Sutton-Arsenal, ecco come i Gunners hanno lasciato lo spogliatoio

Dopo la vittoria in FA Cup contro la formazione di Non-League, le foto della changing room che ha ospitato gli uomini di Wenger hanno conquistato i social.

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Ci mancavano solamente i nastri gialli con la scritta "do not cross" e la scena di un crime poliziesco sarebbe stata completa. Una bottiglia di latte sul termosifone, altri contenitori di bevande varie e rotoli di carta igienica diffusi a macchia d'olio tra il tavolino e il pavimento: più che l'Arsenal, nell'umile spogliatoio del Sutton United sembra esserci passata una confraternita di studenti all'ultimo giorno di università. Per la formazione di Non-League, dopo la sconfitta per 2-0 contro i Gunners, il sogno FA Cup lascia così copiosi strascichi da pulire.

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Le foto della changing room consegnata a Walcott e compagni hanno conquistato in poco tempo i social, chissà che al Borough Sports Ground non abbiano deciso di lasciare l'ambiente intatto a imperitura memoria. Come sottolinea ironicamente il Mirror, ora risulta decisamente più semplice capire perché i club di Premier League abbiano negato alla BBC il permesso di entrare con le telecamere negli spogliatoi durante l'FA Cup.

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Da parte sua, Arsene Wenger ha rivelato al sito ufficiale dell'Arsenal di aver gradito molto l'ospitalità del piccolo club del sud-ovest di Londra:

A mio modo di vedere, lo spogliatoio era fantastico. Più sei vicino, più sei unito e compatto quando scendi in campo.

Negli occhi di Paul Doswell, il manager del Sutton, rimarrà invece la "sicurezza alla James Bond" con cui i Gunners si sono presentati allo stadio:

L'Arsenal si è presentato scortato da guardie del corpo. I miei ragazzi hanno dovuto farsi strada tra i bodyguard. È stato davvero bizzarro, il calcio è diventato molto strano.

Disordine e pavimento da pulire a parte, il tecnico degli Us ha ringraziato apertamente l'Arsenal per aver donato 50 mila sterline (poco meno di 60.000 euro) per la costruzione di due aule nella loro struttura dedicata alla collettività. I giocatori locali hanno poi "preso d'assalto" Theo Walcott (autore della seconda rete), che nel loro spogliatoio si è divertito ad autografare le maglie degli avversari.

Eppure, qualcosa ha fatto davvero storcere la bocca a Doswell. E non parliamo della sconfitta, abbastanza prevedibile. Ma dell'invasione di campo tentata a fine partita da alcuni tifosi, che ha chiamato all'intervento le forze dell'ordine, ma che soprattutto ha impedito alla squadra di godersi il giusto tributo:

È stata davvero una vergogna non aver potuto ricevere gli applausi che i miei ragazzi avrebbero meritato. Ho visto alcuni idioti urlare e inveire nei confronti di Wenger e dei giocatori dell'Arsenal.

Non è mancato neanche il più classico dei pitch invader, in slip coloratissimi con la scritta "Kiss me" e un copricapo a forma di giraffa. Una trovata che non ha fatto divertire per nulla Doswell:

Abbiamo visto questo idiota correre per il campo, sarà stato il momento più alto della sua vita...

E se ospitare una delle squadre più blasonate e prestigiose d'Inghilterra rappresenta sicuramente l'apice della sua carriera, Doswell - che allena gratis il suo Sutton - non vede l'ora di tornare alla normalità:

A dire il vero, non sono state le tre settimane migliori della mia vita. Non sono riuscito a portare a termine un solo giorno di lavoro. Sono felice che questo trambusto sia terminato e che ora possa tornare alla mia vita quotidiana.

Chissà se sarà d'accordo Wayne Shaw, il corpulento secondo portiere degli Us: davanti alle telecamere, lui sì che si è trovato alla grande. Anche se lo spuntino divorato in panchina, durante la gara, potrebbe addirittura costargli una sanzione. Dopo aver passato l'aspirapolvere a bordo campo prima del match, il nuovo idolo dei social avrà anche pulito lo spogliatoio dell'Arsenal?

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