Basket, Luka Doncic è maggiorenne: origini e speranze di un campione

Il gioiellino sloveno del Real Madrid spegne oggi 18 candeline. Il futuro è tutto dalla sua parte, l'approdo in NBA nel 2018 appare scontato. Scopriamo chi è.

In posa con Florentino Perez e il titolo dello scorso anno

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Lubiana è una città davvero bella. Non molto grande, ma accogliente e tranquilla. Ed esattamente 18 anni fa, nella capitale slovena, una ballerina di nome Mirjam Poterbin diede alla luce un piccolo maschietto destinato a diventare in fretta ragazzo e campione. Il neonato, cui viene dato nome Luka, sembra fin da subito essere destinato alla pallacanestro. Suo padre Sasa è infatti un giocatore professionista in patria, e sin dal primo compleanno al figlioletto viene regalato un pallone da basket (oggi, nella casa slovena di Luka, ci sono 110 palloni a spicchi). Inoltre, l'unico modo che la madre aveva per farlo smettere di piangere era quello di portarlo a vedere gli allenamenti del padre, poiché il suono del pallone sul parquet lo calmava. Storia di un predestinato, insomma, che a 18 anni ha già nel proprio palmares due campionati spagnoli, due Coppe del Re e una coppa intercontinentale.

Vincenti si nasce

Quel bambino di cui parliamo sopra, se non si fosse capito, è chiaramente Luka Doncic, numero 7 del Real Madrid con un segno molto particolare: è un vincente nato. I suoi primi istruttori di minibasket raccontano che 

Luka a sei anni riusciva tranquillamente a segnare triple da sette metri, mentre i suoi coetanei non arrivavano neanche lontanamente al ferro

Arrivato al Real Madrid nel 2012, nelle giovanili spagnole dimostra a tutti gli addetti ai lavori quanto talento si potesse sprigionare da quelle mani. Non solo, perché secondo Yeyo Vicente, uno dei suoi allenatori, 

È stato necessario incanalare il suo carattere nella direzione giusta perché era troppo competitivo. È nato per vincere, senza ombra di dubbio. 

I primi passi con i grandi

Dopo aver fatto indigestione di trofei e di record con le giovanili, il talento sloveno assapora aria di prima squadra per la prima volta a 15 anni e 8 mesi, diventando poi il più giovane ad aver mai indossato la maglia del Real a soli 16 anni e 2 mesi. Precoce, insomma. La prima grande prestazione tra i grandi avviene all'ottava giornata della stagione 2015-2016, quando segna 15 punti al Bilbao e fa registrare anche 22 di valutazione, mentre l'anno dopo tocca il suo record in Liga ACB mettendo a referto 23 punti contro il Fuenlabrada. Nel frattempo però c'è anche l'Eurolega, dove il numero 7 ha l'occasione di far vedere a tutta Europa di che pasta sia fatto. Nella stagione 2015-2016 colleziona 12 presenze con 3,5 punti di media, in questa stagione invece è in corso il suo definitivo salto di qualità, poiché finora ha disputato 22 gare (su 23) viaggiando con una media di 8,5 punti a partita e compiendo numeri da capogiro come questo che segue.

Il futuro

C'è poco da fare quindi: il ragazzo è destinato a fare grandi cose. Sì, ma dove? Innanzitutto con la sua nazionale. Dopo un corteggiamento serrato da parte della federazione spagnola, il nativo di Lubiana ha fatto sapere a tutti tramite un tweet che giocherà con la nazionale slovena, la sua. E lo farà a partire dall'Europeo della prossima estate. Per quanto riguarda il club, pare quasi scontato un suo approdo in NBA nel 2018 (non può essere ancora eleggibile per il prossimo). Stando a quanto riportato dal sito specializzato "Draft Express" ora come ora il classe '99 sarebbe la seconda scelta dietro al centro DeAndre Ayton della Hillcrest Academy. E se invece decidesse di rimanere in Spagna ancora qualche stagione per affinare il suo talento e posticipare il salto oltreoceano quando sarà un po' più maturo? Comunque vada, noi non vediamo l'ora di vederlo in azione per i prossimi anni. Tanti auguri dunque, anche da parte del Real Madrid che su Twitter gli dedica un video molto bello e sentito.

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