Inter, De Boer torna sull'esonero: "Ecco perché ho perso le energie"

A distanza di quasi quattro mesi dall'addio alla panchina nerazzurra, il tecnico olandese spiega come a Milano ci fossero troppe questioni extra-calcio da gestire.

Frank de Boer, 46 anni

541 condivisioni 0 commenti

di

Share

Davanti a una tazza di tè sorseggiata in un hotel di Londra, il fracasso della sua breve e deludente avventura all'Inter sembra conservare appena un'eco lontana. Sono trascorsi 114 giorni dall'esonero di Frank de Boer, già trenta in più della sua permanenza sulla panchina nerazzurra (durata 84 giorni). Appena 17 punti nelle prime 14 giornate, la squadra lasciata al 12° posto prima che il suo successore Stefano Pioli la riportasse appena sotto la zona Champions League. Il tecnico olandese sta ricaricando le pile in vista del prossimo incarico, ma ai microfoni di Sportsmail torna a spiegare perché a Milano tutto gli sia andato storto:

All'Inter mi trovavo a convivere con troppe cose che non c'entravano con il calcio, in questo modo finisci per perdere le energie. Ogni volta che pensavo "oh, finalmente un buon risultato", ecco il libro di Mauro Icardi (con la connessa polemica tra il capitano nerazzurro e la Curva, ndr) oppure Marcelo Brozovic in discoteca e devi punirlo.

Normale allora che, per l'ex capitano dell'Olanda, il tempo sotto la Madonnina sembrava essersi drasticamente dilatato:

Sono rimasto solamente tre mesi, ma onestamente è come se fosse trascorso un anno intero.

Frank de Boer è stato esonerato dal club nerazzurro il 1° novembre

E pensare che, fino all'approdo al Meazza, Frank aveva vissuto all'ombra della stabilità più totale: sei stagioni sulla stessa panchina, quella dell'Ajax, in cui ha conquistato quattro titoli consecutivi tra il 2010 e il 2014. Per de Boer era arrivato però il momento di cambiare:

Lasciare l'Ajax dopo 25 anni passati come giocatore, allenatore e manager è stato difficile. Ma a volte hai bisogno di una nuova sfida, un po' come Pep (Guardiola, suo ex compagno di squadra al Barcellona, ndr).

Negli ultimi mesi, le offerte per l'allenatore classe 1970 non sono mancate (Hull City e Swansea hanno bussato alla sua porta), mentre a Glasgow - sponda Rangers - in molti sognano un suo ritorno come tecnico (ha giocato in Scozia nel 2004)

Mi piacerebbe molto allenare lì, ma il progetto deve essere quello giusto.

Le opportunità di lavorare nel Regno Unito, del resto, risalgono già al 2012 quando il Liverpool bussò alla sua porta

La mia risposta fu che ero molto onorato, ma ero all'Ajax da appena un anno ed era troppo prematuro. Avevo bisogno di ottenere ulteriori risultati e ci sono riuscito. 

Sulla panchina dell'Ajax, de Boer ha vinto quattro titoli in sei stagioni

Con i Lancieri, de Boer ha riallacciato trionfalmente un discorso interrotto nel 1999, quando lasciò la casa madre per indossare la maglia del Barcellona. Un'esperienza condivisa con l'inseparabile gemello Ronald, con il quale ha giocato insieme anche ai Rangers e poi in Qatar, oltre alla Nazionale olandese:

Siamo stati sempre insieme e ancora oggi è lui il mio migliore amico. Se qualcuno, rivolgendosi a lui, si chiama Frank, ci giriamo entrambi allo stesso momento.

Un rapporto simbiotico, che si è consolidato sui campi di calcio già in tenerissima età:

La nostra prima partita risale a quando avevamo sette anni. Mi ricordo che eravamo molto nervosi. Poi io segnai cinque gol, lui altre cinque reti e vincemmo 10-0! Non male, no?

Tutto merito, riconosce Frank, di chi ha acceso in loro il fuoco della passione per il calcio:

È stato nostro padre a ispirarci. Se stavamo seduti in casa sul divano, lui ci diceva: "Hey, cosa state facendo? Uscite fuori e giocate a calcio!".

I gemelli Frank e Ronald de Boer: riuscite a distinguerli?

Come ogni buon olandese, anche Frank ha fatto propri nel tempo due capisaldi cari anche a uno come Johan Cruyff: la vocazione offensiva e la disciplina. La sua idea di gioco non può essere allora che questa:

Praticare un calcio che diverta e affascini, dominare nella metà campo avversario, riconquistare il pallone il più velocemente possibile. Queste sono i miei princìpi. La disciplina poi è fondamentale, ma bisogna anche sapere come applicarla. Devi ottenere il rispetto da parte della squadra.

A proposito di squadra, de Boer si diverte infine a scegliere l'undici ideale dei campioni con cui ha giocato nel corso della carriera. Il modulo è il 4-2-3-1:

Van der Sar; Puyol, Stam, Rijkaard, Numan; R de Boer, Xavi; Bergkamp; Figo, Van Basten, Rivaldo.

Share

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.