Milan, Donnarumma 18enne: ora è grande... anche sulla carta d'identità

Il portiere del Milan compie oggi 18 anni: ripercorriamo la sua carriera dall'esordio con Mihajlovic al primo trofeo vinto in carriera: la Supercoppa Italiano contro la Juventus.

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Tanti auguri Gigio, sei diventato grande. No, non di altezza: quei 196 centimetri bastano e avanzano. E non stiamo parlando nemmeno di talento, anche lì sei messo 'abbastanza' bene, più di così non si può. Ci riferiamo alla carta d'identità: il 25 febbraio 1999, a Castellammare di Stabia, nasceva Gianluigi Donnarumma. Da sempre tifoso del Milan, da sempre con la passione per il calcio. E per quel ruolo in cui ci si sporca tutte le volte che si gioca. Ripercorriamo la carriera del portiere rossonero nel giorno in cui compie 18 anni e diventa maggiorenne.

Dall'esordio alla Supercoppa

Cresciuto calcisticamente nella scuola calcio Club Napoli, il piccolo Gianluigi dimostra da subito un talento fuori dal comune. Ecco perché il Milan si convince a sborsare fino a 250mila euro per quel ragazzino di appena 14 anni. Tutta la trafila nel settore giovanile (Giovanissimi, Allievi e Primavera) prima di essere aggregato alla prima squadra guidata da Filippo Inzaghi. In quella stagione - 2014/2015 - si accomoda in panchina grazie a una delega della Serie A visto che ancora non ha compiuto 16 anni.

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L'anno successivo, grazie a Sinisa Mihajlovic, il sogno diventa realtà: Gigio scala velocemente le gerarchie, superando il titolare, Diego Lopez, e il dodicesimo, Christian Abbiati. Il 25 ottobre 2015 arriva il tanto agognato esordio. A San Siro il Milan batte il Sassuolo per 2-1, di Domenico Berardi il primo gol subito da Donnarumma in Serie A. Ma la più grande soddisfazione del campionato, il portiere rossonero se la regala nel derby, murando tutti i tentativi degli avversari cittadini. Il risultato finale dice 3-0, tutti capiscono che dietro a quella faccia da adolescente c'è un futuro azzurro. 

Ormai il posto è suo, nessuno può pensare di insidiarlo. Anche il cambio in panchina - da Mihajlovic a Montella - non ha ripercussioni. Se la stagione 2015/2016 si chiude con la delusione della finale di Coppa Italia persa, quella in corso si apre con il rigore parato a Belotti. Contro la squadra del suo ex allenatore. Donnarumma diventa così l'unico portiere minorenne ad aver respinto un penalty in Serie A.

Ma il giorno più bello della sua carriera deve ancora arrivare. L'appuntamento è a Doha, Supercoppa Italiana. I gol di Chiellini e Bonaventura portano la partita fino ai rigori: dopo gli errori di Lapadula e Mandzukic, al quinto tiro dal dischetto Gigio vola sulla sua sinistra e respinge la conclusione di Dybala e Pasalic mette il sigillo sul trionfo rossonero. Donnarumma bacia il trofeo a fine partita, la sensazione è che sia il primo di una lunga serie.

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Il rapporto con Miha e Montella

Il talento da solo non basta, serve anche qualcuno che creda in te e abbia il coraggio di metterci la faccia. Come un allenatore che sfida il proprio presidente perché convinto delle tue capacità. Nel caso di Dommarumma, quell'allenatore è Sinisa Mihajlovic, che in una recente intervista ha raccontato: 

Durante la settimana precedente, Berlusconi è venuto due volte a Milanello per convincermi a mettere Diego Lopez. Io gli ho detto che aveva due possibilità: mandarmi via e mettere Diego Lopez o tenermi e vedere in porta Donnarumma. Lui mi ha tenuto. Per fortuna. Sua. Il rigore parato a Belotti? È stato un ingrato.

Il suo successore, dopo una stagione più che convincente, non poteva far altro che confermare il numero 99 a difesa dei pali rossoneri. Montella non ha mai dubitato delle doti di Gigio e neanche i rarissimi errori sono riusciti a minare la sua fiducia:

Gigio è il giovane più forte che abbia mai allenato. Gli errori? Non si può pensare che faccia il fenomeno ogni volta. Ma le critiche sono nel destino dei grandi campioni.

L'erede di Buffon

Da un Gianluigi all'altro, il destino della porta della Nazionale sembra segnato: da Buffon a Donnarumma, è inevitabile. Basti pensare all'esordio con la maglia azzurra - il 1 settembre 2016 contro la Francia - con l'avvicendamento dei due. Eppure ce ne sono di portieri bravi in Italia, ma non come Gigio. Parola del numero 1 della Juventus. A proposito. Il suo nome è circolato anche dalle parti di Vinovo, come se solo lui potesse raccogliere l'eredità del Gianluigi più vecchio.

Se consiglierei Donnarumma alla Juve? Lo consiglierei a tutte le squadre che hanno bisogno di un portiere: è eccezionale. Non può non colpire un giocatore simile.

Non poteva essere più chiaro di così Buffon, che sembra aver trovato il suo erede di 21 anni più giovane. Quando il piccolo Gigio nasceva, il portiere di Carrara alzava al cielo la Supercoppa Italiana con il Parma. 

Un Superprocuratore per un Superportiere

Con un gioiello così splendente impossibile non parlare di futuro. Donnarumma è attenzionato dai più grandi club europei. Non solo all'estero - come detto - le offerte arrivano anche dall'Italia, dove la Juventus fa sul serio per portarlo in bianconero.

Ed è proprio quando sta per iniziare l'asta che arriva il supergente: Mino Raiola ha già bussato alle porte di Milanello per chiedere il rinnovo, con un leggero - si fa per dire - ritocco dell'ingaggio. Attualmente il suo stipendio oscilla intorno ai 200mila euro, ma il procuratore ha sparato altissimo. Per prolungare in contratto di Donnarumma, Raiola ha chiesto 9 milioni lordi a stagione (quasi 5 netti, ndr.), anche se davanti ai microfoni fa buon viso:

Di Donnarumma ne parlo poco perché il ragazzo deve essere lasciato in pace. È del Milan, ha un contratto per un altro anno e mezzo, non stiamo parlando con nessuna squadra e se qualcuno lo vuole, deve rivolgersi al Milan. Con Galliani ho deciso che di Donanrumma non parlo più. Lui ha un grande futuro davanti, deve crescere e fare ancora tanta strada: non dobbiamo sbagliare come abbiamo fatto in passato stressando i giovani talenti italiani.

Per il momento Gigio rimane sereno. Continuerà a parare come ha sempre fatto, anche se è diventato maggiorenne. Tanto la patente di campione l'ha presa da un pezzo.

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