Youri Tielemans, ritratto del talento belga sogno di mezza Europa

A 19 anni il centrocampista dell'Anderlecht è sul taccuino di tutti i top club. Sabato, segnando due gol in due minuti, ha guidato i suoi alla vittoria sull'Ostenda.

Tielemans

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Nella carriera sportiva di Youri Tielemans, centrocampista dell'Anderlecht classe 1997, ci sono tre date fondamentali.

Tielemans, il "figlio della rivoluzione"

Della prima si conosce soltanto l'anno: è il 2002 quando un bimbetto di 5 anni, accompagnato da papà e mamma - belgi entrambi, lei di origini congolesi - varca le porte dell'accademia dell'Anderlecht. Loro non lo sapevano, ma stavano entrando nella rivoluzione. Quella del calcio belga, rivoltato in quegli anni come un calzino dopo i disastrosi risultati dell'ultimo decennio.

I belgi sono da secoli il bersaglio preferito dei francesi, che scherzano spesso sulla loro meticolosità e precisione, scambiandola, con un pizzico di malizia, per mancanza di acume e di fantasia. Ma sono stati proprio quella meticolosità e quella precisione a rendere possibile il rivoluzionario cambio di marcia imposto dal presidente della Federazione Michel Sablon all'inizio degli anni 2000. Quello che ha fatto crescere la generazione di fenomeni - da Courtois a Lukaku, da Hazard a De Bruyne - che ha riportato il Belgio ai Mondiali dopo 12 anni e agli Europei dopo 32. In quale altro paese, del resto, sarebbe stata possibile una rivoluzione come quella raccontata dalle parole dello stesso Sablon:

Chiedemmo a tutte le società, ma proprio a tutte, in ogni lega, di smettere di puntare solo al risultato e cominciare a pensare alla crescita dei giocatori. Come? Semplice: adottando il 4-3-3. Ci volle del tempo per cambiare mentalità ma poi capirono le finalità e accettarono tutti. È stato così che si è sviluppata una generazione.

E se ne stanno sviluppando altre, a ripetizione. Perché Sablon è andato anche nelle scuole calcio a spiegare che era inutile far giocare i bambini di 7 anni in 11 contro 11:

La maggior parte di loro correva a vuoto, non toccava palla, si annoiava e smetteva. Abbiamo razionalizzato creando delle tabelle, numero di giocatori più basso e crescente in base al crescere dell'età, e tutto è cambiato.

L'esordio in campionato a 16 anni

Anche Youri Tielemans è figlio di quella rivoluzione che magari adesso i francesi, chissà, vorrebbero copiare. Youri che, seguito passo dopo passo sui campetti ma anche negli studi all'accademia dell'Anderlecht, è arrivato a esordire nel massimo campionato a 16 anni appena compiuti, il 28 luglio 2013 - ecco la seconda data scolpita nella sua carriera - contro il Lokeren, e nel match successivo già partiva titolare.

In pochi mesi il ragazzo conquista la fiducia dell'allenatore e comincia a essere seguito dagli osservatori di mezza Europa, ma a differenza di molti suoi connazionali sceglie di rimanere all'Anderlecht e crescere gradualmente:

Qui all'Anderlecht tutti credono nelle potenzialità dei giovani. I leader si fidano dei giovani e questa reciproca fiducia funziona davvero bene. In nessun posto potrei crescere meglio.

Centrocampista dai piedi sopraffini

E cresce, eccome. Il 2 ottobre 2013 esordisce in Champions League a 16 anni 4 mesi e 25 giorni, terzo più giovane in assoluto. Al compimento dei 18 anni ha già disputato 83 match ufficiali. Tanta roba: Cristiano Ronaldo, tanto per dire, alla stessa età non era arrivato nemmeno a 30. Più graduale l'inserimento in Nazionale: Youri, per ora è il leader dell'Under 21 belga, ma nel novembre scorso, a 19 anni e mezzo, ha già esordito anche nella prima squadra di Roberto Martinez.

Centrocampista dai piedi sopraffini, Tielemans sa fare benissimo sia la fase difensiva che quella offensiva, ha un'innata intelligenza tattica, grande tecnica, controllo di palla e vizio del gol, già 16 reti in 36 match quest'anno. Un centrocampista del terzo millennio, insomma, un predestinato che continua a crescere e a far crescere l'Anderlecht, primo in campionato insieme al Circle Brugge. 

Una doppietta spartiacque nella carriera

Sempre titolare in questa stagione e spesso con la fascia di capitano, sabato il suo allenatore René Weiler aveva deciso di tenerlo a riposo dopo il match di Europa League contro lo Zenit. Ma a Ostenda l'Anderlecht non girava come al solito: dopo quasi un'ora di gioco si era sull'1-1. Mancava qualcosa, così Weiler si è girato verso la panchina e ha chiamato Youri: tocca a te.

Il ragazzo senza paura è entrato e in due minuti ha spaccato la partita con un destro e un sinistro dalla distanza fra il 67' e il 69': 3-1, arrotondato poi nel finale da Teodorczyk, il bomber della squadra. Una doppietta che è la conferma di un talento cristallino, ma anche lo spartiacque di una carriera, esplosa il 19 febbraio 2017.

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