Stadio Roma, la furia di Pallotta: "O si fa o sarà una catastrofe"

Ieri è saltato l'ennesimo incontro in Campidoglio, per domani attese novità. Intanto Grillo dice stop: "Vogliamo l'impianto, ma non a Tor di Valle". E il club prepara una maxi causa.

Roma, immagine di Pallotta

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Virginia Raggi, Beppe Grillo, James Pallotta e la Roma. Questi i personaggi principali di una telenovela infinita. Il dubbio amletico persiste: stadio o non stadio? Potrebbero arrivare nuove verità a breve. Ieri ci doveva essere l’incontro tra il Comune e i proponenti del nuovo impianto giallorosso. Niente da fare, tutto rinviato a venerdì. E tra lo stop del leader Cinque Stelle e le dichiarazioni al veleno del presidente della Roma, balla un progetto ancora in forte dubbio. Le prossime ore saranno caldissime.

La situazione

La palla è in mano alla sindaca Raggi: ritirare o meno la delibera di pubblica utilità concessa dalla giunta Marino? A breve il voto dei consiglieri di maggioranza. In caso negativo, addio al percorso durato 3 anni e costato alla Roma circa 60 milioni di euro tra commissioni, architetti, plastici e consulenze.
Ad Avvocatura capitolina e al Dipartimento urbanistica spetterà prendere la decisione finale entro il 28 febbraio. Nel caso in cui venisse annullato il pubblico interesse, il 3 marzo sarà la data che metterà fine al progetto stadio. La Conferenza dei Servizi regionale ufficializzerà il ‘no’. Tutto finito. L’unica alternativa? Iniziare un nuovo iter, con un nuovo sito, con un nuovo progetto.
La mazzata finale è arrivata da Grillo, che non lascia spazio a nuove aperture:
Vogliamo fare lo stadio, ma non a Tor di Valle, in una zona nella quale non ci sia un rischio idrogeologico. Decideranno giunta e sindaco dove farlo. Nessuno dice no allo stadio.

La risposta del club

Non tarda ad arrivare la replica di James Pallotta. Su Twitter ha ribadito:
Ci aspettiamo un risultato positivo dall’incontro in programma venerdì. In caso contrario, sarebbe una catastrofe. Per il futuro della Roma, per la città, per il calcio italiano e per l’economia italiana.

Mega causa

Il gruppo Parnasi, pronto a mettere calce e mattoni per costruire lo stadio, ribadisce la completa agibilità del sito di Tor di Valle. Nessun rischio idrogeologico. E allora la Roma si prepara alla trincea: mettere su una enorme battaglia legale contro il Campidoglio con una richiesta di risarcimento danni da un miliardo di euro.

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