MotoGP: tutti i piloti e le scuderie del 2017

La lista completa dei piloti e delle scuderie che affronteranno il campionato del mondo di MotoGp della stagione 2017 a cominciare dalla prima gara in Qatar.

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Manca poco più di un mese all'inizio del Motomondiale. Marc Marquez - campione del mondo in carica - dovrà difendere il titolo dagli assalti di Valentino Rossi (alla ricerca del decimo titolo), del suo compagno di squadra Maverick Vinales (al suo primo anno in Yamaha) e di Jorge Lorenzo (alle prese con la nuova avventura in Ducati).

Da tenere d'occhio anche gli altri italiani: Andrea Dovizioso con l'altra rossa di Borgo Panigale e Andrea Iannone con la sua nuova Suzuki. Andiamo ora alla scoperta nel dettaglio dei 12 team e dei 23 piloti che scatteranno in Qatar, dando il via al mondiale 2017 di MotoGP.

Aprilia Gresini

È iniziata ufficialmente con i test di Sepang la stagione 2017 di Aprilia, moto scesa in pista per la prima volta meno di un anno fa. Il reparto corse ha lavorato con impegno nello sviluppo della RS-GP, basandosi sugli ottimi risultati ottenuti nella seconda metà della passata stagione. Si è partiti dall'evoluzione dell’esclusivo 4 cilindri a V stretta, adattato poi alle esigenze dei due piloti. Le novità non mancheranno (motore con più coppia ai regimi minimi e moto alleggerita nei componenti), c'è tanto entusiasmo nella scuderia del veterano Fausto Gresini.

41 - Aleix Espargarò

Lo spagnolo è alla sua ottava stagione in MotoGP. Le ultime due le ha passate all'interno del team Suzuki, chiudendo il campionato sempre all'11° posto. Lo scorso anno è stato poco costante e, considerando anche i buoni risultati del suo compagno Vinales, non può ritenersi soddisfatto. I sei ritiri hanno fatto il resto. In cerca di riscatto.

22 - Sam Lowes

Il pilota britannico, cresciuto nella Supersport, è al suo debutto in MotoGP. Dopo tre stagioni in Moto2, Fausto Gresini ha deciso di puntare su di lui nel 2017. In Malesia e Australia il ragazzo classe '90 ha fatto progressi, sta iniziando a prendere confidenza con la moto. Si è allenato molto in questi mesi per recuperare da un infortunio. È pronto a dare battaglia.

Avintia Racing

Dalla Ducati Desmosedici GP14.2 alla più performante Desmosedici GP (GP16). È questa la vera novità per il team spagnolo, che ha confermato entrambi i piloti. Saranno ancora Hector Barbera e Loris Baz in sella alla Avitia Racing. L'asticella in questa stagione si alza, grazie proprio alla disponibilità di una moto molto più aggiornata, vicina alle ufficiali. Il gap adesso è ridotto e anche i test in Malesia hanno dimostrato un passo in avanti.

8 - Hector Barbera

Anche per lo spagnolo di Dos Aguas si tratta dell'ottava stagione in classe regina. I progressi fatti con la Ducati lo rendono particolarmente ottimista per la prossima stagione. Stabilmente tra il settimo e l'ottavo posto, ma anche il podio non sembra proibitivo, soprattutto sulle sue piste preferite: Brno e Sepang.

76 - Loris Baz

L'umore prima del rinnovo del contratto non era dei migliori. Loris ha sofferto tremendamente il passaggio dalla Superbike alla MotoGP. Era sicuro che il team lo avrebbe scaricato: i 35 punti ottenuti e il ventesimo posto in classifica dello scorso anno lo avevano gettato nello sconforto. Quest'anno spetterà a lui dimostrare di cosa è capace.

Ducati

Con l'arrivo di Lorenzo gran parte dell'attenzione mediatica si è spostata sulla casa di Borgo Panigale. C'è tanto interesse sulle migliorie tecniche che sta cercando di mettere a punto la scuderia, a cominciare dall'ingresso in curva. Servirà una moto più maneggevole per cercare di tenere il ritmo di Yamaha e Honda che, a loro volta, cercano di ridurre il gap sulla potenza del motore.

99 - Jorge Lorenzo

Ecco la stagione della verità. Dopo nove stagioni 'comodo' in sella alla Yahama, il maiorchino è pronto per la sfida più grande della sua carriera: vincere con la Ducati. Nella storia solo Stoner è stato in grado di portare la belva di Borgo Panigale davanti a tutti, servirà ogni goccia della sua esperienza per replicare tale impresa. I problemi di adattamento sono ancora tanti. La moto non è agile come una giapponese, in compenso però il motore  non ha eguali.

4 - Andrea Dovizioso

La sua gara Andrea l'ha già vinta. Si è conquistato sulla pista la riconferma a scapito dell'ex compagno di scuderia, Andrea Iannone, emigrato in Suzuki. Nella penultima gara dello scorso anno - a Sepang - è arrivata anche la sua prima vittoria in MotoGP. Allora qual è l'obiettivo per quest'anno? Essere costantemente con i primi, giocarsi la vittoria in ogni gara. E, soprattutto, migliorare quel quinto posto in classifica generale che inizia a stargli stretto.

LCR Honda

Il team satellite della Honda ufficiale si è sempre dimostrato all'altezza della situazione: merito della guida di Lucio Cecchinello che, insieme al suo staff, è sempre riuscito a mettere in pista una moto competitiva. Immediatamente alle spalle delle scuderie più prestigiose e, in parecchie circostanze, anche davanti. L'obiettivo per la prossima stagione non può che essere la riconferma.

35 - Cal Crutchlow

È stata una stagione particolare per il rider di Coventry. Iniziata nel peggiore dei modi, con 10 punti conquistati nelle prime 6 gare. Ma a partire dal secondo posto al Sachsenring qualcosa è cambiato: il numero 35 è stato costantemente nelle prime posizioni, riuscendo a vincere addirittura due gare in Repubblica Ceca e Australia. Durante la pausa invernale ha staccato completamente, niente moto. È il suo modo per tornare alla grande.

Marc VDS Racing Team

È tra le scuderie più giovani del paddock. Da appena due anni fa parte del mondo della MotoGP e i risultati, per il momento, stentano ad arrivare. E se il primo anno Scott Redding era riuscito a portare a casa almeno un podio in maniera fortunosa, la passata stagione è stata un disastro. La Honda non ha messo il team nelle condizioni di poter lottare per le prime dieci posizioni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

43 -  Jack Miller

Ottenere ottimi risultati in Moto3 non rappresenta una garanzia di successo per la classe regina. Lo sa bene il pilota australiano che, dopo aver sfiorato il titolo di campione del mondo in classe leggera, ha fatto il grande salto senza passare dalla Moto2. Direttamente proiettato tra i più forti rider del mondo. Nonostante abbia vinto la sua prima gara ad Assen, il classe '95 ha chiuso il campionato 18esimo.

53 - Tito Rabat

Così come per il compagno di squadra, anche per lo spagnolo la passata stagione è stata tra le più complicate della sua carriera. Ecco perché nel team Estrella Galicia c'è tanta voglia di riscatto. Si parla poco, quello che conta è portare risultati. I primi test hanno dato qualche risposta, ma è ancora troppo presto per tirare le somme.

Monster Yamaha Tech 3

Ha deciso di voltare pagina il team satellite della Yamaha. Cambiare entrambi i piloti, questa l'idea di Harvé Poncharal: via Bradley Smith e Pol Espargaro, ecco Johann Zarco e Jonas Folger. I due piloti - entrambi proveniente dalla Moto2 - sono alla loro prima esperienza in MotoGP. L'obiettivo è quello di replicare i risultati della stagione 2012, quando la coppia Dovizioso-Crutchlow conquisto 9 podi in 18 gare.

5 - Johann Zarco

Il due volte campione del mondo uscente della Moto2 non sembra intimorito del salto tra i grandi. Anzi, non vede l'ora di fare sul serio. Nei primi test i suoi tempi non sono stati un granché, ma il francese è un animale da gara. Ama le rimonte, i duelli spalla contro spalla. Avrà modo più avanti di farsi valere.

94 - Jonas Folger

Deve ancora compiere 24 anni, eppure sembra nel mondo delle corse da sempre. Ha iniziato a gareggiare in 125 nel 2009 e, in tutte le categorie, è stato sempre protagonista. Non ha mai lottato per vincere il mondiale, ma il tedesco è capace di exploit che lasciano tutti di sasso. Come il quarto posto nei test in Australia, alle spalle di Vinales, Marquez e Pedrosa. Scusate se è poco per un rookie.

Movistar Yamaha

Quando ti chiami Yamaha corri sempre per arrivare primo. Campionato costruttori o quello piloti, non fa differenza. La casa di Iwata cercherà di mantenere lo scettro ai danni dei rivali della Honda che però lo scorso anno sono riusciti a trionfare nel mondiale piloti. Ecco perché in Giappone hanno lavorato alacremente per mettere a disposizione dei piloti un nuovo telaio per battere Marc Marquez.

46 - Valentino Rossi

Obiettivo dichiarato: battere Marquez e vincere il decimo titolo mondiale. Più semplice a dirsi che a farsi. Considerando anche le difficoltà incontrate durante i primi test del 2017. Già in Qatar si capiranno le reali potenzialità del 'Dottore', che ha ammesso di far fatica a capire la nuova M1. Il tempo stringe e gli altri sembrano già apposto.

25 - Maverick Vinales

Da un ragazzo tranquillo come lui ti aspetti che entri in punta di piedi nel nuovo team. E invece Maverick è entrato subito a gamba tesa, mettendosi dietro tutti i rivali più forti nei test invernali, compreso il leggendario compagno di squadra. C'è già chi è pronto a scommettere su di lui per la vittoria del mondiale 2017. Una cosa è certa: lui sarà sempre lì.

Pramac

Ormai è diventata una realtà nel mondo della MotoGP. Quasi un punto di riferimento per i piloti emergenti, che aspirano a un posto nella scuderia di Paolo Campinoti. Anche in questa stagione la Ducati clienti proverà a insidiare le moto ufficiali di Lorenzo e Dovizioso. Ma la volontà è anche quella di primeggiare nel confronto con il team Avintia Racing.

9 - Danilo Petrucci

È il sesto anno in MotoGP, il terzo in sella alla Ducati non ufficiale. Il pilota ternano si è meritato la riconferma in queste ultime stagioni, anche se tra il 2015 e il 2016 c'è stata una leggera flessione. Quasi la metà dei punti conquistati, complice l'infortunio che lo ha costretto a saltare le prime quattro gare del mondiale. Ma Danilo adesso è in forma e vuole piantare le tende nella top ten.

45 - Scott Redding

Pilota difficile da inquadrare. Il pilota britannico alterna grandi prestazioni a gare totalmente anonime. Nelle ultime due stagioni - sia con la Honda che con la Yamaha - è riuscito ad arrivare a podio. Bravo a sfruttare le situazioni di bagnato, ma deve diventare più costante. Questo il buon proposito per il 2017.

Aspar Team

Anche il team spagnolo ha voluto lanciare una piccola rivoluzione, soprattutto dal punto di vista dei piloti. Lasciti liberi Laverty ed Hernandez, sono arrivati Bautista e Abraham. Anche loro avranno a disposizione una una Ducati GP16, con la speranza che riescano a fare meglio dell'irlandese e del colombiano (appena 97 punti in due). 

19 - Alvaro Bautista

Per lo spagnolo, che non ha rinnovato il suo accordo con l'Aprilia, si tratta di un ritorno a casa. Visto che Alvaro ha già corso nel Team Aspar per quattro stagioni, vincendo il mondiale della 125 nel 2006 e arrivando secondo in 250 nel 2008. Spazzata via la delusione per la passata stagione, è tornata la tranquillità nella mente di Bautista.

17 - Karel Abraham

Il pilota della Repubblica Ceca a 26 anni lascia la Superbike dopo una sola stagione, avendo gareggiato – con risultati ben al disotto delle aspettative – con la BMW S1000RR della britannica SMR. Abraham affiancherà Alvaro Bautista e disporrà di una Ducati GP15. Nonostante la sua giovane età, sarà la sesta stagione di Abraham in MotoGP. Il debutto nel 2011, sempre sulla Ducati nel team di famiglia.

Red Bull KTM Factory

La casa austriaca - che ha svelato la livrea ufficiale della RC16 - si appresta a fare il proprio esordio nella MotoGP. Lo farà con la coppia di piloti che hanno condiviso il box anche nella scorsa stagione: Bradley Smith e Pol Espargarò, dopo aver fatto i bagagli, si sono trasferiti insieme alla KTM. Che ha un progetto molto ambizioso e a lungo termine.

38 - Bradley Smith

Dopo un 2015 da incorniciare, la passata stagione è totalmente da dimenticare per l'inglese. L'infortunio rimediato alla 8 ore di Oschersleben lo ha costretto a saltare tre gare, concludendo il mondiale con 62 punti all'attivo (miglior piazzamento il settimo posto del Mugello). E pensare che l'anno precedente di punti ne aveva conquistati 181, classificandosi sesto nel mondiale. 

44 - Pol Espargarò

Stato d'animo opposto per il pilota spagnolo, reduce da un ottimo campionato, terminato con l'ottavo posto in classifica generale. Ma quest'anno si dovrà ricominciare da zero, sperando che la KTM sia competitiva sin dalle prime gare.

Repsol Honda

Confermare Marc Marquez come campione del mondo e tornare a conquistare il titolo costruttori dopo due anni consecutivi al secondo posto. Obiettivo sfumato la passata stagione visto che Pedrosa non ha corso le ultime quattro gare del mondiale per problemi fisici. Sfortuna a parte, la casa giapponese ha lavorato sul motore e sull'elettronica, cercando di aumentare ulteriormente l'accelerazione della moto a disposizione degli spagnoli.

93 - Marc Marquez

Aver vinto 3 titoli mondiali nel giro di quattro anni potrebbe far sentire appagato un pilota. Ma quel pilota non è Marc Marquez, che già dai test invernali ha dimostrato una voglia matta di tornare davanti a tutti. Quest'anno se la dovrà vedere con un avversario in più: il connazionale Maverick Vinales, tra i due potrebbe nascere un'avvincente e duratura rivalità.

26 - Dani Pedrosa

La fedeltà fatta pilota. Sono 17 anni che sale in sella alla Honda: dalla 125 alla MotoGP, passando per la 250. Eppure negli anni la sua figura è quasi sempre stata eclissata da compagni di squadra ingombranti. Con lo spagnolo che si è dovuto accontentare di qualche sporadica vittoria. Nonostante un immenso talento, è dal 2013 che non riesce ad alzare la voce e lottare per il titolo.

Suzuki

Si chiude con il team Ecstar che si presenta con due piloti nuovi di zecca: Andrea Iannone, arrivato dalla Ducati, e Alex Rins, promosso dalla Moto2. Grazie a Vinales nella passata stagione la Suzuki è tornata a vincere una gara di MotoGP a distanza di nove anni. Una buona base di partenza per provare a fare ancora meglio nel campionato che si appresta a iniziare.

29 - Andrea Iannone

Per il pilota di Vasto il 2017 è l'anno 0. Non è solo un modo di dire, ma una speranza. L'italiano ha bisogno di ritrovare la consapevolezza dei propri mezzi e, soprattutto, cercare di portare a termine le gare. Nella passata stagione, infatti, sono stati più i gp senza punti che quelli conclusi con la bandiera a scacchi (10 vs 8). Anche da qui la decisione della Ducati di confermare Dovizioso al posto suo. Ma il peggio è alle spalle, adesso c'è da conquistare la fiducia della Suzuki.

42 - Alex Rins

Così come per Iannone, anche per lo spagnolo non sarà facile sopperire alla partenza del connazionale Vinales. Soprattutto per lui, al debutto assoluto nella classe regina. Ma Rins ha dimostrato di aver un talento fuori dal comune, parlano i piazzamenti al termine dei campionati di Moto3 e Moto2 (due secondi posti e due terzi posti). Lui sì che è costante, proprio quello di cui ha bisogno la casa giapponese.

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