodio che fa discutere a distanza di 36 anni. Parliamo del gol annullato per fuorigioco a Maurizio Turone il 10 maggio del 1981 in un Juventus-Roma. Ancora oggi si discute se la decisione presa dall'arbitro Bergamo sia giusta o sbagliata. 

VAR: la tecnologia per evitare dubbi sul fuorigioco?

La VAR, o meglio Video Assistant Referees, sarebbe di grosso aiuto agli arbitri, visto che anche la scienza ha dimostrato che l'occhio umano non è in grado di svolgere alla perfezione il guardalinee. Ma non pensate che l'avvento della tecnologia possa spazzare via ogni polemica, il fuorigioco continua a essere fonte di dibattito anche dopo che i più illustri moviolisti abbiano analizzato le immagini in tutte le angolazioni possibili. Questo perché per quante modifiche o correzioni si possano fare, il fuorigioco resta una regola controversa e soggetta a interpretazione. 

Una prova di come la tecnologia non riuscirà a cancellare le polemiche l'abbiamo avuta durante il Mondiale per Club vinto dal Real Madrid. Durante la semifinale tra Atletico Nacional e Kashima Antlers (conclusa 0-3), viene assegnato il primo penalty della storia per merito della VAR. Peccato che l'arbitro Kassai, mentre visionava a bordo campo le immagini del contatto in area, non abbia visto in precedenza una posizione di fuorigioco dell'attaccante del Kashima. Insomma il primo rigore deciso dalla VAR è stato assegnato per errore. 

La VAR intanto è già entrata in vigore in Serie A, Premier League, Eredivisie e Bundesliga con la goal-line technology.

Van Basten e la proposta rivoluzionaria: "Aboliamo il fuorigioco"

C'è poi chi il fuorigioco vorrebbe eliminarlo. Già, cos'è il fuorigioco per Marco Van Basten, oggi responsabile FIFA dell'innovazione tecnologica? che in un'intervista rilasciata a gennaio del 2017 ha svelato otto proposte che cambierebbero volto al mondo del pallone. Tra queste spicca l'abolizione del fuorigioco. A dir la verità l'olandese non si è inventato nulla di nuovo, ci aveva già pensato Sepp Blatter nel 2010 nella speranza di aumentare lo spettacolo e gli introiti. Non se ne fece nulla. Probabilmente andrà così anche in questo caso: eliminare il fuorigioco vorrebbe dire trasformare radicalmente il calcio, sarebbe quasi come introdurre un nuovo sport. 

Cos'è il fuorigioco per Marco Van Basten
Marco Van Basten ha proposto di abolire il fuorigioco

Il fuorigioco nel rugby e nell'hockey su ghiaccio

Non solo nel mondo del calcio, il fuorigioco esiste anche in altri sport come ad esempio il rugby e l'hockey su ghiaccio.

La palla ovale vi sarà venuta in mente quando siamo tornati alle origini del fuorigioco. Nel rugby è infatti giudicato in offside chi si trova davanti al compagno che sta giocando la palla ovale o al compagno che per ultimo l'ha giocata. Il giocatore in fuorigioco non deve prendere parte attiva all'azione, in caso contrario sarà sanzionato. E come può tornare in gioco? Grazie all'azione di un compagno di squadra che avanza o a quella di un avversario che arretra.

Ricapitoliamo, quando nel rugby un giocatore in fuorigioco dev'essere sanzionato? Quando partecipa all'azione nella posizione in cui si trova, quando avanza in direzione del pallone invece di arretrare e quando, dopo che un compagno calcia il pallone in avanti, non si ferma almeno 10 metri prima rispetto al punto in cui viene giocato il pallone. 

E nell'hockey? Si parla di fuorigioco quando il portatore del puck (il disco di gomma, dai questa era facile) supera la linea blu d'attacco e tra lui e la porta avversaria c'è un compagno di squadra. Il fuorigioco però si annulla nel caso in cui tutti gli attaccanti escano dalla zona d'attacco prima di aver anche solo toccato il puck.  

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.