Il miracolo Lincoln: dal bomber di 106 chili, al barbiere sulla fascia

Alla scoperta dell'impresa della squadra di quinta serie inglese arrivata ai quarti di FA Cup: i due allenatori sono nati grazie a Football Manager.

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Si sa, la formula dell'FA Cup che prevede la partecipazione di tutte le squadre inglesi - sia dilettantistiche che professionistiche - può regalare anche storie così, come quella del Lincoln. Non è così facile che accadano, è logico. Perché mai una squadra di Non-league (al di sotto della Football League) dovrebbe avere la meglio su società decisamente più attrezzate sotto ogni punto di vista? Prima dello scorso 18 febbraio, infatti, per trovare l'ultima volta che un club semi-professionistico era riuscito ad arrivare così avanti in questa competizione (anche se la struttura era diversa) bisognava risalire addirittura al 1914, quando il Queens Park Rangers sconfisse il Leeds City nel secondo turno e fermò la sua corsa al terzo, perdendo 2-1 in casa con l'Everton.

Il Lincoln, attualmente primo in classifica in National League (quinta serie inglese), è riuscito a fare addirittura meglio, perché dopo aver eliminato in questo ordine l'Altrincham (dilettanti), l'Oldham Athletic (League One), Ipsiwch e Brighton (Championship), si è tolto pure lo sfizio di avere la meglio su una squadra di Premier League, il Burnley. È stato sufficiente un colpo di testa di Ragget a un minuto dal 90' per regalare un sogno ai 3mila tifosi che avevano esaurito i biglietti riservati agli ospiti nel Turf Moor (quelli che non ce l'hanno fatta a trovare un posto allo stadio si sono consolati con le birre gratis offerte da tutti i pub di Lincoln per l'occasione), un impianto storico visto che il Burnley ci gioca dal 1883. Il luogo perfetto per celebrare un'impresa del genere che ha fatto a sua volta la storia.

Da FM ai 106 kg di Rhead

Perché, come è ovvio che sia in società di questo tipo, i suoi componenti non sono professionisti e hanno storie particolari. A partire dall'allenatore, o meglio dai due allenatori. Sulla panchina del Lincoln siedono infatti i due fratelli Cowley, uno con il ruolo di manager, il più grande (si fa per dire visto che ha 38 anni), Danny; l'altro che gli fa da assistente, Nicky, che da bambino si era costruito una sorta di panchina artigianale in cameretta per presenziare le classiche (immaginarie) conferenze stampa post-partita. La squadra la guidano insieme, sempre in piedi l'uno al fianco dell'altro e pronti a manovrare i loro uomini, così come facevano fino a poco tempo prima su Football Manager, la loro passione. Hanno cominciato proprio così, giocando al pc e studiando tutte le variabili possibili, perché dal loro punto di vista il calcio si basa fondamentalmente sulla matematica.

Così, con questo credo, hanno guidato gli Imps fino ai quarti di finale di FA Cup, mostrando a tutti la storia di un ex operaio della JC Bamford Excavators Limiteduna multinazionale britannica con sede a Rocester, specializzata nella produzione di attrezzature per la costruzione edilizia, la demolizione e l'agricoltura. Lavorava lì, fino a poco tempo fa, il bomber extra-large del Lincoln, Matt Rhead, un gigante di 193 centimetri e ben 106 chilogrammi, evidenziati da una "pancetta" importante che durante l'ultima partita ha spesso fatto capolino ogni volta che l'attaccante staccava di testa. Ancora non è riuscito a segnare in coppa, ma è il cannoniere in campionato con 13 gol. Da solo ha fatto a sportellate con tutta la difesa del Burnley, in particolare con Joey Burton che è dovuto ricorrere ai soliti mezzucci per tentare (invano) di fargli perdere la testa.

Il barbiere e Conor McGregor

L'ha persa lo stesso Burton, invece, quando vedeva che sulla fascia destra c'era un'ala che raramente lui e i suoi compagni riuscivano a fermare. Il suo nome è Nathan Arnold, il barbiere ufficiale del Lincoln. Sì, avete letto bene, perché lo stipendio del calciatore semi-professionistico non può bastare per campare di rendita anche in futuro: così Nathan oltre al calcio ha deciso di coltivare un'altra sua passione e nel 2011 ha cominciato a seguire un corso per parrucchieri, che nel 2014 gli ha permesso di aprire un suo studio personale. Inutile dire che tutti i suoi compagni di squadra si facciano tagliare i capelli da lui.

Un suo cliente è anche Alan Power, centrocampista di cui si è già parlato in passato per quella sua esultanza dopo il gol al Brighton nel quarto turno di FA Cup, un'imitazione del campione UFC Conor McGregor. Non è un caso o semplice passione per il celebre lottatore: Power ha anche la sua stessa acconciatura e spesso si lascia crescere la barba come Notorious, con il quale da bambino si allenava insieme proprio per diventare lottatore di arti marziali miste. Poi le strade si sono divise, ma Alan ora vorrebbe riallacciare i rapporti:

Ho provato a scrivergli su Twitter ma lui ora è molto impegnato, speriamo che quella mia esultanza gli sia arrivata, mi farebbe piacere riparlare con lui.

E chi lo sa, magari adesso potrebbe anche riuscirci. Di certo con questi storici quarti di FA Cup conquistati, il suo nome comincerà a girare ancora di più su web e social network. Perché si sa, la formula della più antica competizione del mondo del calcio può regalare anche storie così, da sogno. Ma non è così semplice, e quando succede davvero è inevitabile che ne parlino in ogni parte del mondo.

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