Da Di Matteo a Ranieri: gli allenatori esonerati dopo grandi imprese

Da meraviglia a dramma, l'infinito mistero del pallone a volte è duro: da Di Matteo a Ranieri, passando per Grant e Ancelotti. Dal titolo alla rovina: calcio crudele.

Claudio Ranieri, Leicester

819 condivisioni 0 commenti

di

Share

'Dilly ding, dilly gone'. Errore, il suono della campanella è un altro. No, la melodia è cambiata: purtroppo. Anzi, è finita. Ranieri is fire. Che è ben diverso dall'ormai proverbiale 'is on fire'. Perché a Leicester la sinfonia è svanita. L'orchestra dei miracoli non ha più il suo direttore. Il suo king. Nella testa di tutti, però, rimane impresso quel commovente lieto fine. Solo cose belle. Alla faccia della crisi, delle critiche e della brutta lotta salvezza. Perché il football è anche questo. Il mistero del pallone, così meraviglioso, a volte porta con sé malinconia e rabbia. Ma la storia, quella del calcio, una volta scritta resta. Per sempre. Su e giù, una giostra infernale. Senza certezze il pallone cambia le carte in tavola: spezza l'incantesimo. E ora, dopo Sir. Claudio Ranieri, scopriamo assieme tutti gli esoneri drammatici del mondo del calcio.

Roberto Di Matteo, goodbye Chelsea

Storia italiana. Calcio italiano: essenziale, pratico. Ma soprattutto efficace: obiettivo vittoria. Quella più importante, la Champions League. Risultato: campioni d'Europa. Da secondo allenatore di Villas-Boas ad eroe assoluto. Anno 2012. Ascesa repentina, questo è Di Matteo. I Blues vincono l'FA Cup contro il Liverpool. Poi la storia, quella con le orecchie alzate al cielo. Ai rigori contro il Bayern Monaco. L'estate è dolcissima, la riconferma così scontata. Nuovo anno, primi dissapori. Il bel gioco latita. Abramovich storce il naso, si arrabbia. Comanda lui. Questione di scelte. Rafa Benitez sarà il nuovo allenatore. I tifosi non ci stanno: il 75 % sta con Di Matteo. Ma nonostante il plebiscito, la storia continua. Quanto è strano il calcio.

Chris Hughton, brutal Newcastle

Un mese e mezzo senza vittoria, e ok. Ci sta la rabbia. Va bene parlare di crisi. Ma tutto quello fatto prima? Tipo, centrare subito la promozione in Premier League? Poco importa, o vinci o si vince. Con chi, non è importante. E così Hughton, nella strana stagione 2010/11, venne brutalmente cacciato. Il vulcanico presidente Mike Ashley lo sostituì con Alan Pardew. Riconoscenza a zero. Anche perché la classifica era in line con le aspettative dei Magpies.

Massimo Oddo, da promosso a esonerato

Serie A conquistata con un calcio 'pesante'. Pragmatico. Play off col Trapani e festa. Cavalcata. Grande ritorno. E anche con i grandi il gioco c'è. L'impronta pure. Oltre alle vittorie c'è di più. Gli esteti sono affascinati. Napoli fermato (2-2). Seguendo la scia di Zeman, l'ultimo tre anni prima a centrare l'impresa. Ah, vero: il boemo. Ancora lui. Perché delle vittorie nemmeno l'ombra. Ultimo posto, sabbie mobili. E da una settimana a Pescara è tornata Zemanlandia.

Avram Grant, il 'quasi eroe'

L'amicizia con Abramovich è stata fondamentale. Grant, nel 2007/8, prende il posto di Mourinho. Da direttore del club ad allenatore, senza patentino Uefa. Il Chelsea diventa suo. Tutti sorpresi, perché i risultati tornano. In campionato chiude al secondo posto. In Champions League, invece, sfiora la storia. Conquista la prima finale Blues, a Mosca. Ma ai calci di rigore Terry e compagni si arrendono al Manchester United. E tre giorni dopo, puntuale, arriva il comunicato del club: esonero.

La parabola di Serse

Fra incognite e dubbi, Cosmi ridisegna il futuro del Trapani. Il timone, l'11 marzo del 2015, glielo lascia Boscaglia. Fatica nei primi mesi, poi scatta la magia. Perché la scorsa stagione è stata una cavalcata indimenticabile. Il miraggio della Serie A prende forma. Play Off. Semifinale contro lo Spezia, vittoria. Sì, ultimo ostacolo. Ma contro il Pescara di Oddo il sogno sfuma. Lacrime negli occhi di Serse. Ancora B. Fino all'ultimo posto e all'inevitabile esonero.

Ancelotti, uno che piace a tutti

Cacciato dopo un double. FA Cup e Premier League. Ma Carletto la storia l'ha scritta anche a Londra. Capitolo Chelsea. Non bastò ad Ancelotti il secondo posto ottenuto in campionato alle spalle del Manchester United nel 2011 per essere confermato alla guida del Chelsea anche per la stagione seguente. 

Share

Commenta

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.