La favola Lincoln ai quarti di FA Cup: storico 1-0 al Burnley

Un gol a due minuti dalla fine di Ragget permette alla squadra di quinta serie inglese di raggiungere i quarti di coppa per la prima volta nella sua storia.

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Lo schema su calcio d'angolo porta Waterfall a liberarsi dalle varie marcature, il suo colpo di testa è una sponda perfetta che sorvola tutta l'area di rigore e termina lì, sul secondo palo, dove Ragget si fa trovare pronto all'appuntamento con la storia e segna il gol dell'1-0. È quello che permette al Lincoln, squadra di quinta serie inglese, di eliminare il Burnley e approdare per la prima volta nei 130 anni di vita del club ai quarti di finale di FA Cup. E soprattutto che regala al calcio un'altra storia fantastica che non accadeva addirittura dal 1914, quando l'allora semi-professionistico QPR riusciva a conquistare questo traguardo.

Nella storia

È lo storico Turf Moor, casa del Burnley "Since 1883", a ospitare una delle partite più affascinanti di questo quinto turno di FA Cup, gli ottavi di finale. Già, perché i Clarets (accompagnati in campo non dai soliti bambini, ma dagli abbonati pensionati per premiarli della loro lunga fedeltà) affrontano la squadra di quinta serie inglese allenata dai fratelli Cowley, diventati tecnici grazie alla loro passione per Football ManagerDanny, il più grande, è un ex insegnante di educazione fisica ed è il manager; Nicky, il più piccolo, da bambino aveva costruito una sorta di panchina nella sua cameretta ed oggi è l'assistente del fratello maggiore.

In attacco, poi, c'è il bomber Matt Rhead (13 gol e 10 assist in questa stagione), con i suoi 106 chilogrammi distribuiti sui 193 centimetri d'altezza. Va da sé che, insomma, ci sia qualche chiletto di troppo, ben evidenziato dalla pancia che fuoriesce ogni qual volta stacca di testa. Lui è un ex operaio della JCB, una fabbrica che produce macchinari per l'agricoltura, trattori in particolare; al suo fianco, sulla corsia di destra, c'è Nathan Arnold, barbiere della squadra, che nel 2011 ha iniziato a seguire un corso e nel 2014 ha aperto uno studio tutto suo. In mezzo al campo poi c'è Alan Power, che da piccolo si allenava per diventare combattente UFC insieme a un certo Conor McGregor, e proprio per questo lo ha celebrato esultando con la classica camminata di Notorious dopo aver segnato nel quarto turno di FA Cup contro il Burnley. E queste sono sono alcune delle storie particolari che colorano ancora di più la sfida.

La partita

Sul campo le quattro categorie di differenza non si vedono poi così tanto nel corso dei 90 minuti. Il Lincoln, sostenuto dalla "Lincvasion" dei 3000 tifosi al seguito (e tutti gli altri che non hanno trovato il biglietto si possono consolare con le birre gratis offerte dai pub della cittadina), se la gioca con un calcio semplice, ma con un principio fondamentale: la difesa altissima, addirittura a centrocampo sui rinvii del portiere, in modo da tenere gli attaccanti avversari più lontano possibile e provare a colpire in contropiede. La tattica funziona abbastanza bene, la prima occasione della partita è proprio dei semi-professionisti, con una gran giocata di Arnold per Muldoon, che però spara alto. Il Burnley, con la formazione migliore, risponde con il tiro al 27' di Gray (servito perfettamente da Arfield) e quello al 39' di Barton, al volo da fuori area. Il primo tempo si chiude con 8 tiri in porta, nessuno di questi irresistibile e ben 16 falli, sintomo evidente di una partita maschia. Nella quale, soprattutto, nella ripresa, comincia a sguazzare il solito Joey Barton, che si conferma provocatore (e simulatore), nei suoi vari duelli, in particolare quelli con Rhead e Hawkridge.

Pur senza concedere troppe conclusioni verso lo specchio, la squadra allenata dal "Ginger Mou" Sean Mark Dyche, va in difficoltà contro le folate offensive degli ospiti, trovando l'occasione più pericolosa solo all'80', quando Gray cicca da posizione ravvicinata con il destro. Davvero troppo poco, anche perché poi, a due minuti dalla fine, succede qualcosa di fantastico. E il successivo assalto dei padroni di casa per ottenere il pareggio non è sufficiente per spegnere il sogno.

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