FA Cup, il tecnico del Sutton: "Con l'Arsenal per il pari. Poi l'Emirates!"

Paul Doswell fra speranze e pretattica: "Se l'Arsenal schiera i migliori rischiamo la batosta. Ma il nostro sogno è il pareggio per conquistarci il diritto di giocare all'Emirates".

Doswell

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Per il Sutton, il match di stasera contro l'Arsenal (diretta ore 20.55 su FOX Sports) che vale l'accesso ai quarti della FA Cup, è un'occasione unica, un treno che passa una sola volta nella vita. Lo sa bene Paul Doswell, che per il club che allena dal 2008 è molto più che un tecnico: factotum, sponsor e benefattore, Paul qualche anno fa è arrivato addirittura a finanziare il terreno nuovo di zecca del Gander Green Lane:

La soddisfazione di vedere le nostre squadre allenarsi e giocare su una superficie più che dignitosa non ha prezzo.

Comunque vada sarà un successo

E stasera potrà finalmente raccogliere i frutti del suo lavoro silenzioso. Comunque vada sarà un successo: affrontare l'Arsenal in un match che sarà visto in tutto il mondo non ha prezzo per lui e per i suoi giocatori. In questo sobborgo a sud di Londra non avevano mai visto tanti giornalisti, accorsi nelle ultime settimane per studiare il fenomeno Sutton, la squadra di quinta divisione che si è conquistata i suoi 90 minuti di celebrità.

La gioia di giocatori e tifosi del Sutton

Niente proclami

Le sue vittime, nella cavalcata cominciata ad agosto, si chiamano Forest Green Rovers, Dartford e Cheltenham ma anche Wimbledon e soprattutto il Leeds di Garry Monk, in piena corsa per tornare in Premier League. Ma Paul è realista, sa che la squadra di Wenger è di un altro pianeta, si gode il momento, sicuramente ha studiato l'avversario e preparato il match per giocarsela, ma sa che fare proclami sarebbe ridicolo:

Se Wenger schiererà la squadra che ha battuto il Southampton 5-0 nell'ultimo turno, per noi sarà una batosta. Contro gente come Özil e Sanchez non abbiamo alcuna chance. Magari potremmo giocarcela contro la loro under 23.

Paul Doswell negli spogliatoi del Sutton

Realismo o pretattica?

Realismo o pretattica che sia, Doswell sa di avere dalla sua un solo grande atout: arrivando a giocarsi gli ottavi il Sutton ha già vinto. Chi ha da perdere, e tanto, è l'Arsenal, per il quale uscire dalla coppa contro una squadra di dilettanti, dopo la disfatta di Monaco, rappresenterebbe un disastro storico, un'onta dalle conseguenze inimmaginabili. Non capiterà, ma se dovesse capitare, Wenger potrà contare, per dimenticare, sulla bottiglia di vino da 300 sterline che il tecnico del Sutton gli regalerà prima del match. Paul, però, sembra sincero quando afferma:

Credo che almeno la metà dei miei giocatori tifi per l'Arsenal e sogni di giocare un giorno all'Emirates e l'unico modo per arrivarci è pareggiare stasera. E poi, chissà: vincere là sarebbe come volare direttamente nel cielo, fra le nuvole. Un sogno!

Un sogno come quello del Lincoln, che una squadra di Premier League, il Burnley, l'ha già eliminata, ricevendo i complimenti via twitter proprio dal Sutton. Si può fare, Paul.

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