Legenden der Bundesliga - L'Arminia Bielefeld, 'ascensore' tedesco

Promozioni e retrocessioni, l'Arminia Bielefeld è il club che più volte è salito e che più volte è sceso dalla Bundesliga. Da qui il suo soprannome

L'Arminia Bielefeld ha fatto la storia della Bundesliga con i suoi alti e bassi

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La storia in un soprannome. Il modo migliore per conoscere un club spesso è capirne l’origine del nomignolo. Dai Red Devils, ai Galacticos alla Vecchia Signora, ogni soprannome riassume storia e filosofia della società in questione. Il Bielefeld in Germania è conosciuto come “l’ascensore”. Un anno viene promosso, quello successivo retrocede. Sale, scende, poi risale per poi riscendere, proprio come un ascensore appunto. Il Bielefeld è la squadra che ha conquistato più promozioni (ben 7) in Bundesliga nella storia del calcio tedesco. Non che sia uno di quei record che i tifosi sognano di poter sbattere in faccia ai rivali, anzi. Ma il Bielefeld è legato a doppio filo con la storia del calcio tedesco. E anche qui c’è poco da vantarsi.

Lo scandalo

La Bundesliga 1970-71 fu appassionante: all’ultima giornata Bayern Monaco e Borussia Moenchengladbach erano primi a pari punti. I bavaresi avevano però la differenza reti migliore, +40 a +39: tutto apertissimo insomma. Il Bayern perse però 2-0 contro il Duisburg, mentre il Gladbach vinse 4-1 a Francoforte contro l’Eintracht. Per la prima volta una squadra si confermava campione di Germania. Anche la sfida salvezza fu ricca di emozioni. All’epoca retrocedevano solo le ultime due (18esima e 17esima) e la classifica finale condannò i Rot-Weiss Essen e i Kickers Offenbach, che arrivarono penultimi a soli 3 punti dal dodicesimo posto dello Stoccarda. Pur con la seconda peggior differenza reti del campionato riuscì a salvarsi invece il Bielefeld, che finì la stagione con due punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Fondamentali, in tal senso, furono le due vittorie ottenute nelle ultime due giornate di campionato. Peccato fossero irregolari.

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In piena estate si scoprì infatti che il Bielefeld quelle partite (così come altre precedentemente) le aveva comprate. Scoppiò così il più grande caso di calcioscommesse del calcio tedesco, a pochi anni dai mondiali che la Germania avrebbe ospitato nel 1974. La decisione della federazione tedesca fu tremenda. Il Bielefeld, nella stagione successiva (1971-72), poté sì partecipare alla Bundesliga, ma i punti conquistati sul campo non valevano. Non erano sconfitte a tavolino perché vincendo il Bielefeld toglieva punti alle altre squadre, ma non ne faceva. Finì quindi il campionato con 6 vittorie e 7 pareggi, ma con 0 punti. E retrocesse.

Soddisfazioni passate…

C’è però una stagione nella quale il Bielefeld ha fatto registrare anche record positivi. Nel campionato 1979-80 la squadra era in Zweite Bundesliga, neanche a dirlo era appena retrocessa dalla massima serie nazionale. La reazione però fu strepitosa. In 38 partite vennero segnate 120 reti. Merito del tridente ribattezzato “dei 100 e più gol” formato da Christian Sackewitz (capocannoniere del torneo con 35 reti), Norbert Eilenfeldt (30 centri) e Gerd-Volker Schock, che si fermò a quota 22. Nella penultima partita di campionato il Bielefeld sconfisse l’Arminia Hannover per 11-0, che ancora oggi è il risultato più rotondo nella storia della Zweite Bundesliga. Mai nessuno aveva fatto (e farà in seguito) tanti punti, mai nessuno aveva finito il campionato con una differenza reti migliore (+89). L’ascensore tornò quindi subito a stazionare nell’attico del calcio tedesco.

… e presenti

Nel 2008-09 l’ultima (ad oggi) retrocessione dalla Bundesliga. La società in questi anni si è notevolmente ridimensionata, tanto che due anni fa è perfino retrocessa in terza serie. Campionato che il Bielefeld, pur con 25 milioni di debiti, ha dominato. Tornato nella seconda divisione nazionale però è a serio rischio retrocessione. Due anni fa ha perfino sfiorato l’impresa in Coppa di Germania. Riuscì infatti ad eliminare il Sandhausen, l’Hertha Berlino, il Werder Brema e il Borussia Moenchengladbach, prima di essere eliminato dal Wolfsburg, che quella competizione l’avrebbe poi vinta, in semifinale. Ora però si pensi al presente: serve salvarsi dall’ennesima retrocessione. Poi possibilmente salire in Bundesliga. E poi mettere il cartello “guasto” su quel maledetto ascensore che continua a salire e scendere.

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